La Scozia verso l’indipendenza… trionfa lo Scottish National Party

Il partito indipendentista guiderà per 5 anni un governo monocolore, già annunciato il referendum per l’indipendenza
Colpo di scena alle elezioni del 5 Maggio per il rinnovo della Holyrood Assembly di Edimburgo (il parlamento scozzese) dove lo Scottish National Party ha ottenuto la maggioranza assoluta con 69 seggi su 129.
Per la prima volta dall’istituzione del parlamento, avvenuta nel 1999, l’Snp può governare da solo, avendo battuto i Laburisti e i LibDem che perdono, rispetto alle consultazioni del 2007, rispettivamente 9 e 11 seggi.
Il premier Alex Salmond, liberatosi dalle costrizioni della politica di coalizione, ha già annunciato la sua intenzione di indire il referendum per l’indipendenza entro tre o quattro anni.

Un risultato che sbugiarda i sondaggi di alcuni mesi fa che ipotizzavano un forte calo del partito nazionalista, addirittura a rischio di esclusione dalla compagine di potere a causa della crescita Laburista.
Di seguito i parlamentari conquistati dai vari partiti nell’assise scozzese.

I folli pensieri di Erasmo da Rotterdam – Maggio -

I VILI LIBICI – Gli abitanti di Tripoli, infuriati  dalla notizia che le bombe umanitarie della Nato  avevano appena ucciso  il più giovane dei figli di Gheddafi e i suoi tre bambini, hanno assalito le ambasciate dei paesi occidentali, inclusa quella dell’Italia, per altro vuota.  Il nostro ministro  degli esteri, l’ineffabile Frattini, ha  parlato di vile aggressione.  Nessun commento invece  sull’uccisione  di tre bambini, il più piccolo dei quali di appena tre anni.  Evidentemente, trattandosi di discendenti del malvagio Gheddafi, la cui stirpe deve essere sradicata dalla faccia della terra, un nobile gesto. E anche, secondo i bombardieri della Nato, un  obiettivo militare.

 

UN ALTRO VIGLIACCO – Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, vescovo cattolico di Tripoli, ha definito senza senso la guerra della Nato e dell’Italia contro la Libia e “folle” i bombardamenti con bombe “intelligenti” che dovrebbero distruggere obiettivi militari e invece colpiscono ovunque.   Per le strade  – ha detto -   si vedono donne e bambini in lacrime e in questi giorni, molte donne musulmane sono entrate in chiesa piangendo, chiedendo l’intervento del papa affinché ponga fine al conflitto. Questo  indegno sacerdote cattolico si è spinto fino a criticare anche il  governo italiano, che, dopo aver appoggiato per anni Gheddafi e il suo regime, ha deciso  di partecipare  alle azioni di bombardamento, e ne ha auspicato le sollecite dimissioni, perché se la guerra continuerà potrebbero scavarsi fossati incolmabili fra la popolazione libica e quella italiana, con conseguenze imprevedibili. Vigliacco e leghista. Continue reading

La libia e la politica italiana di F.M. Agnoli

Non gli capita spesso, ma questa volta  Pierluigi Bersani ha avuto certamente ragione nel  definire  la mozione Lega-Pdl-Responsabili una grande pagliacciata. In realtà la sconfitta è soprattutto della Lega che  ha, più che annacquato, tolto di mezzo proprio quello che doveva costituire  il pezzo forte della sua iniziativa: la fissazione di una data finale certa per l’intervento italiano in Libia. La Lega, difatti, non chiedeva  la fine della guerra libica, una decisione al di fuori dei poteri del  Parlamento italiano, ma  la data finale della partecipazione dell’Italia all’impresa,  cioè un provvedimento di esclusiva pertinenza  della nostra sovranità nazionale. Invece la mozione proposta  e approvata in   parlamento,  prevedendo che la data venga  stabilita “in accordo con le Organizzazioni internazionali e i Paesi alleati“, si è ridotta ad un  semplice  auspicio per una sperata, sollecita fine  delle operazioni militari,  che tuttavia proseguiranno finché piacerà alla Nato e agli “alleati”.

