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PRESENTAZIONE “IL DESERTO BIANCO” – LIDO DI VENEZIA, 22 MAGGIO 2016

XXI CORSO DELL’UNIVERSITA’ D’ESTATE DI SAN MARINO – 22/23 LUGLIO 2016

 

XXI Corso – 22-23 luglio 2016.

San Marino Città – Repubblica di San Marino (RSM)

Sala SUMS – Via Piana 1, San Marino Città.

 

Identità e memoria”:

Una terza guerra mondiale a bassa intensità?

La nuova centralità dello spazio euro-mediterraneo.

Il ruolo dell’Europa e dei Piccoli Stati.

 

Il tema del XXI Corso.

L’ultimo anno è stato caratterizzato dall’escalation di tensioni belliche, sociali, economiche di portata epocale che hanno ricentrato l’attenzione del mondo sullo spazio euro-mediterraneo. Appare anche evidente la difficoltà con cui gli attori internazionali cercano di gestire fenomeni come il fondamentalismo e l’immigrazione di massa. Proprio per questo è necessario ripensare i rapporti fra le diverse identità culturali, storiche, religiose e statuali che si affacciano sul Mediterraneo. Uno scenario complesso e stimolante per i Piccoli Stati che, come San Marino, da un lato hanno fatto del Dialogo interreligioso una propria priorità culturale e strategica, e nel contempo camminano verso una maggiore integrazione con l’UE: una sfida aperta da affrontare nel solco della propria antica tradizione di terzietà, salvaguardia delle libertà concrete, apertura e dialogo interculturale e interreligioso.

 

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Lutto per Identità Europea.

 

 

L’abbiamo saputo solamente ora, ad esequie avvenute. Vittorio Blini, anima e cuore della Comunità Giovanile di Busto Arsizio, sabato scorso è andato avanti.

E’ stato dall’inizio uno dei Soci anziani di Identità Europea. Uno dei nostri “grandi vecchi”, esempio di umiltà, caparbietà e disponibilità. E lunga visione. Avrei voluto che le nostre bandiere l’avessero accompagnato al suo ultimo viaggio su questa terra. Ma lui sa – come ha sempre saputo – che in realtà ci siamo.

Il suo ruolo quotidiano a Busto è stato d’importanza inimmaginabile. Più giovane, attivo, lucido, presente, puntuale di tutti noi. Il migliore degli esempi. Bastava incontrarlo per esserne sollevati.

Ora che manca si apre una sfida importante per il mondo che ha contribuito a creare: non lasciar disperdere il suo esempio.

Ad Elena e Checco, il nostro comune cordoglio e abbraccio.


Prego i nostri Soci ed Amici Sacerdoti di voler dire una Santa Messa per Lui, a nostra cura.


Adolfo Morganti

3° Presidente di

Identità Europea

FREE BRITAIN: NOTHING IS REAL…

L’irruzione della politica comporta la fine dell’acquario di Bruxelles?

Identità Europea da 20 anni combatte per dare spazio, fiato e una speranza all’Europa dei popoli. Di fronte al risultato del referendum britannico, prevenendo le scontate cortine di distrazione di massa, abbiamo qualcosa da osservare e qualcosa da dire. Siccome tutto ciò non finirà certamente sui giornali impegnati a condividere le medesime veline, approfittatene qui. E fateci sapere cosa ne pensate.

1. Il Regno Unito non è la Grecia.
In un mondo di eguali c’è sempre qualcuno più eguale degli altri. L’attuale Europa a tète bruxellois non fa evidentemente eccezione. Ricordate quando la Grecia cercò di scavarsi qualche spazio di manovra rispetto ai diktat della trojka tramite referendum popolare? Ricordate le minacce, i toni tonitruanti, l’abbaiare in tedesco, la mobilitazione massmediale europea contro l’arroganza dei greci, che pretendevano addirittura di votare sul proprio destino? Che differenza con i toni di oggi… Eppure il Regno Unito ha avuto dall’UE ben più della Grecia, a più riprese e fino in fondo. Chissà da dove nasce questa rispettosa acquiscenza al pelo del servilismo, mal travestita da rispetto per il verdetto popolare, di cui ai vertici comunitari odierni non importa un fico secco? Un piccolo aiuto per i più giovani: quali sono le due Somme Istituzioni dell’Occidente che da sempre hanno la propria  Sede Centrale a Londra? I primi tre che risponderanno correttamente vinceranno un autografo di Magdi Allam. Non spingete…

