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Archivio di maggio 2015

Algo sobre lo bello. di A. Buela

Tres dilectos amigos míos, pensadores ellos y de los buenos,: el español Javier Ruiz Portella, director del periódico El Manifiesto; el portugués Duarte Branquihno, director de O Diabo y el francés Alain de Benoist, director de las revistas Krisis y Élements, se reunieron en París en la realización de un coloquio para hablar “contra la fealdad y por la belleza”.

¡Qué extra ordinario!, ¡Qué fuera de lo común! Cosas como esta llenan de entusiasmo y alimentan el espíritu. Nos sacan del derrotismo natural a que nos lleva nuestra sociedad de consumo y nos insuflan fuerzas para seguir en esta lucha desigual contra la vulgaridad, la chatura, lo soez, la estulticia, la fealdad, el mal gusto y las mil agresiones que sufrimos a diario tanto desde los mass media como desde las carteleras y vidrieras callejeras.

Desde hace veinticinco siglos y atribuida a Platón se viene repitiendo en la tradición filosófica de Occidente que la belleza es el esplendor de la verdad (splendor veri) . Esta frase encierra dos términos splendor y veritas. El esplendor no es un resplandor difuso sino un fulgor de luz que emana de la cosa bella y la verdad es lo que brilla. La obra de arte es entonces aquello a través del cual brilla la verdad. Y para los griegos la verdad aleteia ,alétheia que significa desocultamiento, develar, correr el velo que cubre la esencia de las cosas. Y es este des-ocultar que produce la obra de arte el que le hace afirmar a Heidegger: “En la obra de arte se ha puesto en operación la verdad del ente. La obra de arte abre a su modo el ser del ente” (1).

Pero ¿cómo es, cómo se produce este enraizamiento de la obra de arte con la verdad?. Esta es la cuestión del millón, y acá, cada maestro con su librito. Leggi il resto di questo articolo »

El sentido profundo de la identidad. di A. Buela

Una agradable coincidencia se produjo en estos días cuando luego de haber participado en México de un congreso sobre las identidades recibimos una de las mejores y más actualizadas revistas de pensamiento como la francesa Krisis que trata el tema de la identidad.

Esto nos mueve a volver escribir o reescribir aquello que venimos sosteniendo desde hace años para que, no ya en el ámbito reducido de un congreso sino en el mega ámbito de Internet, lo pongamos al conocimiento de muchos.

En realidad la pregunta por la identidad tiene que ser más bien la pregunta por las identidades. Así, si del mundo no hay una sola versión y visión sino varias según las ecúmenes culturales que lo constituyen, es lógico que estemos obligados a preguntarnos por las identidades y no por la identidad.

Aclarado esto, cuando hablamos de identidad, hablamos de identidades. Esto es, que cada uno la aplique a la suya.

No debemos buscar la identidad de hombres y pueblos en la repetición mecánica de lo idéntico. Ésta radica en la repetición ritual de modos, maneras y costumbres como lo hacen los centros tradicionalistas cuando desfilan o se visten de paisanos. (charros en México, gauchos en Argentina, tiroleses en Italia o bretones en Francia).Eso no es malo, pero se está limitando al orden de la repetición. Es que la repetición tiene mucho de remedo, de mala copia.

La repetición los latinos la llamaban idem, lo igual, mientras que la identidad debemos buscarla en el ipse, en la búsqueda del sí mismo.

Las identidades de los pueblos y de los hombres no son algo pétreo, algo consolidado de una vez y para siempre, sino que se logra, se accede a ellas a través de la reencarnación de valores de generación en generación que forman parte de cada una de sus tradiciones. Las identidades son un hacerse cotidiano.

