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Archivio di dicembre 2013

Il Sacro Cristiano. di L. Copertino

Lo storico delle religioni Rudolf Otto definisce il “sacro” come mysterium tremendum et fascinans, intendendo dire che esso è una dimensione dell’essere che quando si manifesta sconvolge l’ordinario corso naturale del mondo sconcertando la ragione umana. Il sacro suscita meraviglia, stupore, ma anche paura, terrore. Verso di esso l’uomo può provare un fascino irresistibile, essere pervaso da gioia ineffabile oppure ripulsa, rifiuto radicale. Per Otto attraverso il sacro l’uomo fa l’esperienza di un mistero che si pone al di sopra di lui in modo assolutamente infinito. E’ il “totalmente altro” di fronte al quale l’uomo si trova impotente, quasi schiacciato da tale presenza. Il “sacro”, pertanto, si manifesta all’uomo arcaico, l’uomo tradizionale ma non “primitivo”, come qualcosa di affascinante ma soprattutto di terribile, qualcosa o qualcuno che deve essere ammansito mediante il rito, l’offerta, l’oblazione. Guardando la volta celeste, meravigliosa ma anche avvolgente e quindi dominante, l’uomo arcaico percepiva questo fascino tremendo del totalmente altro. «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle …» (Gen 15,5) dice il Signore ad Abramo promettendogli una discendenza universale. Un altro storico delle religioni, Mircea Eliade, ha dimostrato che il sacro è strutturale alla coscienza umana. E’ una struttura fondante della natura umana, non dunque una sovrastruttura come la filosofia immanentista della modernità ha preteso. Anche per Eliade il sacro si manifesta come l’irrompere di qualcosa di differente nell’ordinario, il quale quindi si palese, al suo cospetto, come “profano”, ossia ciò che sta di fronte al “fanum”, al luogo sacro inaccessibile, se non agli addetti al culto ovvero i sacerdoti, simboleggiato nei templi pagani – si pensi all’Acropoli ateniese – dalle colonne che richiamavano in effige gli alberi della foresta, appunto sacra ed impenetrabile, dove originariamente si celebravano i sacrifici al dio del luogo. Lo spazio antistante il tempio/foresta era detto infatti “pro-fanum”, ciò che sta davanti, dinnanzi, al luogo sacro. Lo spazio acquista “sacralità” per l’apparizione del divino, la ierofania, diventando così luogo separato – tale ovvero “separato” significa, tra l’altro, il termine “sacro” – e quindi centro spaziale, punto fisso, asse di orientamento. Il luogo della ierofania diventa centro del mondo conferendo senso alla realtà e trasformando il caos in cosmo. Leggi il resto di questo articolo »

“Family: A vital issue for the society”. Strasbourg, 10th of December 2013

 

 

 

Dear Colleagues,
Hereby I would like to invite you to the next meeting of the Paneuropean Working Group of the
EPP-group, which will take place in Strasbourg on
Tuesday, 10th of December 2013, at 5.30 p.m. in room LOW S.1-5
We are pleased to welcome
H.E. Bishop Jean LAFFITTE
Secretary of the Pontifical Council for the Family
“Family: A vital issue for the society”

 

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Quo Vadis Ungheria? di M. Ciola (tratto da “Il Nodo di Gordio”).

Con le ultime elezioni parlamentari dell’11 e 25 aprile 2010[1], il partito conservatore del Primo Ministro Victor Orban, il Fidesz[2], ha ottenuto il 52,73% dei voti e più dei due terzi dei seggi del parlamento. Orban ha vinto cavalcando l’onda della crisi finanziaria del Paese, la perdita di credibilità dell’opposizione[3] e soprattutto proponendo la riforma costituzionale tanto attesa dal Paese. L’Ungheria, infatti, fino al 25 aprile 2011 (data dell’approvazione della nuova Costituzione) era l’unico Paese ad avere ancora la Costituzione comunista del 1949, modificata per garantire uno Stato di diritto.

Proprio la nuova Costituzione ha attirato l’attenzione dei mass media e delle istituzioni europee e acceso un forte dibattito tra i politologi sulla direzione intrapresa dal nuovo governo conservatore sia in politica estera che in politica interna. Le questioni sono molteplici: c’è chi ha paventato lo sviluppo di una dittatura, chi un’uscita dall’Unione Europea, chi una normalizzazione forzata e chi uno “spostamento ad est” della politica estera magiara. Una risposta a queste questioni può essere suggerita da alcune considerazioni sulla storia e, quindi, sulle tradizioni del popolo ungherese, che possono servire come “chiave di lettura” della nuova politica, interna ed estera, di Orban.

