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Articoli marcati con tag ‘agnoli’

Monti, lo Stato e i cittadini: chi ha tradito il “patto”? di F.M. Agnoli

moIl 21 giugno, intervenendo alla cerimonia per il 238° di fondazione della Guardia di Finanza, fra le altre cose Mario Monti ha detto che “l’evasione fiscale mina il patto tra Stato e cittadini”.

Probabilmente molti filosofi  della storia e della politica troverebbero da ridire sentendo descrivere lo Stato come un’entità distinta dai cittadini e replicherebbero che i cittadini sono lo Stato e metterebbero in campo, in luogo del patto montiano, il contratto sociale, che al di là delle definizioni del Rousseau, che in realtà hanno soltanto reso confuso un concetto altrimenti chiaro, è un patto fra cittadini, cioè fra eguali senza interventi di entità superiori. Leggi il resto di questo articolo »

Monti e i poteri forti di F.M. Agnoli

Dopo che il Corriere della Sera, vero organo della Confindustria, ha preso le distanze  dalla sua folle politica di austerità  senza ripresa Mario Monti  si è  rammaricato di essere stato abbandonato dai poteri forti. Sembrerebbe una inattesa confessione da parte dell’uomo che sette mesi fa, presentandosi al  Parlamento e al popolo italiano, rivestito del laticlavio conferitogli da Napolitano, aveva ironizzato sui complottisti che lo stavano presentando  come l’emissario di potenze  economico-finanziarie mondialiste e di oscuri circoli para-massonici.

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Siria: la verità sotto la propaganda occidentale di F.M. Agnoli

La strage di civili e di bambini nella città siriana di Hula ha offerto al governo tecnocratico di Roma (così come a  quelli di Londra, Parigi e Berlino) il pretesto per seguire l’esempio degli Stati Uniti espellendo l’ambasciatore  della Siria come “persona non gradita”. In altri termini si è voluto per forza credere all’ “Osservatorio siriano per i diritti umani con” sede a Londra, che ha attribuito la strage ai cannoni e ai carri armati del governo Assad, dimenticando che si tratta di una organizzazione al servizio dei ribelli, esattamente come gli “attivisti”, che inviano notizie dalla Siria e che le Potenze occidentali hanno eletto al ruolo  di indubitabili testimoni.
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Lacrime di Coccodrillo di F.M. Agnoli

Diciamo che al proposito delle lacrime in Tv della gentile ministro del lavoro  Fornero   sono rimasto incerto fra l’opinione  di chi le riteneva autentiche e spontanee e quella di chi l’accusava di sceneggiata televisiva. Incerto, ma tutto sommato, favorevole   all’ipotesi buonista, tanto più che, non  avendo una cipolla sottomano non è facile, nemmeno per un’attrice  consumata, improvvisare  un pianto credibile  Ipotesi buonista condivisa anche, in un articolo del 13 dicembre, pur fortemente critico nei confronti del governo  Monti fin dal titolo “La giunta dei tecnocrati sa dove sta andando o sono completamente fuori controllo?”  da Costanzo Preve, che  non solo ha valutato positivamente  quel pianto, ma vi ha visto il primo segnale di un possibile ravvedimento  dei tecnocrati. Scrive difatti a proposito del ministro scoppiato in pianto, che colloca nel gruppo sociologico  degli intellettuali universitari politicamente corretti, e dei suoi colleghi: “Monti e Draghi, serpenti british senza anima, non lo avrebbero fatto mai. Se il complesso di colpa si intrufola nel gruppo sociale più osceno della storia umana, forse non tutto è ancora perduto. Almeno speriamo”. Leggi il resto di questo articolo »

L’Unione Europea e la Grecia di Francesco Mario Agnoli

Che l’Unione  Europea soffra fin dalla nascita di un deficit di democrazia  è opinione comune, condivisa anche da molti  convinti e autorevoli europeisti.  Alcuni di loro nel corso del tempo  hanno anche avanzato proposte (in genere un non troppo convincente aumento dei poteri del Parlamento europeo) per porvi rimedio.