¿Qué es la tradición? No es juntar cosas viejas sino la transmisión de valores, de cosas valiosas de una generación a otra. Lo sustancial es lo que se transmite como valores, lo accidental es la forma o manera como esos valores se expresan. Leggi il resto di questo articolo »

La scintilla: da Tripoli a Sarajevo. Come l’Italia provocò la Prima Guerra Mondiale. Varese, 6 Giugno 2015

 

Una riflessione sul referendum irlandese. di F.M. Agnoli

Non ho vissuto in Irlanda e ho una nozione molto vaga del paese se non attraverso una conoscente irlandese, che. coniugata a un italiano, vive in Italia da tempo e  già qualche anno fa diceva che la “cattolicissima” (una definizione sulla quale la stampa “laica” ha molto insistito nei commenti sull’esito del recente referendum per evidenti e furbesche ragioni) Irlanda non è più cattolica. Peggio ancora dell’Italia, anzi dell’Emilia-Romagna, dove risiede da anni. E’, quindi, possibile che mi sbagli completamente e in questo caso chiedo scusa agli irlandesi. Tuttavia da quanto ho letto nutro il sospetto che i cattolici di quel paese abbiano commesso lo stesso errore di noi cattolici italiani in occasione delle battaglie perse contro il divorzio e l’aborto. Un errore di cui io stesso mi sono reso ripetutamente colpevole quando, incontrando la gente nelle sale parrocchiali e non, anche facendomi forte della mia qualità di magistrato, quindi di presunto esperto del diritto, tentavo di dimostrare la fondatezza delle tesi degli antidivorzisti e degli antianbortisti con argomenti “laici” nel senso che prescindevano completamente dall’appartenenza alla chiesa cattolica, dalle convinzioni religiose che ne conseguono (o ne dovrebbero conseguire). Leggi il resto di questo articolo »

KAERTNER TRACHTENTREFFEN. Maria Saal (Austria) 7 giugno 2015

 

 

KAERTNER TRACHTENTREFFEN

festa dei costumi

MARIA SAAL (AUSTRIA)

DOMENICA  07  GIUGNO  2015

 

PROGRAMMA

 

ore 06.30: Partenza  S. Anna,  piazzale davanti  la  Coop  a Gorizia,

ore 09.30 Arrivo previsto a Maria Saal;

ore 09.30 SS. Messa nel Duomo;

A  SEGUIRE sfilata dei gruppi in costumi fino al  Freilichtmuseum ( museo all’aperto della civiltà contadina)  zona della festa (circa 800 m);

ore11.45 presso la festa, manifestazioni varie con esposizione di costumi locali, chioschi

tipici  tra i  quali quello dell’ Associazione Culturale  Mitteleuropea  di  Gorizia

pranzo libero presso la festa nei vari stand e chioschi;

ore 17.00 Partenza per Gorizia rientro previsto ore (20,30) circa

Quota di adesione €  20,00 da versare all’atto dell’iscrizione.

Iscrizioni entro il 4 giugno 2015; Cuore Amico, sede via Cipriani  n° 71

o al sig. Franco Hassek  cell. 338 2582392

Nella gita l’assicurazione è prevista solo per il trasporto in corriera, tutte le altre attività saranno intraprese sotto la propria responsabilità dei partecipanti.

La Grande Guerra tra Europa e Insubria – Presentazione de “Il Guerrone” – Varese, 6 giugno ore 10.30

 

L’Associazione Culturale Identità Europea

 

Vi Invita all’Incontro

 

DESERTO E FORESTA. ESSAD BEY/KURBAN SAID AL CONFINE TRA DUE MONDI. Trento, 27 maggio 2015

Il Centro Studi sull’Azerbaigian e il Centro Studi sul Caspio organizzano a Trento, mercoledì 27 maggio, alle ore 17,30, nella Sala degli affreschi della Biblioteca comunale (Via Roma 55), l’incontro-dibattito “Deserto e foresta. Essad Bey/Kurban Said al confine tra due mondi”. Intervengono Daniela Padularosa e Massimo Libardi. Introduce Fernando Orlandi.

Essad Bey, alias Kurban Said, è stato uno scrittore cosmopolita dall’anima dilacerata, abitante del mondo, ma in fondo apolide senza patria, di casa dappertutto e in nessun luogo. Essad Bey è oggi considerato uno dei più importanti romanzieri azeri del Novecento; egli ha svolto tuttavia anche un’intensa attività giornalistica, in particolare presso la rivista tedesca “Die literarische Welt”, a cui collaborò fino al 1933, pubblicando, inoltre, accanto ai suoi romanzi, una serie libri di argomento storico, come le biografie di Stalin, Lenin, Maometto o dello Zar Nicola II. In Essad Bey il giornalista è sempre anche un romanziere, un artista della parola e dell’arabesco, e viceversa il romanziere è sempre anche un giornalista, un attento e acuto, anche se non sempre oggettivo, osservatore del mondo.