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Siria: Assad, i cristiani e i media internazionali di Edward Pentin

Assad“Diciamolo chiaramente: non vogliamo che si ripeta anche in Siria quello che gli americani hanno combinato in Iraq” (Mons. Audo, vescovo caldeo di Aleppo)

(Milano) – Secondo il vescovo caldeo di Aleppo, mons. Antoine Audo, la comunità internazionale esagera la crisi in atto in Siria. Il gesuita, alla guida della diocesi dal 1992, nei giorni scorsi ha espresso a Terrasanta.net le sue preoccupazioni in merito alle proteste, ma ha voluto sottolineare che la Siria non è l’Iraq e che il presidente Bashar al-Assad resta popolare, anche tra i cristiani. Stando alle stime dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, nelle prime sei settimane di dimostrazioni sono stati uccisi oltre 450 civili.

Eccellenza, qual è la situazione ad Aleppo, e quali sono le sue riflessioni su quanto sta accadendo in Siria? Continue reading

Chi ha ucciso Vittorio Arrigoni? di Alessandro Iacobellis

La morte di Vittorio Arrigoni, blogger e attivista dell’International Solidarity Movement, ha colpito profondamente tutti coloro che si interessano alla situazione in Palestina. Arrigoni negli anni era riuscito a diventare punto di riferimento per chi volesse sapere quello che accade realmente nella Striscia di Gaza, quella lingua di terra affacciata sul Mar Mediterraneo in cui più di un milione e mezzo di palestinesi vive da anni una punizione collettiva per la sola colpa di avere scelto democraticamente nel 2006 Hamas come forza di governo.
Le parole spese sulla vicenda sono state tante. Purtroppo i grandi organi di informazione sono scaduti come al solito in un misto di malafede vera e propria e semplice superficialità.
La parola magica su cui concentrarsi è diventata “salafiti” per descrivere l’ambiente politico e religioso in cui si presume sia maturato il rapimento e l’uccisione del nostro connazionale.
Per prima cosa è necessario chiarire che il salafismo è una delle tante correnti interpretative dell’Islam, e non coincide necessariamente con la lotta armata jihadista e con il terrorismo. Esso si ricollega a tutto quel filone di studi coranici che vagheggia un ritorno alle fonti originali della religione. Il termine stesso “Salaf” in arabo è un riferimento ai “predecessori”, ossia alle prime tre generazioni di musulmani e al loro stile di vita. Continue reading

Paneuropean working group

Dear Colleagues,
Herewith I would like to invite you to the next meeting of the Paneuropean working group of the EPP -group, which will take place on

Tuesday, 10th of May 2011, at 4.45 pm. exactly in room SDM S.3.
We are pleased to welcome

Mr Laurent WAUQUIEZ,
French Minister for European Affairs (tbc)
Mrs Marija PEJCINOVIC-BURIC
Co-Chairman of the Joint Parliamentary Committee EU – Croatia
Mr Nikola POPOSKI
Ambassador of the Republic of Macedonia to the EU

“New Dynamic by the EU Enlargement Process”
DE/EN/FR+IT passive) Continue reading

Quello che ho visto in Libia di Paolo Sensini

Pubblichiamo uno scritto di Paolo Sensini in cui è descritto un suo recente viaggio in Libia, dove ha preso parte alla The Non-Governmental Fact Finding Commission on the Current Events in Libya.

La redazione

«La guerra è pace. La libertà è schiavitù. Lignoranza è forza»

George Orwell, La teoria e la pratica del collettivismo oligarchico, in 1984 (parte II, capitolo 9)

Sono ormai trascorsi più di due mesi da quando è scoppiata la cosiddetta rivolta delle popolazioni libiche. Poco prima, il 14 gennaio, a seguito di ampi sollevamenti popolari nella vicina Tunisia, veniva deposto il presidente Zine El-Abidine Ben Ali, al potere dal 1987.