Il guaio è che con l’introduzione della moneta unica  e la crisi che l’ha colpita   il deficit si è allargato fino a ridurre al minimo le tracce di democrazia reale non solo  nell’Unione, ma nei paesi del gruppo  euro. Leggi il resto di questo articolo »

A proposito della crisi. di F.M. Agnoli

Nulla di più naturale che Berlusconi non voglia recarsi a Napoli per essere  sentito come vittima-testimone di un ricatto messo in piedi dal malvagio Tarantini e dai suoi ancora più malvagi complici e che definisca la convocazione “un trappolone”  architettato per interrogarlo senza l’assistenza dei suoi legali.  Del resto la cosa è tanto evidente che perfino un  commentatore prudente e avveduto,e certamente non berlusconiano come Antonio Polito sul Corriere della Sera del 18 settembre scrive, sia pure  per sminuirne l’importanza di causa o concausa del collasso governativo degli ultimi mesi,  di “trappoloni giudiziari… con tre Procure che indagano tutte sullo stesso reato e quella di Napoli nel ruolo di Maramaldo” ai danni di un premier“da 17 anni sotto assedio penale”.

In realtà se n’è accorto anche un gran numero di cittadini, senza distinzione di parte politica, tanto che i più recenti sondaggi concordano nell’individuare un calo di fiducia nei confronti della magistratura (-11% ), inferiore a quello del Parlamento (-17%), ma notevolmente superiore a quello dello stesso Berlusconi (-7%), che se la batte pressoché alla pari con Bersani e Di Pietro. Leggi il resto di questo articolo »

39 caduti di Francesco. M. Agnoli

Un altro soldato italiano ucciso in Afghanistan. E siamo a  trentanove  italiani caduti per una  causa che nessuno conosce e nessuno riesce a spiegare, nemmeno quelli che invocano il patriottismo sentimentale (“i nostri ragazzi al fronte”) e la  democrazia,  perché la patria italiana  non ha nulla a che spartire  con il remoto Afghanistan, e una democrazia  che ha portato  al governo (per di più con brogli confessi e certificati) l’ex dirigente petrolifero  Karzai è peggio di una monarchia assoluta o perfino di una dittatura. Del resto ormai tutti, perfino i più accesi sostenitori della “missione”, hanno rinunciato all’ipocrisia e parlano apertamente di “fronte” e di  guerra. Peccato che la nostra Costituzione ci vieti espressamente di prendervi parte.

Ma, dal momento che  si è deciso di rinunciare all’ipocrisia e che della Costituzione non importa nulla a nessuno (tanto meno a quelli  che giurano di coricarsi ogni sera tenendola sotto il cuscino), vogliamo essere cinici e dirci la verità fino in fondo, occupandoci di ciò che davvero interessa a tutti, l’economia, il denaro, il pil, la crisi, la ripresa, e non delle quattro lagrimucce sparse per  la morte  di un modesto lavoratore delle armi, importante solo, passato il primo moto di naturale compassione,  per una ristretta cerchia di parenti e amici. Leggi il resto di questo articolo »

A proposito di Tettamanzi di Francesco. M. Agnoli

Il card. Tettamanzi

Non sempre condivido le opinioni di Magdi Cristiano  Allam   (tutt’altro), tuttavia condivido molto  (quasi tutto) dell’articolo (pubblicato sul Giornale del 6 giugno) nel quale critica l’appoggio dato  dall’arcivescovo di Milano, cardinale Tettamanzi  al programma e all’elezione del neo sindaco Pisapia, le idee di entrambi, nonché il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, che vorrebbe imporre  il silenzio a chi critica  gli uomini di Chiesa, che invece,  se hanno diritto (Allam si guarda bene dal metterlo in dubbio) di dire la loro anche sulle vicende politiche, debbono accettare di buon grado  le critiche dei dissenzienti.

