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Archivio di settembre 2011

Identità Europea si chiude in convento

Identità Europea si chiude in convento.

L’1 e il 2 ottobre in Romagna il Seminario organizzativo interno dell’Associazione.

Riservato ai Soci di Identità Europea, ha il fine di riprendere in mano il cammino dell’Associazione in occasione del 15° anniversario della sua fondazione. Per i lavori, sono stati individuate

5 Piste nel bosco:

 

1. 15 anni di Identità Europea: la sfida contro il “nulla” continua…

2. Dalle radici ai rami: i temi del nostro Manifesto originario e l’epoca liquida: una proposta per il 2012.

3. Verifica a metà via: il nostro Progetto sul 150° e la sfida all’insignificanza liberale.

4. L’immediato futuro: autonomia, testimonianza, progetti.

5.  Potendo… sorprese per il futuro!

Attorno ai risultati, torneremo.

Il silenzio del chiostro

Congregazione
Templari di San Bernardo
Priorato Cattolico d’Italia – Milites Christi
Segreteria

http://www.templarisanbernardo.org

Congregazione Templari di San Bernardo  -  Centro di Spiritualità e Accoglienza “E. Manfredini  -  Identità Europea Area Emilia

Il silenzio del chiostro

Vita, spiritualità ed insegnamento di San Bernardo di Chiaravalle

12 incontri con

Mauro Faverzani

Ogni secondo e quarto venerdì del mese a partire da

venerdì 23 settembre 2011

Centro di Accoglienza e Spiritualità “E. Manfredini” – Cappella S. Rocco

Via Beati, 56/A – Piacenza

Gli incontri hanno tre obiettivi prioritari. Il primo consiste nel mostrare come il chiostro non rappresenti per S. Bernardo una fuga dal mondo, bensì la risposta ai suoi affanni. Il secondo intende mostrare quanto copiosa sgorgasse la Speranza della sua consapevolezza del Mistero. Il terzo si prone di trovare nei due precedenti le ragioni dell’incredibile attualità di S. Bernardo, del suo pensiero, della sua spiritualità.

Gli incontri

1.       S. Bernardo nel suo tempo
2.       La via alla Verità
3.       Le nozze mistiche
4.       S. Bernardo e la Parola
5.       Sermones super Cantica Canticorum
6.       Lodi alla Vergine Madre
7.       Gesù, il vero sapere
8.       S. Bernardo, il ContemplAttivo
9.       Ciò che non si può comprendere
10.   In difesa della fede
11.   De laude novae militiae
12.   S. Bernardo nell’oggi

Mauro Faverzani,

laureato in Filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ove è Cultore di Teologia, svolge attività di scrittore (ha pubblicato due testi con l’editrice “Il Cerchio”; giornalista (per una decina di anni corrispondente del quotidiano “Avvenire”); direttore dell’emittente di Cremona “Radio 883″; collaboratore del periodico “Radici Cristiane” e dell’agenzia “Corrispondenza Romana”.

Il Canto delle Pietre

Presentazione del libro Il Canto delle PietreMartedì 27 settembre 2011 ore 17.30 presso La Limonaia di Villa Torlonia, Via Spallanzani 1 (traversa di via Nomentana), a Roma, per la presentazione del libro “IL CANTO DELLE PIETRE, Brigantesse e Briganti nella letteratura dei vinti e il destino di Maria Sofia” , di cui ho curato la prefazione.

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia , l’ incontro ci permetterà di riflettere anche  sul rapporto tra il Risorgimento, l’identità nazionale e l’unità d’Italia. Al termine della presentazione seguirà un aperitivo, con l’accompagnamento musicale del gruppo calabrese femminile “Le rivoltelle”.

A proposito della crisi. di F.M. Agnoli

Nulla di più naturale che Berlusconi non voglia recarsi a Napoli per essere  sentito come vittima-testimone di un ricatto messo in piedi dal malvagio Tarantini e dai suoi ancora più malvagi complici e che definisca la convocazione “un trappolone”  architettato per interrogarlo senza l’assistenza dei suoi legali.  Del resto la cosa è tanto evidente che perfino un  commentatore prudente e avveduto,e certamente non berlusconiano come Antonio Polito sul Corriere della Sera del 18 settembre scrive, sia pure  per sminuirne l’importanza di causa o concausa del collasso governativo degli ultimi mesi,  di “trappoloni giudiziari… con tre Procure che indagano tutte sullo stesso reato e quella di Napoli nel ruolo di Maramaldo” ai danni di un premier“da 17 anni sotto assedio penale”.

In realtà se n’è accorto anche un gran numero di cittadini, senza distinzione di parte politica, tanto che i più recenti sondaggi concordano nell’individuare un calo di fiducia nei confronti della magistratura (-11% ), inferiore a quello del Parlamento (-17%), ma notevolmente superiore a quello dello stesso Berlusconi (-7%), che se la batte pressoché alla pari con Bersani e Di Pietro. Leggi il resto di questo articolo »

Uranio impoverito, due nuovi casi di militari malati di tumore

Ci sarebbe anche una vittima, deceduta un anno fa.