2. Il Regno Unito non è la City.
Più di un anno fa, un bel numero monografico di Limes sulla City e l’UK, sottolineava un dato: la siderale distanza sociale, economica e culturale che intercorre fra l’esiguo territorio – parte della città di Londra – in cui comanda la Borsa internazionale (e in cui migliaia di giovani europei sognano di andare a fare il cameriere per sopravvivere) e il resto del Regno Unito. Come sempre le statistiche, mescolando realtà inconciliabili, mimetizzano e mentono. Dire che il 52% degli inglesi ha votato per l’uscita dell’UE (e il 48% no) comporta la scelta di ignorare una lunga serie di linee di frattura: tra la City e il resto del paese; fra la Gran Britannia, la Scozia e l’Irlanda del Nord; fra le città e le campagne. Tra l’addetto di Borsa e il contadino Cornish, secondo voi, chi ha votato per andarsene? La prima buona notizia è che accanto al pesce d’acquario londinese, esistono ancora esseri umani nel Regno Unito. E dicono la loro. Leggi il resto di questo articolo »

Gli Insorgenti, sfide dal passato al presente. Lugo di Romagna, 24 giugno, ore 20.45

 

SIRIA. SALVARE LA MEMORIA PER RICOSTRUIRE IL FUTURO. RIMINI, 15 GIUGNO, ORE 21.00

MOSTRA “L’ORO, IL FERRO, IL SANGUE.” Perugia, 1/12 giugno 2016

Presentazione del testo “Delirium Tremens” di J. Pjetri. Vicenza, 28 maggio 2016.

 

XV SECOLO. L’ABBIGLIAMENTO FEMMINILE IN ITALIA. PRESENTAZIONE TESTO. Milano, 6 Maggio 2016

Profughi? Quanto è ipocrita Obama!*

Dunque Barack Obama dà lezioni all’Europa ricordando che “il mondo non ha bisogno di muri” e invitandola ad aprire le porte agli immigrati. Il discorso è molto politically correct e perfettamente in linea con i desideri dell’establishment transnazionale, di cui peraltro lo stesso Obama è espressione. Nessuna sorpresa, ma, pronunciato dal presidente degli Stati Uniti suona piuttosto strano.

Se c’è un Paese che da diversi anni cerca di tener le porte ben chiuse e che frappone ogni forma di ostacolo burocratico alla libera circolazione delle persone, è proprio l’America, come sa chiunque cerchi di trasferirsi negli Stati Uniti. Provate a chiedere la famosa green card. E’ come vincere alla lotteria. E la green card viene concessa prevalentemente ai Paesi occidentali, figuriamoci se sei originario del Nord Africa! L’Obama che si commuove per i rifugiati ed elogia la Merkel, collocandola “dalla parte giusta della storia”, si guarda bene dall’accogliere siriani, iracheni, afghani o libici. Quella gente in America non potrà mai arrivarci. Però è bene che sbarchi nell’Unione europea.

Non ci sarebbe dispiaciuto se, durante il suo periplo europeo, il presidente americano avesse riconosciuto, anche solo velatamente (non siamo così ingenui dall’immaginare una piena ammissione) che il dramma dei rifugiati non è dovuto a ineluttabili fatalità, bensì a ben programmate decisione militari e geostrategiche, volute, realizzate e imposte dai raffinati strateghi di Washington e sempre avallate dal Commander in Chief ovvero dapprima da Bush e poi dallo stesso Obama. Leggi il resto di questo articolo »

SUL PARTITO CATTOLICO. di Francesco Mario Agnoli

Lo riferisce La Croce quotidiana.it., adesso c’è anche un programma, ispirato alla Dottrina soci[...]

LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

A botta calda e fumi ancora in aria. Mentre i canali radio bollono di analisi approssimative e di [...]

CULTURA E POLITICA NEL MONDO MUSULMANO DI OGGI. di Franco Cardini

Altro che “aureo libretto”, come si sarebbe detto una volta. Il libro che vi consiglio di legg[...]

L'ATEISMO DI UMBERTO ECO: L'ESITO DI UNA GENERAZIONE. di Francesco Mario Agnoli

  Vedo che si continua a parlare con stupore della conversione alla rovescia di Umbe[...]

FOIBE: LA NECESSARIA INDIGNAZIONE.

FOIBE: La necessaria indignazione. Ovvero: Il Presidente di Identità Europea ne ha veramente le [...]

 
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