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FOIBE: LA NECESSARIA INDIGNAZIONE.

FOIBE: La necessaria indignazione.

Ovvero: Il Presidente di Identità Europea ne ha veramente le tasche piene.

Non ho mai avuto una grande considerazione per il ceto politico nazionale, anche perché dal 1994 ad oggi l’ho visto – al di là della destra e della sinistra – nascere, crescere e prostituirsi a tutte le ideologie ed i poteri forti della marcescente postmodernità.
E le poche eccezioni che ho potuto conoscere non hanno fatto che rafforzare il ferreo potere di questa REGOLA.
Figuriamoci quindi se mi dichiaro stupito della viltà e delle menzogne. Diciamo che ogni tanto la cornice ufficiale in cui queste si collocano le rendono ancor più indegne ed intollerabili. STASERA è UNA DI QUESTE SERE, in cui la meschinità politica supera il livello della mia sopportazione.

IL FATTO: stasera, ore 20, 30 circa. Su RadioParlamento va in onda in diretta la cerimonia del Premio nazionale “Identità e Memoria” promosso dal governo italiano in occasione della Giornata del Ricordo. L’ufficialità dell’occasione viene data dal duplice discorso – in successione – del ministro per la pubblica distruzione, Giannini, e del presidente del senato, Grasso.
Ebbene, vorrei poter custodire la speranza che possano ancora esser in grado di vergognarsi. Ma ho molti dubbi in proposito.

PRIMO: in quasi mezz’ora complessiva, nei loro due discorsi commemorativi dell’evento sono riusciti nella veramente ardua acrobazia linguistica di rimuovere completamente un sostantivo, che con le Foibe non deve c’entrare nulla. Indovinate quale? Bravi! COMUNISMO, e derivati.

SECONDO: ricostruendo diligentemente la storia delle tensioni al confine orientale fino al 1947, hanno viceversa stracitato il FASCISMO come parte in causa. Altre ideologie del ’900 no. Notoriamente nell’area erano tutti fascisti, da una parte e dall’altra…

TERZO: spiegando le radici degli eccidi di italiani e dell’esodo forzato da Istria e Dalmazia, entrambi hanno trovato facilmente il vero colpevole: I NAZIONALISMI. Sarebbero state dallo scontro di due “nazionalismi” (uno italiano – fascista – uno croato e sloveno – non meglio precisato…) a nascere le sofferenze degli italiani dopo l’8 settembre 1943… Uno solo fra loro ha avuto il fegato di citare indirettamente Tito (“le milizie titine”…), ma evitando accuratamente di dire che Tito era comunista…

QUARTO: Per tener in piedi questa balla colossale hanno rimosso completamente le complicità che il PCI e il suo Segretario politico, Palmiro Togliatti, anch’esso italianissimo, ebbero nell’appoggiare la campagna di pulizia etnica del Partito Comunista Jugoslavo, anche militarmente.

QUINTO: hanno dovuto cancellare le campagne di stampa dell’UNITA’, quotidiano del Partito Comunista ITALIANO, a favore della creazione della cosiddetta “7° repubblica Federativa Jugoslava”, che doveva giungere fino all’Isonzo.

SESTO: hanno dovuto cancellare le violenze che le squadracce comuniste ITALIANE scatenarono contro i poveri profughi giuliano-dalmati, come alla Stazione di Bologna… In cui una lapide nascosta in un angolo oscuro, oscuramente millanta ancor oggi una riconciliazione fra profughi e bolognesi che non è ancor giunta, con tutta evidenza, in parlamento e nel governo.

SETTIMO: hanno rimosso infine lo sterminio di altre minoranze anticomuniste di stirpe e lingua slava, che finirono nelle foibe o in mare come gli italiani perché impedivano la rivoluzione comunista in Jugoslavia.

L’immagine delle Foibe che la cultura di regime continua ancor oggi a voler dare ai giovani delle scuole italiane è quella – falsa, antistorica, prostituita alle convenienze di partito – dello scontro di due “fascismi” etnici (italiano e slavo), collegando il tutto in maniera antistorica e veramente strumentale all’”accoglienza” degli emigrati d’oggi.
Rimosso il comunismo e l’internazionalismo proletario, vero fondamento politico e culturale dell’eccidio delle Foibe e dell’Esodo. Rimosso il servilismo del PCI verso Tito e Mosca. Rimosse le complicità dei comunisti italiani verso l’aggressione e la deportazione dei profughi giuliano-dalmati.

E se qualcuno da quelle Alte Poltrone avrà il coraggio – sempre meglio che cercarsi un lavoro vero.. – di affermare che queste menzogne hanno a che fare con alati concetti come “pacificazione”, “educazione”, “verità storica” spero che qualche discendente degli Esuli si tolga la soddisfazione di sputagli in un occhio.

LA MENZOGNA PER OMISSIONE. Tutto ciò rientra in una tipologia specifica di menzogna, quella per omissione: rimuovendo dettagli essenziali della realtà, la si adultera e falsifica. E’ la tipica menzogna giacobina, quella che afferma: “se i fatti collidono con la mia ideologia, tanto peggio per i fatti”.
E la menzogna per omissione è quella peggiore, perché comprova il massimo della malafede: presuppone il sapere la verità delle cose e nel contempo il voler palesemente ed artatamente falsificarla, per continuare – in questo caso – ad indottrinare i giovani.

Non c’è altro da dire, se non trattenere il vomito.
VERGOGNATEVI, SE POTETE. E SE NON POTETE, DIMETTETEVI ! Anche i collanti più vigorosi, quelli che incollano meglio i deretani alle poltrone, conoscono un solvente ideale: la Verità.
Fatene per una volta uso.
E quelle associazioni di reduci giuliano-dalmati che erano lì presenti ed hanno taciuto – sono passate alcune ore dai fatti… – guardino in faccia le lapidi dei loro morti. E si comportino di conseguenza.

 

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