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Archivio di aprile 2013

SE FACEBOOK E’ TROPPO VELOCE… di L. De Netto

Social network, crisi economica, bassezza del livello politico: sembrano questioni distanti tra loro, eppure hanno un punto in comune ben preciso. E ci potremmo aggiungere il sistema scolastico, l’involuzione della cultura, l’abbandono dei vecchi mestieri, la mancanza di giovani agricoltori, e cosi via.

Dunque? Qual è questo filo rosso? Semplice: è la velocità, l’idea – ideologicamente assurda - che occorra per dogma fondante massimizzare le utilità riducendo i tempi. Tutto deve essere talmente veloce, da dover essere istantaneo. Non c’è tempo per costruire, pensare, educare, lavorare, immaginare…

Tutto e subito. Ed al passo con i tempi. E guai a non adeguarsi.

Così, l’idea che il denaro potesse produrre altro denaro in maniera immediata attraverso operazioni speculative fruibili con un semplice “click”, ha causato una serie di reazioni a catena di cui oggi si notano gli amari frutti.

Il concetto che la misura della politica sia data dal numero di voti che nel brevissimo periodo si riescono a catalizzare, ha mandato in soffitta tutto il resto: primum vincere, deinde philosophari, si direbbe con approccio realista. Ma il fatto è che oggi è rimasto solo il dover vincere fine a se stesso. Il resto non esiste. Non c’è.

Ma la cosa corre sempre più verso il baratro del nulla: non si contano i politici che non solo misurano ma che vengono misurati attraverso i “mi piace” o i numero di “followers”.

E dunque, connessione 24 ore no stop per esprimere in meno di un rigo concetti, idee, programmi, che vengono aggiornati minuto per minuto.

Capirai, in un” tweet”, il livello di approfondimento…

La verità è che potremmo continuare con gli esempi all’infinito, ma possiamo limitarci semplicemente a dare atto di quanto davvero ormai sia tutto talmente veloce da non essere più afferrabile sotto alcun punto di vista.

L’idea consumistica che un oggetto deve durare il meno possibile per essere poi gettato al fine di comprarne un altro, si è ormai imposta in ogni ambito del vivere civile.

Ed i social network ne sono un esempio lampante: una home page si scorre in pochi minuti, ed è carica di notizie – e di opinioni (sic!) – sì da creare una saturazione informativa che non consente il minimo discernimento. Leggi il resto di questo articolo »

XVI Columban’ Day a Rorschach (Svizzera). 29 – 30 giugno 2013

 

 

 

XVI Columban’ Day a Rorschach (Svizzera)

29 – 30 giugno 2013

 


 

All’ indomani delle celebrazioni giubilari svoltesi in Svizzera nel 2010 sul Lago di Costanza a ricordo dei 14 secoli dell’arrivo di San Colombano con al seguito Gallo e compagni e dell’anno giubilare dei 1400 anni dalla fondazione della Città di San Gallo culminato il 16 ottobre 2012 la famiglia Colombaniana si ritrova per onorare negli stessi luoghi la figura dell’abate San Colombano. Nell’Anno della Fede indetto da Benedetto XVI compiremo questo pellegrinaggio sulle orme di un grande evangelizzatore e pregare per una nuova evangelizzazione nelle regioni di antica cristianità. Rispondiamo così all’appello lanciato dai vescovi nel recente sinodo di preservare la memoria di grandi testimoni che diedero la loro vita al servizio del Vangelo, che han promosso il bene comune e hanno difeso la verità e i diritti umani perché siano commemorati fedelmente e tendere così anche noi alla santità, attraverso una conversione permanente e un’intensa vita di preghiera. Leggi il resto di questo articolo »

XXXIX. PANEUROPA-TAGE in Halle an der Saale. vom 31. Mai bis 2. Juni 2013

 

 

 

 

XXXIX. PANEUROPA-TAGE
in Halle an der Saale
vom 31. Mai bis 2. Juni 2013

 

 

 

Von der Reformation zur Ökumene – von welchen Werten lebt Europa?

 

Dear Paneuropean friends,

herewith the Paneuropean Union Germany cordially invites you to  the XXXIX. Paneuropean Days in Halle / Saale from the 31st of May until June 2nd. We would be very pleased to welcome a delegation of your organisation at this event.
Please find attached the programme with general informations as well as the registration form (also an English version, but please note that the conference language is German).
The Maritim Hotel is located only about 200 mtrs from the railway station.

