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MOSTRA “L’ORO, IL FERRO, IL SANGUE.” Perugia, 1/12 giugno 2016

Presentazione del testo “Delirium Tremens” di J. Pjetri. Vicenza, 28 maggio 2016.

 

XV SECOLO. L’ABBIGLIAMENTO FEMMINILE IN ITALIA. PRESENTAZIONE TESTO. Milano, 6 Maggio 2016

Profughi? Quanto è ipocrita Obama!*

Dunque Barack Obama dà lezioni all’Europa ricordando che “il mondo non ha bisogno di muri” e invitandola ad aprire le porte agli immigrati. Il discorso è molto politically correct e perfettamente in linea con i desideri dell’establishment transnazionale, di cui peraltro lo stesso Obama è espressione. Nessuna sorpresa, ma, pronunciato dal presidente degli Stati Uniti suona piuttosto strano.

Se c’è un Paese che da diversi anni cerca di tener le porte ben chiuse e che frappone ogni forma di ostacolo burocratico alla libera circolazione delle persone, è proprio l’America, come sa chiunque cerchi di trasferirsi negli Stati Uniti. Provate a chiedere la famosa green card. E’ come vincere alla lotteria. E la green card viene concessa prevalentemente ai Paesi occidentali, figuriamoci se sei originario del Nord Africa! L’Obama che si commuove per i rifugiati ed elogia la Merkel, collocandola “dalla parte giusta della storia”, si guarda bene dall’accogliere siriani, iracheni, afghani o libici. Quella gente in America non potrà mai arrivarci. Però è bene che sbarchi nell’Unione europea.

Non ci sarebbe dispiaciuto se, durante il suo periplo europeo, il presidente americano avesse riconosciuto, anche solo velatamente (non siamo così ingenui dall’immaginare una piena ammissione) che il dramma dei rifugiati non è dovuto a ineluttabili fatalità, bensì a ben programmate decisione militari e geostrategiche, volute, realizzate e imposte dai raffinati strateghi di Washington e sempre avallate dal Commander in Chief ovvero dapprima da Bush e poi dallo stesso Obama. Leggi il resto di questo articolo »

LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL’UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

Vladimir Vladimirovic Putin, presidente della Federazione russa, è attualmente il politico più demonizzato al mondo  (dal “circo mediatico” liberale di sinistra). A Putin è infatti riservata la diffamazione a mezzo televisivo e stampa definita, da Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta, nel bel libro Governo globale, «trattamento Milosevic», in riferimento alla campagna di satanizzazione mediatica condotta, nel 1999, dalla pubblicistica liberal e radical-chic ai danni dell’allora presidente jugoslavo (impunemente rinominato “Hitlerosevic” della rivista di “sinistra” L’Espresso). La stessa Federazione russa viene descritta, dai media di cui sopra, come “di Putin”, lasciando maliziosamente intendere che il Paese sia trattato quale “proprietà privata” da una sorta di “autocrate-magnate”. Questi media, naturalmente, tralasciano (in maniera  volontaria) il fatto che la Russia non sia in alcun modo “di Putin” o di qualsivoglia altro politico, ma dei russi e delle loro tradizioni storiche. Se un politico e uomo di Stato come Putin, con il suo patriottismo, riesce a farsi rappresentante e interprete delle summenzionate tradizioni, politiche e spirituali, del popolo russo, ben venga. Infatti, l’unico Stato, se così lo si può definire, al mondo, oggetto privatistico di una casa regnante, è l’Arabia Saudita, autentica proprietà privata dei Saud. Tuttavia, questo i media liberali occidentali non lo scrivono e non lo affermano, essendo l’Arabia Saudita il principale alleato di Usa e Israele in Medioriente, preferendo accanirsi contro uno Stato sovrano e pacifico, la Russia, in quanto recitante, sullo scenario geopolitico globale, il ruolo di contraltare al dominio liberaldemocratico a stelle e strisce. Infatti, secondo Adriano Sofri, il pubblicista passato dalle urla maoiste (W Marx! W Lenin! W Mao Tse Tung!) degli anni di Lotta Continua agli odierni starnazzi e schiamazzi neoliberali (W Clinton! W Blair! W Emma Bonino!), Leggi il resto di questo articolo »

Presentazione del testo “Ciò a cui non possiamo rinunciare”. Dogana (RSM), 18 aprile 2016 – ore 18.00

 

Identità Europea

vi invita alla presentazione del testo

Ciò a cui non possiamo rinunciare

La famiglia nella Repubblica di San Marino, tra tradizione e “novazioni”.

 

Lunedì 18 aprile 2016 – ore 18.00

Villa Manzoni, Via 3 Settembre n° 254

Dogana (RSM)

 

Intervengono: Leggi il resto di questo articolo »

SANTA MARTA: “QUELLA PERSECUZIONE ‘EDUCATA’ TRAVESTITA DI MODERNITA’ E PROGRESSO”.*

Nella Messa mattutina, il Papa afferma che “le persecuzioni sono pane quotidiano della Chiesa”. Sia quelle crudeli e sanguinarie, che quelle che tolgono la libertà a chi vuole manifestare i valori di Dio.

Ci sono persecuzioni crudeli, come quelle che subivano i cristiani nel Colosseo, sbranati dai leoni, e quelle che subiscono i fratelli e le sorelle del Medio Oriente o dell’Africa, fatti saltare in aria all’uscita della Messa. E ci sono persecuzioni “educate”: quelle, cioè, travestite “di cultura”, “modernità” e “progresso”, che ti rubano la libertà, la dignità e anche l’obiezione di coscienza se non ti adegui a leggi che “vanno contro Dio Creatore”. E guai a mostrare il valore dell’essere “figli di Dio”.

