LA MITTELEUROPA SCOMPARSA. Trento, 26 febbraio 2016

La Biblioteca Archivio del CSSEO organizza a Trento, venerdì 26 febbraio 2016, a partire dalle ore 14,00, nella “Sala studio” della Biblioteca comunale (Via Roma 55), si terrà il seminario di studi “La Mitteleuropa scomparsa”.

Intervengono Francesco Cataluccio, Antonella Gargano, Massimo Libardi, Fernando Orlandi, Jože Pirjevec e Davide Zaffi.


“Mitteleuropa” è un concetto decisamente elusivo, a “geometria variabile”, “una comunità che si trova a condividere un destino in certi periodi di crisi” (Jacques Le Rider); “La Mitteleuropa non è uno Stato. È una cultura o un destino. I suoi confini sono immaginari e devono essere ridisegnati al formarsi di ogni nuova situazione storica” (Milan Kundera).

Insomma, cos’è la Mitteleuropa? Un’entità geografica; un’entità politica; un progetto; un ideale regolativo; una comunità intellettuale, una koiné; una singolarità storica; una storia comune?

Pur assolutamente impreciso sul piano geografico, il concetto di Mitteleuropa ebbe fortuna in geopolitica, con declinazioni diverse a seconda se fosse detto a Berlino o a Vienna, nello scarto tra dualismo austro-prussiano, ovvero l’ideale kleindeutsch opposto a quello großdeutsch, nell’antiteticità dei due modelli: quello etno-linguistico e nazionalista del Reich guglielmino e quello dinastico.

Nella sua accezione culturale la Mitteleuropa richiama la specifica civiltà vissuta dal multinazionale mondo asburgico (con l’essenziale componente ebraica) poco prima e poco dopo la dissoluzione della duplice monarchia. La si individua nell’impercettibile vincolo che, dietro le singole nazionalità, le accomuna tutte e dà vita a una produzione che in ogni campo del pensiero e dell’arte raggiunse vette altissime.

Il concetto di Mitteleuropa inizia a conoscere un grande interesse all’inizio del Novecento, soprattutto con la pubblicazione, a Berlino nel 1915, di “Mitteleuropa” di Friedrich Naumann (il libro sarà presto tradotto in italiano e pubblicato in due volumi, Laterza, 1918 e 1919). Gli anni trenta sono anni di grande crisi, cui segue la tragedia della Seconda guerra mondiale e la successiva sovietizzazione. Per oltre quaranta anni il destino di quella parte orientale del nostro continente è separata da quella occidentale.

Negli settanta nel nostro paese si celebra il mito della Mitteleuropa, a partire dai molti narratori tradotti, primo fra tutti Joseph Roth (lui che era stato un risoluto avversario della duplice monarchia, dopo il suo crollo la celebra). L’attenzione sul destino di quei paesi e di quei popoli ritorna con la pubblicazione del famoso saggio di Milan Kundera, “Un occidente sequestrato, ovvero la tragedia dell’Europa centrale”.

Ma tutto cambia nel giro di qualche anno, con la caduta dei regimi comunisti nel 1989. Dopo un breve periodo in cui si susseguono tentativi di aggregazione (il gruppo di Visegrad), muta radicalmente la prospettiva: ora si guarda a Bruxelles e Washington.

Di cosa sia oggi la Mitteleuropa se ne discute a Trento, venerdì 26 febbraio, nella “Sala studio” della Biblioteca comunale, dove, a partire dalle ore 14, si terrà il seminario “La Mitteleuropa scomparsa”.

 

Programma:

Antonella Gargano – Mappe mentali della Mitteleuropa

Massimo Libardi – La filosofia mitteleuropea è sopravvissuta alla Mitteleuropa?

Fernando Orlandi – La storiografia dell’Europa centro-orientale e quella italiana

Jože Pirjevec – Slovenia, uno Stato mitteleuropeo contrario alla Mitteleuropa

Francesco Cataluccio – La Polonia e l’Europa

Davide Zaffi – Da realtà sociologiche a soggetti politici: andata e ritorno delle minoranze nella Mitteleuropa

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