In case you should arrive by plane: The nearest airport is Leipzig/Halle (20 km) with direct flights from Vienna or Munich. From Berlin you travel about 2 1/2 hrs by train. Leggi il resto di questo articolo »

Grillo e Vendola. di F. M. Agnoli

Domenica 21 aprile 2013. Il giorno dopo l’elezione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ad un secondo mandato, Nichi Vendola cavalca gli errori del Pd e i pericolosi equivoci di Beppe Grillo, dichiara che ci sono “forze assai potenti che impediscono al paese una svolta a sinistra. Si vuole impedire il cambiamento”, e fissa a Roma per l’ 8 maggio “l’assemblea del popolo” per il la ricostituzione o il rilancio della sinistra.

E’ chiaro che le divisioni interne del Pd e i plateali errori della segreteria Bersani gli hanno spianato la strada per il rilancio di un  partito che alle elezioni non è andato oltre il 3% dei consensi, (un po’ poco per convocare il popolo). Ancora più importante però, per la riuscita del suo progetto,  il gigantesco equivoco rappresentato dal Movimento Cinque Stelle, che, forse senza volerlo, ha portato alle estreme conseguenze la politica della vecchia Democrazia Cristiana, che  raccoglieva voti a destra per fare una politica di sinistra.

In realtà Vendola conosce troppo bene il mondo della politica italiana per non sapere che dei nove milioni e mezzo di voti raccolti da M5S sono qualificabili di sinistra solo quelli (con ogni probabilità minoritari) provenienti dallo stesso Pd (già in forte calo al momento della competizione  elettorale) e dalla defunta Italia dei Valori. Tutti gli altri  provengono da elettori di destra e di centro, indubbiamente desiderosi di un cambiamento, ma nel senso promesso da Grillo: un superamento dei vecchi partiti, delle vecchie politiche e, anzitutto, della contrapposizione fra destra e sinistra. Tutt’altro, quindi, della svolta a sinistra, che Vendola pretende voluta dal popolo, ma impedita da “forze assai potenti”.

Ho già espresso la mia opinione (Voce di lunedì 22 aprile) sulle cause della colossale divaricazione fra l’elettorato 5 Stelle, la base e la designazione, ad opera di quest’ultima, dei candidati  alla presidenza della Repubblica. Leggi il resto di questo articolo »

Democrazia “grillina”. di F. M. Agnoli

La sofferta (per le traversie che l’hanno preceduta) rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica, sarà certamente oggetto di infiniti commenti sia sulle cause che hanno costretto i partiti a rivolgersi nuovamente a lui quasi forzandone la volontà, sia sulle conseguenze che avrà sulla formazione del governo e anche sulle sorti di alcuni partiti. Fra questi ultimi, oltre a uno sconquassato Pd, in particolare il Movimento Cinque Stelle, che, pur non essendo riuscito a fare eleggere il proprio candidato, si è conquistato sul campo il ruolo di possibile centro di coagulo di una nuova opposizione attiva non solo in parlamento, ma anche nel paese, dove cercherà di presentarsi come autentico rappresentante delle istanze e della volontà popolare. Difatti Beppe Grillo ha continuato a sostenere fino all’ultimo (e fino a qualificare colpo di Stato l’accordo per la rielezione di Napolitano) che il candidato da eleggere era quello del M5S, Stefano Rodotà (dopo le rinunce della giornalista tv Milena Gabanelli e di Gino Strada) in quanto proposto non dai vertici di un partito, ma, democraticamente, dalla base, quindi l’unico a presentarsi con una designazione popolare alle spalle.