I soldati dell’esercito hanno 24 e 38 anni e hanno partecipato alle missioni nei Balcani

Ancora morti e malati per possibile contaminazione da uranio impoverito: i casi sono due e si registrano in provincia di Lecce.

Lo denunciano l’Associazione vittime uranio e l’Associazione ruolo d’onore Carlo Calcagni, attraverso il sito vittimeuranio.com, da anni impegnato in un’azione di denuncia su questo fronte.

“Due i nuovi casi di malattia – si legge online – che riguardano altrettanti militari dell’esercito della provincia di Lecce, di 24 e 28 anni.
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Crisi planetaria dell’export: è l’ora della democrazia. di Adolfo Morganti

I recenti sconvolgimenti che hanno riportato il Mediterraneo al centro del mondo, e la discussione attorno alla realtà o meno delle cosiddette “primavere arabe” ha riportato all’attenzione un tema che sembrava scomparso, seppellito sotto le sabbie irachene e le pietraie afgane: l’esportazione della democrazia.

Non abbiamo abbastanza spazio per ricapitolare nomi e testate di coloro che, non appena i popoli dal Marocco allo Yemen hanno iniziato a protestare contro i propri governanti corrotti, hanno riattaccato il vecchio disco e re innalzato peana all’esportazione della democrazia liberale, come se le masse arabe fossero insorte per questo.

Sulle rivolte arabe in breve condividiamo l’analisi che Lucio Caracciolo ne ha fatto sull’ultimo numero di Limes, compendiabile nel celebre verso della canzone di Battiato «quant’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire». Si tratta degli ultimi sconvolgimenti (in ordine di tempo) causati dal crollo del muro di Berlino prima, dell’unilateralismo USA poi e non di un sussulto di vitalità del modello di democrazia liberale occidentale, prova ne sia che un movimento del tutto simile (contro la incapacità di un intero ceto dirigente di garantire un minimo di giustizia sociale per correr dietro a fantasmi bellicisti) è sorto in tempo reale anche in Israele. Leggi il resto di questo articolo »

La questione in Libia è solo il petrolio o la Banca Centrale Di Ellen Brown

Asia Times – Aprile2011

Diversi scrittori hanno notato il fatto strano che i ribelli libici prese una pausa a marzo nella loro ribellione per creare la propria banca centrale – questo prima ancora della formazione di un governo. Robert Wenzel ha scritto sulla Economic Policy Journal:

Non ho mai sentito parlare di una banca centrale  creata nel giro di poche settimane da una sollevazione popolare. Questo suggerisce che siamo in presenza di un qualcosa di più di un gruppo rag tag di ribelli che girano intorno e che perciò ci sono alcune influenze molto sofisticati.

Alex Newman ha scritto nel New American:

In una dichiarazione rilasciata la scorsa settimana, i ribelli hanno riferito sui risultati di una riunione tenutasi il 19 marzo. Tra le altre cose, il presunto rag-tag  dei rivoluzionari ha annunciato la designazione della Banca Centrale di Bengasi  al ruolo di autorità monetarie competente nelle politiche monetarie in Libia e la nomina di un governatore della Banca Centrale della Libia, con sede provvisoria in Bengasi “. Leggi il resto di questo articolo »

Libia: all’Italia vanno le briciole di Franco Cardini – Christian Elia

La situazione libica domina i media di tutto il mondo. La frenesia degli ultimi accadimenti e le incertezze sul futuro concorrono a creare uno scenario poco chiaro su quello che capita nel Paese nordafricano. PeaceReporter ha intervistato Il professor Franco Cardini, storico e saggista, docente di Storia medievale all’Istituto italiano di Scienze umane a Firenze ed esperto di Medio Oriente e Islam, che commenta quello che succede in Libia, alla luce dei fattori storici, politici – interni ed internazionali – e culturali che hanno portato al collasso, o quasi, del regime di Gheddafi.

Come si è arrivati, in Libia, alla situazione attuale?
La situazione attuale in Libia si è generata in seguito alle oscillazioni del colonnello Gheddafi in politica internazionale e per la scarsa chiarezza delle sue posizioni, con i continui spostamenti rispetto ai possibili protagonisti della scena mondiale e rispetto al potenziale petrolifero libico. Anche, forse, per la situazione geopolitica generale, sia africana che mediterranea. Voglio dire che non ci si può continuamente spostare da simpatie panafricane ad ammiccamenti con quelli che noi, a torto o a ragione, riteniamo fondamentalisti, passando per atteggiamenti superficialmente filo Nato o filo statunitensi dell’ultima ora e poi, come ha fatto Gheddafi a partire dallo scorso anno, dopo essersi avvicinato ai paesi della Nato e soprattutto alla Francia, tornare sui suoi passi.
Come è accaduto in passato con Saddam Hussein, amico dell’Occidente, osannato e foraggiato in chiave anti iraniana, anche se sapevamo benissimo che sterminava i curdi, scaricandolo subito dopo quando ha minacciato di sostituire l’euro al dollaro come unità monetaria di riferimento nelle transazioni petrolifere irachene, abbiamo scoperto che era un dittatore quando non ci faceva più comodo. Questa volta non abbiamo commesso l’errore fatto in Iraq, con un intervento diretto, ma abbiamo sostenuto un intervento indiretto. Leggi il resto di questo articolo »

