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Articoli marcati con tag ‘politica’

L’austerità è smentita dai fatti. Il manifesto di Krugman per il buon senso in economia

Pubblichiamo, tradotto in italiano, il manifesto di Paul Krugman e Richard Layard pubblicato oggi dal Financial Times e sul sito manifestoforeconomicsense.org. Sebbene nelle premesse si rivolga solo agli “economisti mainstream”, i contenuti sembrano convergenti con molte delle analisi e delle proposte avanzate anche in altre parti della teoria economica. Ma soprattutto è un attacco alla visione del rigore e dell’austerità in stile anni ’30 oggi tornata prevalente.
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Monti, lo Stato e i cittadini: chi ha tradito il “patto”? di F.M. Agnoli

moIl 21 giugno, intervenendo alla cerimonia per il 238° di fondazione della Guardia di Finanza, fra le altre cose Mario Monti ha detto che “l’evasione fiscale mina il patto tra Stato e cittadini”.

Probabilmente molti filosofi  della storia e della politica troverebbero da ridire sentendo descrivere lo Stato come un’entità distinta dai cittadini e replicherebbero che i cittadini sono lo Stato e metterebbero in campo, in luogo del patto montiano, il contratto sociale, che al di là delle definizioni del Rousseau, che in realtà hanno soltanto reso confuso un concetto altrimenti chiaro, è un patto fra cittadini, cioè fra eguali senza interventi di entità superiori. Leggi il resto di questo articolo »

Cattolici e Stato, oggi. di Luigi Copertino

Forse è il caso di ripassare, brevemente, un po’ di storia delle idee per capire da dove viene l’attuale antistatualismo di molti cattolici. Il problema nasce con la modernità che imponendo il giurisdizionalismo ha posto lo Stato, o in genere la Comunità Politica, contro la Chiesa (nel medioevo invece il conflitto Chiesa Impero riguardava la ripartizione di competenze in una quadro “sacrale”). Leggi il resto di questo articolo »

Monti e i poteri forti di F.M. Agnoli

Dopo che il Corriere della Sera, vero organo della Confindustria, ha preso le distanze  dalla sua folle politica di austerità  senza ripresa Mario Monti  si è  rammaricato di essere stato abbandonato dai poteri forti. Sembrerebbe una inattesa confessione da parte dell’uomo che sette mesi fa, presentandosi al  Parlamento e al popolo italiano, rivestito del laticlavio conferitogli da Napolitano, aveva ironizzato sui complottisti che lo stavano presentando  come l’emissario di potenze  economico-finanziarie mondialiste e di oscuri circoli para-massonici.

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Lacrime di Coccodrillo di F.M. Agnoli

Diciamo che al proposito delle lacrime in Tv della gentile ministro del lavoro  Fornero   sono rimasto incerto fra l’opinione  di chi le riteneva autentiche e spontanee e quella di chi l’accusava di sceneggiata televisiva. Incerto, ma tutto sommato, favorevole   all’ipotesi buonista, tanto più che, non  avendo una cipolla sottomano non è facile, nemmeno per un’attrice  consumata, improvvisare  un pianto credibile  Ipotesi buonista condivisa anche, in un articolo del 13 dicembre, pur fortemente critico nei confronti del governo  Monti fin dal titolo “La giunta dei tecnocrati sa dove sta andando o sono completamente fuori controllo?”  da Costanzo Preve, che  non solo ha valutato positivamente  quel pianto, ma vi ha visto il primo segnale di un possibile ravvedimento  dei tecnocrati. Scrive difatti a proposito del ministro scoppiato in pianto, che colloca nel gruppo sociologico  degli intellettuali universitari politicamente corretti, e dei suoi colleghi: “Monti e Draghi, serpenti british senza anima, non lo avrebbero fatto mai. Se il complesso di colpa si intrufola nel gruppo sociale più osceno della storia umana, forse non tutto è ancora perduto. Almeno speriamo”. Leggi il resto di questo articolo »