Da un confronto tra i testi letterari (romanzi o racconti) e i testi storico-politici (gli articoli o le biografie storiche), risulta uno strano connubio di realismo storiografico e mitologia romantico-orientale. Se i romanzi come “Ali e Nino”, o i vari racconti che compongono i “Dodici misteri del Caucaso” offrono al lettore un’immagine viva e ricca della cultura dei luoghi e dei popoli descritti, immagine sostenuta anche da precise e dettagliate indicazioni storiche, la sua scrittura giornalistica si arricchisce al contrario di metafore e di citazioni letterarie e poetiche. Accanto ai personaggi realmente esistiti, Essad Bey pone alcune figure della letteratura mondiale o dei miti antichi, come Faust, Don Chisciotte, Prometeo, tanto da creare una particolarissima fusione di realtà e finzione, di poesia e verità. Si può notare allora una vera e propria “distorsione” della storia nel mito o nella leggenda, che diventa un tratto peculiare di tutta la sua scrittura. Egli stesso si dichiara più volte restio allo “sguardo gelido dello storico-razionalista” o ai “pesanti volumi dei dotti e degli eruditi”, privilegiando, invece, l’“irrazionalità sentimentale” anche nella scrittura storica. Leggi il resto di questo articolo »

ANCHE TU IRLANDA FIGLIA MIA?! di L. Copertino

La questione è delle più dolorose per chi ha sempre visto nell’Irlanda una terra fiera della sua libertà contro il potente vicino colonizzatore inglese, forte della sua identità cattolica in opposizione a quella protestante dell’Inghilterra.
L’Irlanda di oggi ha dimenticato i suoi martiri sterminati dalla ferocia di Cromwell, ha dimenticato Bobby Sand ed il socialismo cattolico-nazionale del Sinn Fein, ha dimenticato la secolare lotta di liberazione anticoloniale in nome di un comunitarismo religiosamente fondato contro l’imperialismo inglese costruito sulle teorie contrattualiste ed individualiste di Hobbes e Locke. Gerry Adams, l’attuale leader del Sinn Fein, è stato dalla parte del “si” così come la sinistra ed il centro destra. La  società civile iIrlandese ormai da tempo ha accettato una democrazia fondata sul radicalismo borghese e sulla finanziarizzazione dell’economia, che ha rischiato qualche anno fa di travolgerla. Non sembra che gli irlandesi abbiano imparato la lezione.
Ma quanto è accaduto deve interpellare profondamente chi fa professione di fede cattolica. Non solo perché – è evidente – la Chiesa irlandese è stata travolta dallo scandalo – gonfiato quanto si vuole ma esistente – della pedofilia clericale, sulla quale i vescovi non hanno sorvegliato ed, anzi, hanno tentato di nascondere la sporcizia sotto il tappeto magari con la connivenza dello Stato (certe cose si pagano, innanzittutto agli occhi di Dio il Quale presenta sempre, prima o poi, il conto).
Per non parlare poi del fatto che nella campagna referendaria i sostenitori del “no” si sono mostrati al soldo delle potenti organizzazioni evangeliche statunitensi, le stesse che appoggiano ovunque le strategie geopolitiche neoconservatrici ed hanno contribuito a foraggiare la destabilizzazione nel Vicino Oriente con le “primavere arabe” o nell’Est Europa con le “rivoluzioni arancioni”. Leggi il resto di questo articolo »

Rievocazione storica della battaglia fra veronesi e truppe francesi di Napoleone Buonaparte durante le Pasque Veronesi (17-25 aprile 1797). Verona, 24 maggio 2015 ore 17.00

Domenica 24 maggio 2015 – Ore 17

Verona – Davanti a Castelvecchio

Rievocazione storica della battaglia fra veronesi e truppe francesi di Napoleone

Buonaparte durante le Pasque Veronesi (17-25 aprile 1797)

 


Gli appuntamenti della giornata:

Domenica 24 maggio 2015, ore 10-12, Piazza delle Erbe, a Verona:Presentazione al pubblico delle truppe storiche che prenderanno parte alla rievocazione della battaglia innanzi a Castelvecchio, nel pomeriggio di questo stesso giorno, fra veneti e rivoluzionari francesi. Deposizione di una corona d’alloro sotto la colonna col leone marciano, abbattuto dai giacobini nel 1797 e poi ricostruito; alzabandiera del glorioso vessillo della Serenissima sulle note dell’oratorio militare sacro Juditha triumphans di Antonio Vivaldi; rievocazione del giuramento di Perasto, nell’Albania veneta; spari a salve e scampanio dalla torre del Rengo.

