Tra insorgenza e guerra civile: il Risorgimento italiano, un tempo da riscrivere

Historia Gruppo Studi Storici e Sociali
www.eurohistoria.eu

in collaborazione

con il Centro Polifunzionale dell’Università di Udine a Gorizia
e Identità Europea (associazione fondata dal Prof. Franco Cardini)

nell’ambito di èStoria 2011 – VII Festival internazionale della storia (Gorizia, 20 – 22 maggio 2011),
Vi invitia all’inaugurazione della mostra

Tra insorgenza e guerra civile: il Risorgimento italiano, un tempo da riscrivere

sabato 21 maggio alle 11
Palazzo Alvarez (piano terra)
via Diaz, 5 – Gorizia

Interventi di Mauro Pascolini (Università di Udine) e Adolfo Morganti (Identità Europea); moderatore Guglielmo Cevolin (Università di Udine e Historia)

E’ possibile visitare la mostra gratuitamente venerdì 20 e sabato 21 magggio dalle ore 9.00 alle 18.30 presso il Centro Polifunzionale dell’Università di Udine a Gorizia, in via Diaz n. 5 (piano terra).
L’iniziativa è il frutto della collaborazionre tra E’ Storia, l’Università di Udine, Identità Europea e il Gruppo Studi Storici e Sociali Historia di Pordenone.

La Mostra intende porre in evidenza anche la faccia nascosta, quella “nera” della guerra, della sopraffazione, della violenza con la quale si è raggiunta l’unificazione nell’ambito del Regno sabaudo. Non si tratta, quindi, di ridiscutere il risultato acquisito dell’unità politica italiana, ma di riconoscere anche gli errori compiuti nella scelta dei mezzi e nel cammino per raggiungerla, primi fra tutti la persecuzione della Chiesa cattolica e l’organizzazione centralista di stampo giacobino  in un paese che tutto, storia, caratteristiche geografiche e vocazione naturale degli abitanti, destinava a forme politiche confederali o federali. Parte della storiografia chiude il Risorgimento alla breccia di Porta Pia, ma sul punto le opinioni divergono fino a includervi la prima guerra mondiale, che, con la riunione di Trento e Trieste alla madrepatria, completerebbe l’aspirazione all’unità nazionale. Ad esempio, Giovanni Spadolini vede proseguire il Risorgimento nel socialismo, nel quale rivivrebbero “tutti gli ideali, tutti i residui ideologici e dottrinari del partito d’azione, tutte le speranze deluse, i sogni svaniti, i miti smentiti del nostro riscatto nazionale”. Senza prendere partito la Mostra termina con le rivolte popolari dell’ultimo scorcio del secolo XIX e le giornate milanesi del 1898, segnate dalle cannonate del generale Fiorenzo Bava-Beccaris, che traggono origine da problemi esclusi o ai margini del Risorgimento.

La mostra è stata presentata a Roma da Identità Europea nel febbraio 2011.

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