La padania e la secessioni di F.M. Agnoli

Il Presidente Napolitano ha indubbiamente ragione quando nega l’esistenza di un strumento legittimo per realizzare la secessione della Padania dall’Italia.   L’art. 5 della Costituzione dichiara  la Repubblica  una e indivisibile e invano si cercherebbe una norma che consenta di incidere su questa unità e indivisibilità. A tutto concedere si dovrebbe preliminarmente procedere alla revisione costituzionale  nelle forme di cui all’art. 138 per modificare l’art. 5, espungendone “unità e indivisibilità” quali essenziali caratteristiche della Repubblica italiana. E si tratterebbe solo del primo passo, della base indispensabile  per avanzare poi  legalmente la proposta di secessione.

Si potrebbe è vero evocare il diritto all’autodeterminazione dei popoli, come ha fatto l’on. Calderoli,  ed è anche vero che, a differenza di un  tempo, la scienza giuridico-costituzionale ritiene che le singole Costituzioni nazionali non siano sempre la più alta fonte del diritto e debbano a volte  cedere di fronte  a più elevate  normative di carattere universale, come, ad esempio, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Tuttavia le Corti costituzionali oppongono una, per altro giustificatissima, resistenza a troppo estese applicazioni di questi nuovi principi  principi e certamente quella italiana bloccherebbe qualunque tentativo  di utilizzare il grimaldello dell’autodeterminazione per aggirare l’ostacolo posto dall’art. 5 a qualunque legale procedura secessionista. Leggi il resto di questo articolo »

Il premier e i processi di F.M. Agnoli

Forse non è vero.  Forse il gioco dei quattro cantoni partorito dall’iniziativa  della Procura di Napoli  di procedere  contro  l’imprenditore  pugliese Giampi Tarantini e i suoi complici, accusati di estorsione ai danni di Berlusconi, non ha nulla a che vedere  con l’accanimento giudiziario nei confronti del presidente del consiglio lamentato dai suoi legali e dai suoi sostenitori. Resta il fatto che gli ultimi avvenimenti confermano il fiuto del Berlusca, che, convocato a comparire  davanti a quella Procura in  qualità di parte lesa e testimone,  si è rifiutato di  presentarsi  senza assistenza legale (che non spetta ai testimoni). Difatti, quando già si delineava l’ipotesi di un  suo accompagnamento coattivo, è intervenuta, inattesa, la  decisione del gip (poi replicata nonostante il  reclamo) che ha attribuito la competenza   non a Napoli, ma a Roma, luogo  del commesso reato. I p.m. napoletani non hanno gradito  e, ribaltando l’impostazione iniziale da loro stessi formulata, hanno chiesto   al  Tribunale del Riesame di valutare se  il presunto estortore Tarantini non fosse  invece stato oggetto di una criminogena attività del  perfidissimo presidente del consiglio.  In pratica l’ammissione di avere sbagliato (mentre, anche se non l’hanno detto,  non aveva  sbagliato  Berlusca  a immaginare quanto veloce sarebbe stato il suo transito da parte lesa a indagato). Ci sono volute   14 o 16 ore di camera di consiglio, ma alla fine Tarantini, scarcerato, è passato da malvagio estortore a vittima e comunque a soggetto non punibile, perché   – dice il Tribunale  -  Giampi ha sì mentito quando ha negato che il presidente del consiglio nulla sapesse dei compensi corrisposti alle escort, ma vi è stato indotto dal premier (in concorso col giornalista Valter Lavitola), che si è così reso responsabile del  reato di cui all’art. 377bis del codice penale (Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria). Leggi il resto di questo articolo »

