Europa 2011. La necessità di un ridefinizione di Franco Cardini

Contributo in  occasione del XVI Congresso annuale di Identità Europea.

Rimini, 30 aprile – 1 maggio 2011

Europa, aprile 2011. Le elezioni finlandesi potrebbero essere la pietra tombale sull’Unione Europea. La maggioranza dei finnici non vuol sapere di portare una parte del peso che dovrebbe servir a dar una mano a quei terroni dei portoghesi. Figurarsi che cosa si pensa, nel paese di Aalto e di Sibelius, di quegli altri terroni degli spagnoli, dei greci, degli italiani, anch’essi in difficoltà. Frattanto irlandesi, islandesi e svedesi danno a loro volta sfogo al loro malumore; dall’Olanda alla Danimarca all’Ungheria è tutto un risorgere di movimenti “patriottici” ammantati dei colori nazionali e arieggianti talvolta la ricostituzione di organizzazioni paramilitari. Qualcuno grida al “neonazismo”: ma le formazioni paramilitari dei totalitarismi tra le due guerre s’ispiravano principalmente al combattentismo, erano fatte oppure organizzate da gente che usciva dalla trincea, erano informate al principio che Schmitt avrebbe definito quello del politische Soldat; le formazioni dei gruppi micronazionalisti di oggi sembrano piuttosto ispirate a una specie di “neonazismo di ritorno”, passato attraverso modelli americani come quello dell’American Legion.

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