In realtà la pretesa di confondere la base (cioè i propri iscritti) con il popolo è comune a tutti i partiti, ma questa identificazione sempre falsa lo è in massimo grado nel caso del M5S, nel quale rappresenta un’infima percentuale non solo (come avviene, in misura più o meno grande, per tutti i partiti) del popolo italiano, ma del suo stesso elettorato. Leggi il resto di questo articolo »

I partiti hanno fallito su tutto anche con i simboli, resta solo Batman. di D. Frau (tratto dal sito Totalità.it)

Non c’è niente da fare, è tutto sbagliato anche l’immagine identificativa dei raggruppamenti politici è brutta e inefficace

Cosa sarebbero Batman, Superman o Flash senza il simbolo che campeggia sui loro poderosi pettorali? E’ il simbolo che fa l’Eroe dunque, ma non soltanto, esso è anche lo stemma che lo qualifica e lo identifica nella sua funzione.“Simbolo” deriva dalla parola greca “súmbolon” (segno) che a sua volta deriva dal tema del verbo “symballo” dalle radici “sym”, (insieme) e “bol” (getto), quindi “unisco”.

Tradizionalmente il Simbolo ha una valenza metafisica e spirituale come appunto è la croce, anzi le croci, lo “Yin Yang” e un’immensa quantità di altri che la storia del mondo ci ha tramandato. Da questi simboli sono discesi “per li rami” poi gli Stemmi ed i Blasoni, le “armi” che hanno permesso di identificare la Nobiltà e gli Stati dopo l’Impero Romano e fino ai nostri giorni.

Infine l’età contemporanea. Il secolo scorso soprattutto ha visto, con l’affermarsi delle ideologie prima e dei partiti poi, il riutilizzo del concetto di “simbolo” seppur deprivato ormai di ogni connotazione mistagogica.                 Simboli divenuti “segni” di partito dunque come lo “swastika” utilizzato dal regime nazionalsocialista oppure la “falce e martello” del corrispettivo bolscevico. Leggi il resto di questo articolo »

L’elezione del Capo dello Stato e la tentazione del presidenzialismo. di C. Giovannico

A poche ore dalle prime votazioni per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, continua ad imperversare fra la società civile il dibattito su chi possa essere il candidato più adatto a sedere al Quirinale dopo Giorgio Napolitano.

Sino ad ora non si era mai registrato un simile interesse da parte dell’italiano medio nel seguire le vicende della nomina del capo dello Stato. Di certo i media, nella loro forma più partecipativa del web e dei social-network, hanno permesso di coinvolgere maggiormente i cittadini italiani, i quali da fantomatici allenatori della nazionale italiana, oggi si trasformano tutti in “grandi elettori”.

Tuttavia, prescindendo da simili giochini di società, emerge prepotente un dato assolutamente da non trascurare. Sembra ormai evidente come anche fra la società civile, e persino tra i meno attenti alle vicende politiche, si stia pian piano acquisendo la consapevolezza della sempre maggiore importanza e rilevanza della figura del capo dello Stato all’interno del sistema politico italiano. Leggi il resto di questo articolo »

La successione di Napolitano e gli impresentabili. di F.M. Agnoli

Se la tradizionale contrapposizione fra Destra e Sinistra, resa meno drastica sul piano politico dalla nuova definizione di Centro-Destra e Centro-Sinistra, conserva ancora un senso, è opinione comune che la maggioranza degli italiani si collochi idealmente nell’aerea del Centro-Destra. Un’opinione che ha trovato conferma nell’esito delle ultime consultazioni elettorali, nelle quali pure il Centro-Sinistra ha ottenuto i risultati di gran lunga migliori degli ultimi decenni (poco importa che si aspettasse ancora di più).

Se questo è vero, non può non sorprendere che oggi tutti o quasi gli appartenenti alla rosa dei candidati con qualche concreta possibilità di successo alla successione del presidente Giorgio Napolitano provengano, come lui, dalle fila del Centro Sinistra o addirittura della Sinistra. E’ il caso di Massimo D’Alema, la cui carriera politica affonda le radici nell’apparato del vecchio Pci, ma anche di Luciano Violante e Anna Finnocchiaro, entrambi provenienti dalla magistratura (il primo a lungo considerato il capo del cosiddetto partito dei giudici politicamente schierati a sinistra), poi parlamentari del Pci, dei Ds e dell’Ulivo. Parzialmente diversa, ma sempre di sinistra, la provenienza del socialista Giuliano Amato, di Franco Marini e di Romano Prodi, gli ultimi due con lontane origini democristiane, ma oggi fra i più significativi rappresentanti (in particolare il “cattolico adulto” Prodi) del Partito Democratico e, quindi, del Centro-Sinistra. Leggi il resto di questo articolo »