“Il vero deficit è dei valori” di Massimo Fini

In un articolo pubblicato sul Corriere il 17 agosto (“Il vero disavanzo delle democrazie”) il settantenne Ernesto Galli della Loggia, docente di Storia contemporanea all’Università Vita-Salute del San Raffaele (curiosa parabola per uno che era partito comunista e si è scoperto, al momento opportuno, liberale e forse anche pio), storico che non ha mai scritto un libro di storia, risvegliandosi da un letargo durato quasi mezzo secolo, da quando era un giovane e promettente collaboratore dell’Einaudi, scopre che il deficit dei sistemi democratici sta nella loro mancanza di valori o, per usare il suo linguaggio contorto, nella loro “unidimensionalità economicista”. Geniale. Leggi il resto di questo articolo »

In Israele si prevede uno tsunami di Noam Chomsky

Soldati israeliani

Information Clearing House.
In maggio, in una riunione a porte chiuse di molti uomini d’affari israeliani, Idan Ofer, un magnate di una compagnia, ha avvertito: “Faremo presto la fine del Sud Africa. L’impatto delle sanzioni verrà sentito da tutti in Israele.”
La maggiore preoccupazione dei leader del mondo degli affari era per la sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU che si terrà questo settembre, dove l’Autorità Palestinese ha intenzione di chiedere il riconoscimento di uno stato palestinese.
Dan Gillerman, ex ambasciatore d’Israele alle Nazioni Unite, ha avvisato i partecipanti che “la mattina successiva alla già anticipata richiesta del riconoscimento di uno stato palestinese, verrà avviato uno spaventoso processo di sud-africanizzazione”, ossia che Israele diventerebbe uno stato paria, soggetto alle sanzioni internazionali.
In questa e nelle riunioni successive, gli oligarchi hanno spinto il governo per avviare iniziative modellate sulle proposte saudite (Lega Araba) e sul non ufficiale Accordo di Ginevra del 2003, nel quale i negoziatori palestinesi e israeliani dettagliarono la formazione di due stati, ben accolta in quasi tutto il mondo, ma rifiutata da Israele e ignorata da Washington. Leggi il resto di questo articolo »

Libia, Strauss-Kahn e North Dakota di Giovanni Lazzaretti

San Martino in Rio, 19 giugno 2011 – 9 luglio 2011

Quando sento la frase “il popolo libico geme” mi sale il nervoso e mi chiedo cosa sta pensando il mio interlocutore.
Siamo infatti d’accordo che il popolo libico geme: coi ribelli cirenaici appoggiati, finanziati e armati dall’occidente, con la guerra civile in casa, coi bombardamenti della Nato, con la paralisi economica, con la prospettiva di perdere l’autonomia economica e finanziaria, certamente il popolo libico geme.
Ma al 31 dicembre 2010 il popolo libico non gemeva.
Com’era la Libia
Quando i nuovi padroni comanderanno in Libia, faranno come tutti i vincitori: divisione del bottino e revisione della storia. Ci saranno frotte di giornalisti a farci vedere la Libia in macerie, e saranno, ovviamente, “le macerie di Gheddafi”. Fissiamo allora la situazione al 31 dicembre 2010, per ricordarci come era davvero la Libia. Leggi il resto di questo articolo »

LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

Vladimir Vladimirovic Putin, presidente della Federazione russa, è attualmente il politico [...]

SANTA MARTA: “QUELLA PERSECUZIONE ‘EDUCATA’ TRAVESTITA DI MODERNITA' E PROGRESSO”.*

Nella Messa mattutina, il Papa afferma che “le persecuzioni sono pane quotidiano della Chiesa”[...]

SUL PARTITO CATTOLICO. di Francesco Mario Agnoli

Lo riferisce La Croce quotidiana.it., adesso c’è anche un programma, ispirato alla Dottrina soci[...]

LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

A botta calda e fumi ancora in aria. Mentre i canali radio bollono di analisi approssimative e di [...]

CULTURA E POLITICA NEL MONDO MUSULMANO DI OGGI. di Franco Cardini

Altro che “aureo libretto”, come si sarebbe detto una volta. Il libro che vi consiglio di legg[...]

 
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