Francesco le accusa entrambe nella Messa a Santa Marta di oggi, affermando che “la persecuzione è il pane quotidiano della Chiesa”. Lo è sin dai tempi di Stefano, il primo martire che con la sua morte – narrata nella Lettura odierna degli Atti degli Apostoli – innescò una lunga scia di sangue che permea la Chiesa da secoli.

Pensiamo ai “piccoli martiri” uccisi da Erode, oppure i cristiani uccisi nelle arene per il pubblico ludibrio. “Noi quando facciamo un po’ di turismo per Roma e andiamo al Colosseo, pensiamo che i martiri erano quelli uccisi con i leoni…”. Leggi il resto di questo articolo »

Il concetto di “nazione”. Genesi, Evoluzione, Criticità. Aprile 2016

 

SUL PARTITO CATTOLICO. di Francesco Mario Agnoli

Lo riferisce La Croce quotidiana.it., adesso c’è anche un programma, ispirato alla Dottrina sociale della Chiesa in 26 punti di orientamento, che si possono discutere e certamente vanno approfonditi, soprattutto se  qualcuno di quelli che li propongono o li fanno propri saranno in concreto chiamati, alle prossime elezioni amministrative, a contribuire all’amministrazione di qualche comune italiano.  Stiamo parlando del Partito della Famiglia, che ha così superato l’obiezione principale (l’unica seria) che gli veniva mossa. A differenza della pur lodevole “lista elettorale” promossa nel 2008 da Giuliano Ferrara, non è  un  movimento monotematico, ma un autentico partito, in grado di dire la sua sui problemi che la realtà pone ogni giorno alla politica,

Antonio Righi nell’articolo “Profezia (?) sul Popolo della Famiglia (!)” pubblicato nel sito di “Libertà e Persona” si azzarda ad attribuirgli, quanto a consensi, una discreta partenza già alle prossima consultazione elettorale nelle città dove riuscirà a essere presente. Si può sperare che la profezia si avveri, ma anche se questa prima sortita fosse un flop (il tempo a disposizione per organizzarsi  è pochissimo) occorre avere il coraggio e la forza di insistere. Una discreta fetta della società sente sempre più forte l’esigenza di una proposta politica ispirata ai principi cristiani. Si tratta solo di fare capire che  l’iniziativa è seria e non si fermerà al primo ostacolo, alle prime, forse inevitabili, delusioni. Leggi il resto di questo articolo »

LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

A botta calda e fumi ancora in aria. Mentre i canali radio bollono di analisi approssimative e di giudizi critici nei confronti della polizia belga, una prima parola utile va detta.
Proprio oggi Arduino Paniccia intervistato alla radio ha fatto notare come già per la cattura del terrorista “pentito” ci si è dovuti arrendere all’evidenza: è sempre rimasto a Bruxelles, all’interno dei quartieri in cui la popolazione è a stragrande maggioranza musulmana; e non è stato nascosto da altri terroristi, ma da una rete di rapporti familiari ed amicali d’altronde tipici della società dell’emigrazione maghrebina.
La prima lezione di Bruxelles è che il modello di gestione dell’immigrazione belga ha definitivamente mostrato la propria irrealtà. In ciò il Belgio è sempre stato molto liberale: a fronte di un’apparente pace sociale, tutto veniva accettato come necessario e fatale: la creazione di interi quartieri del centro della capitale Bruxelles (e non delle periferie, come a Parigi) a stragrande maggioranza arabo-islamica era diventata un’apparente nota di colore, da mostrare ai turisti che per la prima volta venivano in Belgio.
Parallelamente la vita delle istituzioni europee sembrava scorrere su un altro pianeta, in uno stuporoso distacco burocratico ed illuminista dalla realtà…
Ora tutto ciò è andato in fumo, lacrime e sangue. L’illusione che basti dare spazi di (relativa) prosperità economica a chiunque per vederlo trasformare in un quieto borghese europeo è morta. Il che apre immensi problemi che la cultura moderna ha volutamente rimosso.
Tutto ciò non ha nulla a che vedere con anti-islamismi idioti all’Allam. Ha a che fare con un’altra idiozia: quella, tipicamente liberale, di considerare le identità epifenomeni dell’economia, e l’occidente il futuro dell’umanità.
Chissà che la dura lezione serva a qualcosa.

Adolfo Morganti, presidente dell’Associazione Culturale Identità Europea.

CULTURA E POLITICA NEL MONDO MUSULMANO DI OGGI. di Franco Cardini

Altro che “aureo libretto”, come si sarebbe detto una volta. Il libro che vi consiglio di legg[...]

L'ATEISMO DI UMBERTO ECO: L'ESITO DI UNA GENERAZIONE. di Francesco Mario Agnoli

  Vedo che si continua a parlare con stupore della conversione alla rovescia di Umbe[...]

FOIBE: LA NECESSARIA INDIGNAZIONE.

FOIBE: La necessaria indignazione. Ovvero: Il Presidente di Identità Europea ne ha veramente le [...]

NEGOTIATING THE CATALAN INDIPENDENCE. di Ada Mullol

The Spanish general elections have been held on December 20th, in the middle of an excited Catalan [...]

LA N.A.T.O.: STORIA DI UNA DISCUSSA ORGANIZZAZIONE. di Nicolò Dal Grande

Le recenti dinamiche internazionali hanno visto l'improvviso divampare della crisi Diplomati[...]

 
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