I popoli dell’Est, Santo Stefano e la dominazione sovietica.

Sulle origini del popolo magiaro, sia dal punto di vista etnico che linguistico[4], c’è ancora un forte dibattito. Le teorie più note sono quella Ugro-Finnica, quella turanista o orientalista, quella magiaro-uigura, la Hun-Avar theory e la teoria dei “magiari bianchi e magiari neri”[5]. Senza entrare nel merito di ogni teoria, possiamo risalire ad un minimo comun denominatore anche se comunque poco preciso: il popolo ha avuto origine su un’area che va dalla odierna Mongolia alla zona dei bassi Urali, dal nord dell’Iran fino all’attuale area dell’Okrug autonomo di Khanty-Mansi, nel distretto federale degli Urali ma geograficamente collocato nella Siberia occidentale.

Prima di trasferirsi nella zona dei Carpazi, le tribù magiare sostarono nella regione dell’Etelköz (“terra tra i due fiumi”) situata a nord-nord-ovest rispetto al Mar Nero. In questo periodo, si erano distaccati dall’Impero Khazaro, con cui continuarono ad avere degli ottimi rapporti. In seguito alle invasioni dei mercenari bulgari di Simeone I di Bulgaria che mal sopportava la pressione magiara a nord est e quella bizantina a sud, i magiari, condotti da Árpád d’Ungheria, si spinsero ad ovest e occuparono la Pannonia.

Le prime fonti scritte testimoniano che migrarono da est ad ovest, stabilendosi nel bacino dei Carpazi nel IX° secolo d.C., vivendo circondati da popolazioni indoeuropee[6]. I rapporti con l’Impero Bizantino furono buoni fino a quando l’esigenza di contenere il comune nemico bulgaro permase. Quindi, stando alle prime fonti scritte, il governo ungherese istituì la giornata della Magyar honfoglalás (la conquista ungherese) collocandola cronologicamente nell’anno 895, data di compromesso tra il 888 e il 900[7]. Leggi il resto di questo articolo »

Sulla nuova censura spagnola. di F.M. Agnoli

Non fosse per le fiamme dell’inferno Adolf Hitler troverebbe gradevolissima e ricca di soddisfazioni la sua permanenza nell’aldilà. Ogni giorno dal nostro mondo gli giungono notizie che lo rassicurano circa la sempre più rapida e completa realizzazione del suo programma non più soltanto in Germania, ma, se non ancora nell’intero orbe terraqueo (ma è solo questione di pazienza e Hitler ha tutta l’eternità per attendere), proprio in quel mondo occidentale, che pure in buona parte aveva preso le armi e aveva affrontato una dura e sanguinosa guerra per impedirglielo.

Molti sono i campi ai quali il Fuhrer può guardare con legittima soddisfazione, ma uno dei più promettenti, quello nel quale l’opera è prossima al compimento, è quello della libertà di pensiero. Un meraviglioso successo se si pensa che subito dopo quella che era sembrata la definitiva sconfitta sua, del nazismo e (si sperava) di ogni totalitarismo un po’ dappertutto ci si era affrettatati ad emanare Costituzioni e Carte dei Diritti per affermare o riaffermare il principio base della democrazia e della libertà (senza quella di pensiero tutte le altre libertà valgono nulla). Leggi il resto di questo articolo »

LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

Vladimir Vladimirovic Putin, presidente della Federazione russa, è attualmente il politico [...]

SANTA MARTA: “QUELLA PERSECUZIONE ‘EDUCATA’ TRAVESTITA DI MODERNITA' E PROGRESSO”.*

Nella Messa mattutina, il Papa afferma che “le persecuzioni sono pane quotidiano della Chiesa”[...]

SUL PARTITO CATTOLICO. di Francesco Mario Agnoli

Lo riferisce La Croce quotidiana.it., adesso c’è anche un programma, ispirato alla Dottrina soci[...]

LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

A botta calda e fumi ancora in aria. Mentre i canali radio bollono di analisi approssimative e di [...]

CULTURA E POLITICA NEL MONDO MUSULMANO DI OGGI. di Franco Cardini

Altro che “aureo libretto”, come si sarebbe detto una volta. Il libro che vi consiglio di legg[...]

 
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