Chi vi ha interesse  cerchi l’articolo nel quotidiano che l’ha pubblicato, qui si  riportano le  righe finali, che riassumono la contrarietà dell’autore, che ne individua anche le radici storico-culturali, alle politiche e alle idee immigrazioniste del sindaco e del prelato, che ambiscono a fare di Milano un centro di massima accoglienza. “Rivendichiamo – scrive Magdi Allam – il diritto-dovere di sostenere a viva voce che è arrivato il momento di rifondare l’Italia affrancandola dalla strategia massonica che ha ispirato l’unità d’Italia attraverso la guerra e la sottomissione dei popoli, riuscendo a scardinare la nostra anima al punto da farci immaginare oggi che sia addirittura positivo concepirci come una landa deserta per trasformarci in terra di occupazione dell’immigrazionismo, dell’europeismo dei banchieri e del mondialismo capital comunista. È arrivato il momento di far primeggiare l’Italia degli italiani occupandoci di noi italiani prima di preoccuparci degli immigrati; di privilegiare l’Europa dell’anima anziché dell’euro; di scegliere il mondo dell’essere, non dell’avere e dell’apparire!”. Leggi il resto di questo articolo »

Elezioni di Francesco Mario Agnoli

L’avere previsto per tempo il non felice esito elettorale del centro-destra non mi rallegra particolarmente, anche perché, almeno per quanto riguarda  Berlusconi e  il Pdl, non pochi  erano i segnali in tal senso anche per chi non aveva accesso ai sondaggi  pre-elettorali, che una assurda e antidemocratica cautela proibisce  (a tutela  non si sa bene di chi) di rendere noti ai cittadini.

Qualche maggior vanto  potrei  accampare per avere previsto, in questo caso in contrasto con l’opinione dominante,  che la Lega Nord non solo non avrebbe intercettato i voti perduti dal Pdl, ma avrebbe stentato  a conservare i propri (difatti non c’è riuscita).  Una previsione azzeccata tutt’altro  che gratificante  e che  tuttavia  desidero ricordare perché  l’avevo motivata con l’eccessivo  appiattimento del partito di Bossi sul bellicismo di Berlusconi e dei suoi ministri della guerra e degli esteri.

Non metto in dubbio  che, soprattutto per il Pdl, abbiano contribuito all’insuccesso  altri e prevalenti fattori, ma comunque mi ha stupito che nei dibattiti e negli incontri fra politici, giornalisti ed esperti, che lunedì hanno affollato fino a ora tarda  gli schermi televisivi, nessuno (a quanto ho captato) abbia accennato all’influenza negativa  esercitata sull’esito  dalle impopolari, anticostituzionali  e costose  spedizioni militari  del nostro paese nelle varie parti del mondo.  Sono persuaso che, molto o poco, questa influenza vi sia stata e che, autorizzando il bombardamento di Tripoli,  Berlusconi abbia colpito anche le proprie casematte elettorali. Leggi il resto di questo articolo »

I folli pensieri di Erasmo da Rotterdam – Maggio -

I VILI LIBICI – Gli abitanti di Tripoli, infuriati  dalla notizia che le bombe umanitarie della Nato  avevano appena ucciso  il più giovane dei figli di Gheddafi e i suoi tre bambini, hanno assalito le ambasciate dei paesi occidentali, inclusa quella dell’Italia, per altro vuota.  Il nostro ministro  degli esteri, l’ineffabile Frattini, ha  parlato di vile aggressione.  Nessun commento invece  sull’uccisione  di tre bambini, il più piccolo dei quali di appena tre anni.  Evidentemente, trattandosi di discendenti del malvagio Gheddafi, la cui stirpe deve essere sradicata dalla faccia della terra, un nobile gesto. E anche, secondo i bombardieri della Nato, un  obiettivo militare.

 

UN ALTRO VIGLIACCO – Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, vescovo cattolico di Tripoli, ha definito senza senso la guerra della Nato e dell’Italia contro la Libia e “folle” i bombardamenti con bombe “intelligenti” che dovrebbero distruggere obiettivi militari e invece colpiscono ovunque.   Per le strade  – ha detto -   si vedono donne e bambini in lacrime e in questi giorni, molte donne musulmane sono entrate in chiesa piangendo, chiedendo l’intervento del papa affinché ponga fine al conflitto. Questo  indegno sacerdote cattolico si è spinto fino a criticare anche il  governo italiano, che, dopo aver appoggiato per anni Gheddafi e il suo regime, ha deciso  di partecipare  alle azioni di bombardamento, e ne ha auspicato le sollecite dimissioni, perché se la guerra continuerà potrebbero scavarsi fossati incolmabili fra la popolazione libica e quella italiana, con conseguenze imprevedibili. Vigliacco e leghista. Leggi il resto di questo articolo »

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LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

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SUL PARTITO CATTOLICO. di Francesco Mario Agnoli

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LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

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