Padre, Figlio e spirito europeo di Sergio Valzania

Nel suo La Chiesa nell’Europa medievale (38º volume della «Biblioteca Storica» del Giornale dedicata al Medioevo), Gregorio Penco affronta una questione storica di rilievo centrale, ossia il rapporto fra l’identità europea e il cristianesimo. Questo approccio si basa ovviamente sulla considerazione dell’Europa come qualche cosa di diverso da una semplice realtà geografica; ne immagina invece una storia e una cultura comuni. L’esistenza stessa di un’Europa così intesa diviene obiettivo e prodotto di un processo ancora in corso e quindi aperto ad esiti diversi, non tutti di necessità positivi. E le difficoltà nelle quali l’Unione si dibatte oggi, con la mancata approvazione del progetto costituzionale da parte di francesi e olandesi, testimoniano di una insufficiente messa a fuoco proprio degli elementi costitutivi, di stimolo, del soggetto politico e culturale che si intende costruire.
La critica all’Europa delle banche e dei consigli di amministrazione sta appunto in un mancato approfondimento, anche doloroso e conflittuale, degli elementi che sono necessari alla realizzazione di una condivisione. Non si è lavorato abbastanza alla creazione di un racconto comune che desse conto del percorso attraverso il quale si è maturata la convinzione della necessità dell’Unione. Lo stesso dibattito sull’inserimento delle origini cristiane nel testo della carta costituzionale è stato tardivo e superficiale. Del resto la ricerca dei redattori è andata, con ogni probabilità sbagliando, più verso la regolamentazione del funzionamento degli apparati che verso la formalizzazione di principi fondanti comuni. Si è fatto prima ciò che doveva essere la conseguenza di un processo che è invece mancato. Continue reading