19/08/1809, don Marini fucilato a Vicenza dalle orde napoleoniche di E. Beggiato

19 agosto 1809, don Giuseppe Marini fucilato a Vicenza dalle orde napoleoniche

Don Giuseppe Marini, chi è costui? Immagino che ben pochi saranno in grado di rispondere al quesito di stampo manzoniano.
Don Giuseppe era un giovane cappellano di ventinove anni, di Carrè (provinc ia di Vicenza, diocesi di Padova) che fu fucilato il 19 agosto 1809 a Vicenza dalle orde napoleoniche.
Ecco quanto scrive il Tornieri nelle sue Memorie:
“1809, 19 agosto….Giorno infaustissimo per essersi, per la prima volta in Vicenza, veduto fucilare un sacerdote. Questo atroce spettacolo si è eseguito questa mattina in Campo Marzo, un’ora dopo terza (le dieci circa). Ritornata la formidabile Commissione Militare alle sue missioni ha condannato ieri, e perciò furono fucilati questa mattina per la solita accusa di sollevazione, i seguenti: Don Giuseppe Marini d’anni 29 di Carrè sacerdote e capellano di Carrè, diocesi di Padova e Pietro Nicolati, d’anni 39, nativo dell’Ospedaletto di Valsugana di professione muratore.” Continue reading

Iraq, la tragedia e la speranza di Andrea Tornielli

Il 2010 è stato l’anno peggiore per la comunità cristiana in Iraq. Lo denuncia l’organizzazione per i diritti umani in Iraq Hammurabi, riportata dall’agenzia Asianews. «Molti cristiani sono stati costretti a lasciare il Paese nel timore di uccisioni e violenze di ogni tipo».

Il bilancio delle vittime tra i cristiani negli ultimi sette anni, secondo Hammurabi, supera la 822 persone. 629 di loro sono stati assassinati per il fatto di far parte della minoranza cristiana. Altri 126 sono rimasti coinvolti in attentati di vario genere; altri ancora sono rimasti vittime di operazioni militari compiute dalle forze americane e irachene. Il 13% delle vittime sono donne. Fra le vittime cristiane del 2010 si contano 33 bambini, 25 anziani e 14 religiosi. Nell’anno 2010 Hammurabi registra 92 casi di cristiani uccisi e 47 feriti; 68 a Baghdad, 23 a Mosul e uno a Erbil. Continue reading

L’europeismo di De Gasperi: un’eredità da non disperdere di Gabriele De Rosa

Adenauer, De Gasperi, Schuman, Spaak e Pleven: i padri dell'Europa

Più di cinquant’anni sono passati da quando Alcide De Gasperi, affiancandosi a Robert Schuman e a Konrad Adenauer, ingaggiò la battaglia per promuovere l’unità europea. Si disse allora che l’intesa tra De Gasperi, Schuman e Adenauer mirava a creare una specie di nuova Europa carolingia, una specie di struttura federativa neoguelfa, cementata e sorretta, invece che dalla bendizione del Papa, dai partiti D.C. europei. Si viveva in pieno clima di guerra fredda, e tutti i sospetti e le fantasie erano possibili sui propositi dei tre statisti, per altro amici dell’America di Truman.
Può darsi che questa idea di un’Europa carolingia, che partiva dalla base territoriale costituita dall’antica Lotaringia, abbia sollecitato la mente di qualche nostalgico. Nel quadro dei rapporti internazionali del tempo, nel quale il bipolarismo si andava sempre più drammaticamente accentuando, un linguaggio della Restaurazione poteva sedurre quanti cercavano un’Europa-rifugio , fuori dalla minaccia comunista, ma anche al riparo da una modernizzazione atlantica e protestantica insieme. Ma era veramente assurdo assegnare uno spazio politico all’immagine di una seconda Restaurazione, dopo quella viennese della Santa Alleanza, in un ambiente culturale, politico, sociale tanto lontano e diverso, nel quale, strategia sovietica a parte, l’internazionalismo operaio occupava un posto di prima fila. Ebbe perciò buon gioco De Gasperi nel disfarsi di ogni accusa di nostalgia in occasione di un’importante tavola rotonda che si svolse a Roma il 13 ottobre 1953: “Prima ancora che infondata – disse allora – quest’accusa è sciocca”.
Continue reading

La strategia delle Comunità per costruire un’Europa unita: la CECA e la CED di Pietro Scoppola

Trattato di Parigi

In una conferenza tenuta a Bruxelles il 20 novembre 1947 De Gasperi affermava:

“Lo spirito di solidarietà europea potrà creare in diversi settori diversi strumenti di salvaguardia e di difesa, ma la prima difesa sta nello sforzo unitario che, comprendendo anche la Germania elimini il pericolo della guerra di rivincita e di rappresaglia”.

