L’austerità è smentita dai fatti. Il manifesto di Krugman per il buon senso in economia

Pubblichiamo, tradotto in italiano, il manifesto di Paul Krugman e Richard Layard pubblicato oggi dal Financial Times e sul sito manifestoforeconomicsense.org. Sebbene nelle premesse si rivolga solo agli “economisti mainstream”, i contenuti sembrano convergenti con molte delle analisi e delle proposte avanzate anche in altre parti della teoria economica. Ma soprattutto è un attacco alla visione del rigore e dell’austerità in stile anni ’30 oggi tornata prevalente.
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L’Europa delle banche, l’Europa degli europei. Un dibattito, a cura di Identità Europea..

PUBBLICHIAMO UN DIBATTITO SVILUPPATOSI TRA I SOCI E SIMPATIZZANTI DI IDENTITÀ EUROPEA IN ORDINE ALLE RECENTI VICENDE POLITICHE ED ECONOMICHE CHE HANNO VISTO L’ITALIA E L’EUROPA SOTTO L’ATTACCO DELLA FINANZA SPECULATIVA

A cura della Redazione

Sent: Wednesday, January 04, 2012 6:37 PM
Subject: Telefoni bianchi, di Francesco Mario Agnoli
L’aspetto più preoccupante della notizia dello Wall Street Journal a proposito della telefonata della cancelliera Merkel al presidente Napolitano per una sollecita sostituzione di Berlusconi in quanto dal punto di vista dell’Europa inadeguato al ruolo di presidente del Consiglio è che sia sembrata del tutto attendibile, fino alla smentita ufficiale di Roma e di Berlino. In realtà queste smentite, proprio perché inevitabili, lasciano il tempo che trovano, tanto più quando come in questo caso, quella del governo tedesco appare formulate in termini piuttosto sfumati e tutt’altro che convincenti. Tuttavia anche a prestare la massima fede alla smentita italo-germanica, resta il fatto che la notizia è apparsa e continua ad apparire perfettamente verosimile. E non tanto perché nel mese di ottobre una telefonata, quale che ne fosse il contenuto, vi è realmente stata, quanto per le modalità con le quali in Italia si è proceduto all’avvicendamento fra un presidente del consiglio scelto dagli elettori e uno comparso sulla scena come un coniglio estratto dal cappello di un abile prestigiatore. Continue reading

Perché lo sviluppo crea povertà di Edward Goldsmith

Lo sviluppo economico, nonostante i suoi devastanti effetti sulle società e l’ambiente, resta il principale obiettivo delle agenzie internazionali, dei governi nazionali e delle corporazioni transnazionali che sono naturalmente i suoi principali sostenitori e beneficiari. Ciò viene giustificato col fatto che solo lo sviluppo, e ovviamente il libero commercio globale che alimenta, può sradicare la povertà. Oggi quasi nessuno di coloro che occupano posizioni di comando sembra disposto a mettere in discussione questa tesi, sebbene non sia sostenuta da prove teoriche né empiriche, né serie.
Tanto per cominciare, si consideri che poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando il commercio mondiale e lo sviluppo economico erano davvero in atto, quello è aumentato di diciannove volte e questo non meno di sei volte – una performance senza precedenti. Appare evidente che se questi processi fornissero veramente la risposta alla povertà mondiale, allora questa dovrebbe ormai essere stata ridotta a poco più di un vago ricordo del nostro barbarico e sottosviluppato passato. Continue reading