Cattolici e Stato, oggi. di Luigi Copertino

Forse è il caso di ripassare, brevemente, un po’ di storia delle idee per capire da dove viene l’attuale antistatualismo di molti cattolici. Il problema nasce con la modernità che imponendo il giurisdizionalismo ha posto lo Stato, o in genere la Comunità Politica, contro la Chiesa (nel medioevo invece il conflitto Chiesa Impero riguardava la ripartizione di competenze in una quadro “sacrale”). Continue reading

L’Europa delle banche, l’Europa degli europei. Un dibattito, a cura di Identità Europea..

PUBBLICHIAMO UN DIBATTITO SVILUPPATOSI TRA I SOCI E SIMPATIZZANTI DI IDENTITÀ EUROPEA IN ORDINE ALLE RECENTI VICENDE POLITICHE ED ECONOMICHE CHE HANNO VISTO L’ITALIA E L’EUROPA SOTTO L’ATTACCO DELLA FINANZA SPECULATIVA

A cura della Redazione

Sent: Wednesday, January 04, 2012 6:37 PM
Subject: Telefoni bianchi, di Francesco Mario Agnoli
L’aspetto più preoccupante della notizia dello Wall Street Journal a proposito della telefonata della cancelliera Merkel al presidente Napolitano per una sollecita sostituzione di Berlusconi in quanto dal punto di vista dell’Europa inadeguato al ruolo di presidente del Consiglio è che sia sembrata del tutto attendibile, fino alla smentita ufficiale di Roma e di Berlino. In realtà queste smentite, proprio perché inevitabili, lasciano il tempo che trovano, tanto più quando come in questo caso, quella del governo tedesco appare formulate in termini piuttosto sfumati e tutt’altro che convincenti. Tuttavia anche a prestare la massima fede alla smentita italo-germanica, resta il fatto che la notizia è apparsa e continua ad apparire perfettamente verosimile. E non tanto perché nel mese di ottobre una telefonata, quale che ne fosse il contenuto, vi è realmente stata, quanto per le modalità con le quali in Italia si è proceduto all’avvicendamento fra un presidente del consiglio scelto dagli elettori e uno comparso sulla scena come un coniglio estratto dal cappello di un abile prestigiatore. Continue reading

ANDERS BREIVIK O DELLA “TENTAZIONE MAURASSIANA” di Luigi Copertino

La recente vicenda dell’attentato di Oslo e della strage di Utoya necessita di qualche riflessione.

Solo alcune brevi considerazioni, suggerite all’istante, perché è evidente a tutti che l’attentatore è a lungo vissuto in un clima spirituale e culturale avvelenato da una neo-ideologia, quella che abbiamo imparato a chiamare “cristianista”, la quale riduce la fede ad uno strumento di lotta e di dominio politico.

E’, quello nel quale ha vissuto Anders Behring Breivik, il clima culturale artificiosamente creato da “atei devoti” e neoconservatori (anche nella loro versione teoconservatrice), per i quali il Cristianesimo sarebbe la religione dell’Occidente neo-liberista e come tale legittimante fondamento delle “nuove crociate” per la liberazione dell’Europa dal dominio islamico e l’esportazione globale della democrazia. Continue reading

Liberalismo? Non è figlio del Cristianesimo di Luigi Copertino

Flavio Felice ha pubblicato di recente un interessante articolo sul quotidiano della CEI (1).In detto articolo il professor Felice sostiene l’ormai tesi da vulgata della conciliabilità tra Cristianesimo e liberalismo. Non solo: viene affermato che il secondo deriva dal primo. L’occasione è data al Felice dalla recensione critica, apparsa su Il Riformista del 25 maggio scorso, che Giuseppe Bedeschi ha fatto del libro di Luciano Pellicani “Dalla Città sacra alla città secolare” (Rubbettino).

Per il Bedeschi, come ci spiega il Felice: «La storia ci dice che la prima grande teoria, espressa dal mondo moderno, dei diritti inviolabili e imprescrittibili della persona, è stata elaborata da un pensatore profondamente cristiano, John Locke».

Qui, però, già c’è da rilevare un primo errore del Bedeschi e del Felice, che ne sostiene le tesi. Infatti, la prima grande teoria espressa dal mondo cristiano (non diciamo anche “moderno” perché la modernità in realtà si identifica con la post-Cristianità) dei diritti della persona fu elaborata dalla Scuola teologico-giuridica di Salamanca, nel XVI secolo, più di un secolo prima di Locke e due secoli e mezzo prima della Rivoluzione Francese. Solo che – e questo bisogno sottolinearlo con forza – l’elaborazione salmantina, la quale prendeva le mosse dal problema indio che la Chiesa e la Corona Asburgica spagnola si trovarono ad affrontare, aveva basi e quadro teologico-filosofico assolutamente diversi da quelli che, poco più in là, prevalsero per mezzo dei giusnaturalisti protestanti e laicisti, da Grozio a Locke, da Pufendorf a Rousseau. Continue reading