Dunque unità per evitare una terza guerra mondiale. In questo quadro si colloca il tenace impegno di De Gasperi e dei partiti democratico-cristiani in favore del reinserimento della Germania nel contesto europeo, dopo il secondo conflitto mondiale superando la iniziale tenace ostilità francese. E’ un campo oggetto di ricerche recenti ad opera di giovanissimi studiosi.
Nel quadro di questa preoccupazione iniziale di evitare un terzo conflitto mondiale si colloca la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA), il primo passo verso l’unificazione, che tendeva proprio a eliminare uno degli oggetti storici della contesa franco-tedesca. Continue reading

L’esperienza di De Gasperi al parlamento di vienna di Pietro Scoppola

De GasperiSi è notato in un recente convegno sulla storiografia degasperiana [“Alcide De Gasperi e la storiografia internazionale: un bilancio”, Trento, 7 – 8 maggio 2004] che gli anni della giovinezza di De Gasperi sono stati poco studiati. Nella storiografia anglosassone qualche attenzione viene data ora alla esperienza di De Gasperi nel Parlamento di Vienna per spiegare le radici del suo senso dello Stato, dell’autonomia politica dall’autorità ecclesiastica. Ma un altro aspetto è stato messo in luce dallo studioso italiano Stefano Trinchese sul quale vale la pena di richiamare l’attenzione.
De Gasperi dalla sua nascita nel 1881 al 1918, cioè per trentasette anni, più della metà della sua vita, è suddito della monarchia asburgica e al tempo stesso trentino di forte sentimento italiano. Le due appartenenze si conciliano in lui attraverso la distinzione, ben presente nei suoi scritti giovanili, fra nazione e Stato; gli è cioè del tutto estranea, negli anni della formazione e nella prima fase della sua esperienza politica, quella aspirazione a dare forma statuale autonoma ad ogni identità nazionale, che così profondamente caratterizza la storia europea del secolo XIX e il moto risorgimentale italiano; la nazione è per lui un dato culturale che può convivere con altre identità nazionali ed esprimersi, in una unica realtà statale. Continue reading

A proposito di Tettamanzi di Francesco. M. Agnoli

Il card. Tettamanzi

Non sempre condivido le opinioni di Magdi Cristiano  Allam   (tutt’altro), tuttavia condivido molto  (quasi tutto) dell’articolo (pubblicato sul Giornale del 6 giugno) nel quale critica l’appoggio dato  dall’arcivescovo di Milano, cardinale Tettamanzi  al programma e all’elezione del neo sindaco Pisapia, le idee di entrambi, nonché il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, che vorrebbe imporre  il silenzio a chi critica  gli uomini di Chiesa, che invece,  se hanno diritto (Allam si guarda bene dal metterlo in dubbio) di dire la loro anche sulle vicende politiche, debbono accettare di buon grado  le critiche dei dissenzienti.

Chi vi ha interesse  cerchi l’articolo nel quotidiano che l’ha pubblicato, qui si  riportano le  righe finali, che riassumono la contrarietà dell’autore, che ne individua anche le radici storico-culturali, alle politiche e alle idee immigrazioniste del sindaco e del prelato, che ambiscono a fare di Milano un centro di massima accoglienza. “Rivendichiamo – scrive Magdi Allam – il diritto-dovere di sostenere a viva voce che è arrivato il momento di rifondare l’Italia affrancandola dalla strategia massonica che ha ispirato l’unità d’Italia attraverso la guerra e la sottomissione dei popoli, riuscendo a scardinare la nostra anima al punto da farci immaginare oggi che sia addirittura positivo concepirci come una landa deserta per trasformarci in terra di occupazione dell’immigrazionismo, dell’europeismo dei banchieri e del mondialismo capital comunista. È arrivato il momento di far primeggiare l’Italia degli italiani occupandoci di noi italiani prima di preoccuparci degli immigrati; di privilegiare l’Europa dell’anima anziché dell’euro; di scegliere il mondo dell’essere, non dell’avere e dell’apparire!”. Continue reading

Chesterton Day

La Civiltà Cattolica e Chesterton Institute – Seton Hall University

Martedì 17 maggio 2011

si terrà in via di Porta Pinciana, 1 (Roma) presso la sede de La Civiltà Cattolica il

CHESTERTON DAY

Alle ore 15.00

SEMINARIO CHESTERTON

in collaborazione tra La Civiltà Cattolica – Rubbettino Editore – Associazione Culturale BombaCarta

Il seminario è una occasione di confronto e dialogo tra studiosi e appassionati dello scrittore inglese. La partecipa- zione è libera e aperta a tutti gli interessati.

Continue reading