L’onore delle armi. di F.M. Agnoli

Debbo confessarlo. Probabilmente condizionato da ricordi e , se si vuole, pregiudizi che risalgono alla mia giovinezza, ai tempi della guerra fredda, della rivolta d’Ungheria, di Walesa e degli operai di Danzica, ho avuto (e tuttora ho) molte difficoltà ad approvare gli interventi in politica attiva del nostro attuale (ancora per pochi giorni) presidente della Repubblica. Tuttavia proprio quanto ha fatto da un un anno e mezzo a questa parte mi costringe, a malincuore, perché su molte cose (nomina dei 10 saggi e altro) continuo a dissentire, a rendergli l’onore delle armi e a confessare che la sua statura politica supera di molte spanne (magari si dirà che non ci vuole molto) quella degli altri protagonisti della nostra vita nazionale.

Certamente il governo di Mario Monti e dei tecnici, che in fondo era un governo del presidente, il “suo “governo, non si è mostrato all’altezza delle speranze e ha fatto all’Italia più male che bene. Tuttavia va riconosciuto che Napolitano aveva molte buone ragioni per credere che non sarebbe stato così e in ogni caso che l’unica alternativa possibile, quella dell’immediato ricorso alle urne, sarebbe stata ancora peggiore. In quel momento il Pd avrebbe vinto a mani basse e il governo Bersani-Vendola che ne sarebbe uscito avrebbe seguito la stessa linea di quello tecnico, ma in termini molto peggiorativi (totale asservimento a Bruxelles, senza la considerazione ed il rispetto di cui Monti gode -a torto o a ragione – nel mondo della finanza internazionale degli eurocrati). Adesso che lo hanno visto all’opera nel suo ruolo di quasi-premier, con le sue ostinazioni, le sue chiusure ideologiche, le sue sortite da politico da bar, moltissimi se ne sono resi conto. Il merito di Napolitano è di avere intuito prima quello che gli altri hanno capito solo dopo e di avere, sulla base di questa intuizione, privato di un sicuro successo elettorale quello che è pur sempre il suo partito di provenienza. Leggi il resto di questo articolo »

Perché la destra ha fallito: i politici e amministratori di destra si nascondono dietro una pseudocultura superficiale e inutile. di D. Frau (tratto dal sito Totalità.it)

Troppi non leggono, non approfondiscono, non studiano, ma si riempiono la bocca di falsi miti di cui ignorano la vera natura e significato

Nella sua splendida poesia “Ad un aviatore irlandese che prevede il giorno della propria morte” William Butler Yeats canta: “non fu la politica né l’applauso della folla a spingermi in questo tumulto fra le nubi, ma un impulso di gioia, un impulso solitario in paragone a questa vita, a questa morte”.

Ora mi chiedo, quanti tra gli operatori ed amministratori della cultura della destra conoscono l’opera di Yeats? Quanti lo hanno mai letto? Eppure è uno dei più straordinari poeti che l’Irlanda abbia dato al mondo, un premio Nobel per la letteratura come Borges. Invece si continua a veder citare, ma forse anche questo soltanto per comodità di lettura bignamesca, i soliti Tolkien, Lewis, Chesterton. Infatti ormai siamo sul “politically correct” da anni e persino il povero Evola, insieme con Mishima sono troppo scomodi. Fastidiosi Degrelle, Horia e tanti altri. René Guenòn troppo filoislamico per carità. Leggi il resto di questo articolo »

LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

Vladimir Vladimirovic Putin, presidente della Federazione russa, è attualmente il politico [...]

SANTA MARTA: “QUELLA PERSECUZIONE ‘EDUCATA’ TRAVESTITA DI MODERNITA' E PROGRESSO”.*

Nella Messa mattutina, il Papa afferma che “le persecuzioni sono pane quotidiano della Chiesa”[...]

SUL PARTITO CATTOLICO. di Francesco Mario Agnoli

Lo riferisce La Croce quotidiana.it., adesso c’è anche un programma, ispirato alla Dottrina soci[...]

LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

A botta calda e fumi ancora in aria. Mentre i canali radio bollono di analisi approssimative e di [...]

CULTURA E POLITICA NEL MONDO MUSULMANO DI OGGI. di Franco Cardini

Altro che “aureo libretto”, come si sarebbe detto una volta. Il libro che vi consiglio di legg[...]

 
aprile: 2013
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