Domenica 24 maggio 2015, ore 17-18.30, davanti a Castelvecchio, a Verona: Ricostruzione della battaglia fra truppe austro-venete e popolani veronesi da un lato e soldati rivoluzionari francesi di Napoleone Bonaparte dall’altro, trincerate quest’ultime dentro Castelvecchio.

Con le uniformi veneziane, austriache e francesi del tempo; e con fucili ad avancarica, cannoni a canna liscia e armi bianche, repliche di quelli di 200 anni fa. Ai partecipanti saranno distribuite coccarde con i colori cittadini, azzurro e oro.

Il Segretario del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi

Maurizio-G. Ruggiero

347/3603084

LETTERA DI UN CRISTIANO PRIVILEGIATO AI FRATELLI CHE DIO METTE ALLA PROVA. di F. Cardini

Domenica 17 maggio, Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo

Alla memoria di padre Stanley Rother, sacerdote cattolico dell’Oklahoma e missionario, martirizzato il 28 luglio 1981 a Santiago de Atitlán (Guatemala) dagli sgherri di un dittatore al servizio della United Fruits Company e della CIA; e del vescovo Juan José Gerardi, ucciso nel medesimo paese nel 1998 per aver pubblicato un rapporto sulle violazioni dei diritti umani commesse dall’esercito.

Cari Fratelli e Sorelle,

chi Vi scrive è un vecchio professore di storia, un cristiano cattolico italiano che ha viaggiato molto, ma che tuttavia è nato e ha vissuto gran parte della sua vita in un paese e in una condizione privilegiati entrambi. Un vecchio professore cattolico che stima di aver fatto ben poco, in vita sua, per mettere in pratica quel Vangelo nel quale ha sempre detto di credere e al quale ha sempre ritenuto d’ispirare la sua esistenza. Certo, quando mi confronto con molti miei compatrioti e correligionari, spesso mi sento – lo confesso – migliore di loro: più cosciente, più onesto, più generoso. Ho sempre stimato che sia cosa non facile affermare con coraggio la propria fede e la propria identità religiosa in un contesto socioculturale in gran parte dominato da agnostici e da atei: e a volte mi è capitato di mettere un po’ in sottotono la mia fede per non passare da “clericale”, da “integralista”, da “fanatico”. Che cosa avrei rischiato, in questi casi? Quasi nulla: qualche discussione magari antipatica, qualche piccolo dispetto professionale, qualche trascurabile forma di ostracismo mediatico. Eppure, queste mie piccole quotidiane viltà mi sono sembrate logiche, naturali, quasi legittime; peccati veniali, nella più sfavorevole delle ipotesi. Ecco perché mi vergogno, rivolgendomi a Voi.

Ecco perché mi sento a disagio nel paragonare il mio cattolicesimo comodo e tiepido, che mi costa al massimo un po’ di beneficenza, con le prove che Voi siete costretti ad affrontare in tanti paesi soprattutto tra Africa ed Asia: dove si bruciano le chiese, dove si uccidono i fedeli solo perché sono tali, dove si segnano con la vernice colorata le case dei cristiani esattamente come nella Germania nazionalsocialista s’imbrattavano i muri delle abitazioni e le vetrine dei negozi degli ebrei. Difatti Voi non siete perseguitati e talora uccisi per qualcosa che abbiate fatto, ma solo per quel che siete; venite condannati e talora martirizzati solo perché avete la colpa di esistere. Non vi si nega il diritto di professare la vostra fede: vi si nega, a causa di essa, il diritto di vivere. Leggi il resto di questo articolo »

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maggio: 2015
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