I criminali del domani. di F. M. Agnoli

Nel concistoro di sabato 22 febbraio Papa Francesco ha nominato diciannove nuovi cardinali, fra questi l’ottantaquattrenne teologo mons. Fernando Sebastian Aguilar, che un paio di settimane prima è stato sottoposto ad indagine (tuttora in corso) dall’autorità giudiziaria di Malaga a seguito di denuncia della lobby omosessuale ispanica.

A fine gennaio il teologo aveva rilasciato al periodico “Diario Sur” una rivista nel corso della quale per spiegare la posizione dell’attuale Pontefice nei confronti dell’omosessualità aveva detto che Papa Francesco dimostra “rispetto e stima verso tutte le persone, ma non tradisce né modifica il magistero tradizionale della Chiesa. Una cosa è manifestare accoglienza e affetto a una persona omosessuale e altra giustificare moralmente l’esercizio dell’omosessualità. A una persona posso dire che ha una deficienza che è quella che è, però questo non giustifica che smetta di stimarla e aiutarla”. Aveva anche aggiunto di ritenere “con tutto rispetto che l’omosessualità è una maniera deficitaria di manifestare la sessualità, perché questa ha una struttura e un fine che è quello della procreazione” e che affermarlo non vuole essere un’offesa ma un aiuto, perché molti casi possono essere recuperati e normalizzati.

Sono bastati il termine “deficienza” e indicare l’esistenza di strumenti per guarirne per fare scattare non solo le proteste delle associazioni gay, ma per mettere sollecitamente in moto contro l’anziano sacerdote un procedimento penale, che potrebbe concludersi con la sua condanna a vari anni di carcere.

Papa Francesco non si è lasciato condizionare e, con buona pace dei gay e dei giudici spagnoli, ha imposto al suo antico maestro (ha dichiarato di considerarlo tale) la berretta cardinalizia, così implicitamente confermando che monsignor Aguilar non ha fatto altro che ripetere, oltre tutto rispondendo a domande dell’intervistatore e nella maniera più “soft” possibile, quanto insegna il catechismo cattolico e, di conseguenza, è da lui condiviso.

L’episodio suona però anche (soprattutto) come un ulteriore campanello d’allarme (ce ne sono stati già tanti, ma molti sembrano non farci caso) per quanto fra poco accadrà anche in Italia se il Senato darà il definitivo via libera alla cosiddetta “legge Scalfarotto contro l’omofobia”, che ha già avuto l’approvazione della Camera. Nei fatti un colpo micidiale per la libertà di opinione e di religione e l’inizio di una strisciante (neanche tanto) persecuzione nei confronti dei cattolici, anzi di quanti credono in una religione “rivelata”.

Non c’è spazio per illusioni. L’avviso di quanto accadrà è fin troppo chiaro. Basti pensare agli opuscoli “Educare alla diversità a scuola” predisposti dall’ “Ufficio nazionale discriminazioni antirazziali” (Unar) per l’insegnamento nelle scuole primarie e secondarie, nei quali maestre e prof vengono avvertiti di prestare particolare attenzione ai loro alunni religiosi, da tenere costantemente sott’occhio, perché la religiosità è uno degli elementi, forse il più importante, che caratterizza la personalità dell’individuo omofobo.

Ovviamente in Italia come in Spagna si pensa prevalentemente ai cattolici, ma il suggerimento di particolare attenzione e sorveglianza vale anche per ebrei e musulmani, perché tutti gli alunni religiosi sono destinati ad assumere nell’universo scolastico in corso di costruzione il ruolo che ai suoi tempi Edmondo De Amicis nel libro “Cuore” assegnava al “perfido” Franti: i criminali di domani.

Francesco Mario Agnoli

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