ANDERS BREIVIK O DELLA “TENTAZIONE MAURASSIANA” di Luigi Copertino

La recente vicenda dell’attentato di Oslo e della strage di Utoya necessita di qualche riflessione.

Solo alcune brevi considerazioni, suggerite all’istante, perché è evidente a tutti che l’attentatore è a lungo vissuto in un clima spirituale e culturale avvelenato da una neo-ideologia, quella che abbiamo imparato a chiamare “cristianista”, la quale riduce la fede ad uno strumento di lotta e di dominio politico.

E’, quello nel quale ha vissuto Anders Behring Breivik, il clima culturale artificiosamente creato da “atei devoti” e neoconservatori (anche nella loro versione teoconservatrice), per i quali il Cristianesimo sarebbe la religione dell’Occidente neo-liberista e come tale legittimante fondamento delle “nuove crociate” per la liberazione dell’Europa dal dominio islamico e l’esportazione globale della democrazia. Continue reading

C’è del marcio, in Norvegia? di Luigi G. de Anna

Riduttivo pensare che il gesto a lungo preparato di Anders Behring Breivik sia solo un caso di follia

Non ci sono parole adatte a commentare quanto è successo a Oslo e Utøya. Col tempo sapremo meglio che cosa è accaduto, come è accaduto e perché è accaduto, ed anche se tutto questo, o parte di questo, poteva essere evitato. E’ probabile che affiorino responsabilità delle forze di polizia, infatti sembra impossibile capire come Anders Behring Breivik abbia potuto impunemente sparare per più di un’ora senza essere fermato.

Indubbiamente le forze dell’ordine dei Paesi nordici, compresa la Finlandia, non hanno l’esperienza, e forse neppure la preparazione, per affrontare emergenze di tipo terroristico. Qui l’Italia potrebbe servire da esempio e oltre a mandare i nostri Carabinieri in Afghanistan o in Iraq, potremmo mandarli anche a Oslo. Infatti qui i poliziotti sono disarmati, quindi anche se sull’isola fosse stato presente uno di loro (e non c’era) non avrebbe potuto fare molto per difendere i giovani. I Carabinieri italiani sono invece armati. In un caso del genere, mi conferma un amico ufficiale dell’Arma, sarebbero subito intervenute le pattuglie più vicine al luogo dell’attentato e contemporaneamente sarebbe stato allertato il reparto del GIS, attivo 24 ore su 24. Il quale, dotato di elicottero, sarebbe giunto sull’isola molto prima dell’ora e più impiegata dai poliziotti norvegesi, che nella capitale non dispongono neppure di un elicottero atto al trasporto di personale. Continue reading

Erostrato o “impuro folle”? di Franco Cardini

Banalità del Male. E’ molto probabile che il trentaduenne Anders Behring Breivik, autore della terribile strage di Oslo, sia in realtà solo un piccolo insicuro mitomane affetto da quello che gli psicanalisti chiamano “il complesso di Erostrato”: da quell’Erostrato che nel 356 a.C. appiccò il fuoco al tempio di Artemide in Efeso allo scopo di essere ricordato in eterno per uno che aveva fatto “qualcosa di grande”, e che divenne l’”eroe” di un romanzo dell’illuminista Alessandro Verri (che si sarebbe poi convertito al cattolicesimo tradizionalista).

Desiderare di essere ricordato per qualcosa, per qualunque cosa: anche per qualcosa di negativo, tanto più che oggi, nella società dello spettacolo e dei consumi – lo ricorda bene Umberto Eco – col tempo il perché uno è diventato famoso si dimentica, ma la fama può invece restare. Si sta scavando nel passato di Breivik. Pare che, a detta di qualche suo conoscente, si tratti di un ex adolescente introverso e forse affetto da vari complessi, che a 19 anni dopo un viaggio degli USA si sarebbe sottoposto a un intervento di plastica facciale per acquistare “connotati piu virili” e avrebbe cominciato a vantare successi, ricchezza, conquiste femminili e cosi via. Continue reading

Appunti sul fondamentalismo cristiano di Franco Cardini

A proposito dell’orribile massacro di Oslo, dopo le prime reazioni che, per sconcertate che fossero, sembravano mirare comunque tutte a una ricerca del colpevole negli ambienti del “terrorismo internazionale” (un’espressione che non vuol dir nulla, ma che negli ultimi tempi ha acquistato sempre più il senso di terrorismo di matrice fondamentalista islamica), la doccia fredda relativa alle prime notizie riguardanti l’assassino ha obbligato i media a far marcia indietro e a rimangiarsi le prime, affrettate diagnosi.

Non seguiamo il loro cattivo esempio: evitiamo di elaborare scenari fondati sul nulla, o almeno sul molto poco. Quel che per il momento si sa del trentaduenne Anders Behring Breivik, è che egli si definisce un conservatore e un difensore della civiltà cristiana, che ama la musica classica e i videogames, che il suo film preferito è 300, la pellicola parastorico-postmoderna nella quale alcuni skinheads sedicenti spartani affrontano le orde barbariche di fricchettoni sedicenti “orientali”. Continue reading