È stata poi la volta dell’Egitto di Hosni Mubarak, spodestato anch’egli l’11 febbraio dopo esser stato, ininterrottamente per oltre trent’anni, il dominus incontrastato del suo Paese, tanto da guadagnarsi l’appellativo non proprio benevolo di faraone. Eventi che la stampa occidentale ha subito definito, con la consueta dose di sensazionalismo spettacolare, come «rivoluzionegelsomino» e «rivoluzione dei loti». Continue reading

Varese, per i 150 anni una mostra sull’ Insubria pre-unitaria a Palazzo Estense

Radetzky a Novara
La mostra storica “Felix Austria, la Lombardia austriaca prima dell’unità italiana”, realizzata da Terra Insubre, sarà visitabile sotto i portici di Palazzo Estense da venerdì 29 Aprile a giovedì 19 Maggio.

Proseguono gli eventi che compongono la 5° edizione del festival “Insubria, terra d’Europa”, in attesa di arrivare alle giornate clou del 14 e 15 Maggio 2011. Venerdì 29 Aprile l’associazione culturale Terra Insubre allestirà, sotto i portici del Comune di Varese, la mostra storico-didattica dal titolo: “Felix Austria, la Lombardia austriaca prima dell’unità italiana”.

La mostra storica sarà composta da 20 pannelli che intendono analizzare il periodo che ha preceduto l’unità d’Italia. La penisola, infatti, era divisa in numerosi Stati, molti direttamente o indirettamente controllati dall’Impero asburgico. Processi di formazione millenari avevano portato alla nascita delle comunità esistenti, molte delle quali avevano livelli di benessere e civiltà che le distinguevano in Europa. Continue reading

Europa 2011. La necessità di un ridefinizione di Franco Cardini

Contributo in  occasione del XVI Congresso annuale di Identità Europea.

Rimini, 30 aprile – 1 maggio 2011

Europa, aprile 2011. Le elezioni finlandesi potrebbero essere la pietra tombale sull’Unione Europea. La maggioranza dei finnici non vuol sapere di portare una parte del peso che dovrebbe servir a dar una mano a quei terroni dei portoghesi. Figurarsi che cosa si pensa, nel paese di Aalto e di Sibelius, di quegli altri terroni degli spagnoli, dei greci, degli italiani, anch’essi in difficoltà. Frattanto irlandesi, islandesi e svedesi danno a loro volta sfogo al loro malumore; dall’Olanda alla Danimarca all’Ungheria è tutto un risorgere di movimenti “patriottici” ammantati dei colori nazionali e arieggianti talvolta la ricostituzione di organizzazioni paramilitari. Qualcuno grida al “neonazismo”: ma le formazioni paramilitari dei totalitarismi tra le due guerre s’ispiravano principalmente al combattentismo, erano fatte oppure organizzate da gente che usciva dalla trincea, erano informate al principio che Schmitt avrebbe definito quello del politische Soldat; le formazioni dei gruppi micronazionalisti di oggi sembrano piuttosto ispirate a una specie di “neonazismo di ritorno”, passato attraverso modelli americani come quello dell’American Legion.

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Come gli USA uccidono i civili afghani di Justin Elliot

Fonte: www.salon.com Soldati in Afghanistan

Traduzione per www.comedonchisciotte.org

a cura di LUIGI FABOZZI

Un Report mostra come i droni siano stati coinvolti nell’ uccisione di civili – e quanto poco si conosca su tali azioni.

Il Los Angeles Times ha pubblicato un rapporto sulle uccisioni, da parte di un drone Predator delle forze USA, durante un attacco avvenuto nel 2010. Il risultato dell’attacco “accidentale” fu tragica: tra 15 e 23 civili afghani uccisi.
La storia, che è chiaramente il risultato di mesi di reporting e richieste tramite il Freedom of Information Act, mette in evidenza come non solo il fenomeno dei civili uccisi dai militari americani sia sconosciuto al pubblico, ma anche quanta poca informazioni ci sia su tali crimini.

Ecco un frammento della registrazione, tra gli operatori del drone in Nevada mentre cercano di capire se ci sono bambini tra i veicoli monitorati:
L’analisi del video dell’equipaggio del Predator in Nevada non ha chiarito quanti bambini si trovavano nel gruppo.
“I nostri calcoli hanno contato 21 uomini adulti [MAMs (military age males) maschi abili militarmente], nessuna donna e forse due bambini. Ricevuto?” disse il pilota del Predator via radio alle 07:38 all’A-team. Continue reading