Identità nazionale senza retorica, grazie. di Giovanni Vinciguerra

Ovvero, se Napoli(tano) val bene una messa

Nell’anno del 150° della proclamazione del Regno d’Italia, il dibattito sull’identità nazionale italiana si è per fortuna articolato su più piani, rifuggendo quando ha potuto, ossia abbastanza sovente, da una retorica celebrativa che, soprattutto nel momento in cui la stessa idea di unità dell’Italia non è più unanimemente condivisa nelle coscienze degli italiani e nella scena politica nazionale,  avrebbe sepolto nell’insignificanza e nel ridicolo una sfida che invece va affrontata con coraggio e serietà storica.

Una serietà che spesso è sfuggita di mano dai commenti di molti commentatori sia di sinistra che di centro-destra che, volendo salvare le ragioni dell’unità nazionale oggi, non han trovato di meglio di mentire per omissione, nell’illustre solco di una lunga tradizione liberale che ha tentato di cancellare le pagine peggiori del processo di unificazione nazionale, creandone una giulebbosa leggenda da Libro Cuore e producendo un significativo effetto paradosso: proprio quest’anno ha evidenziato come non sia più possibile censurare i lati critici dei modi con cui l’unità nazionale fu compiuta, a pena di rafforzare una generale impressione di artificiosità retorica la quale non può che portar acqua ai mulini di chi l’unità nazionale la nega apertamente, o di chi ben più pericolosamente desideri discioglierla in processi di globalizzazione apolidi e cavalcati dall’anonimato finanziario globale. In sintesi, o l’unità nazionale oggi la si rifonda attraverso un nuovo patto comunitario che prenda atto e accetti la lezione della nostra integrale storia, oppure nessuna retorica ufficiale potrà invertire il processo di svuotamento delle identità deboli che la globalizzazione irrimediabilmente persegue e realizza. Leggi il resto di questo articolo »

SETTE PUNTI SULLA GUERRA CONTRO LA LIBIA di Nicoletta Focher

27 agosto 2011 -Fonte: http://domenicolosurdo.blogspot.com/2011/08/sette-punti-sulla-guerra-contro-la_27.html

Ormai persino i ciechi possono essere in grado di vedere e di capire quello che sta avvenendo in Libia:

1. E’ in atto una guerra promossa e scatenata dalla Nato. Tale verità finisce col filtrare sugli stessi organi di «informazione» borghesi. Su «La Stampa» del 25 agosto Lucia Annunziata scrive: è una guerra «tutta “esterna”, cioè fatta dalle forze Nato»; è il «sistema occidentale, che ha promosso la guerra contro Gheddafi». Una vignetta dell’«International Herald Tribune» del 24 agosto ci fa vedere «ribelli» che esultano, ma stando comodamente a cavallo di un aereo che porta impresso lo stemma della Nato.

2. Si tratta di una guerra preparata da lungo tempo. Il «Sunday Mirror» del 20 marzo ha rivelato che già «tre settimane» prima della risoluzione dell’Onu erano all’opera in Libia «centinaia» di soldati britannici, inquadrati in uno dei corpi militari più sofisticati e più temuti del mondo (SAS). Rivelazioni o ammissioni analoghe si possono leggere sull’«International Herald Tribune» del 31 marzo, a proposito della presenza di «piccoli gruppi della Cia» e di «un’ampia forza occidentale in azione nell’ombra», sempre «prima dello scoppio delle ostilità il 19 marzo». Leggi il resto di questo articolo »

LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

Vladimir Vladimirovic Putin, presidente della Federazione russa, è attualmente il politico [...]

SANTA MARTA: “QUELLA PERSECUZIONE ‘EDUCATA’ TRAVESTITA DI MODERNITA' E PROGRESSO”.*

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SUL PARTITO CATTOLICO. di Francesco Mario Agnoli

Lo riferisce La Croce quotidiana.it., adesso c’è anche un programma, ispirato alla Dottrina soci[...]

LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

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CULTURA E POLITICA NEL MONDO MUSULMANO DI OGGI. di Franco Cardini

Altro che “aureo libretto”, come si sarebbe detto una volta. Il libro che vi consiglio di legg[...]

 
settembre: 2011
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