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San Marino e la crisi al Parlamento Europeo. La Fondazione Paneuropea Sammarinese: una riforma dell’Europa Unita è oggi indispensabile.

 

 

 

 

Comunicato Stampa n°1/2013

San Marino e la crisi al Parlamento Europeo.

La Fondazione Paneuropea Sammarinese: una riforma dell’Europa Unita è oggi indispensabile.

Lunedì 18 marzo si è tenuto nell’aula del Parlamento Europeo di Bruxelles un importante Convegno Internazionale di Studi sul tema “Un governo democratico per l’Europa” organizzato dalla rete dei Parlamentari Europei italiani eletti nel PPE, da Avenir de l’Europe, dall’Associazione Internazionale Identità Europea e dalla Fondazione Paneuropea Sammarinese.

La Fondazione Paneuropea Sammarinese, costituitasi nel novembre 2012, ha ereditato lo stile ed i frutti di 12 anni di lavoro del movimento Paneuropeo nella Repubblica di San Marino; opera per aiutare i Cittadini della Repubblica di San Marino a crescere in un rapporto informato e responsabile con l’Europa Unita e le sue Istituzioni, valorizzare il contributo della Repubblica di San Marino e dei Piccoli Stati Europei nell’Europa dei Popoli e per aiutare la Repubblica di San Marino ad entrare da attiva protagonista nell’odierno dibattito sull’Europa Unita, i suoi fondamenti e la sua crisi.

Il Consiglio Direttivo della Fondazione Paneuropea Sammarinese è a tutt’oggi costituito dal prof. Franco Cardini, Vice-Presidente della Scuola Superiore di Studi Storici dell’Università di Stato della Rep. di San Marino, dalla dott. Maria Cristina Ceoldo, in rappresentanza dell’Associazione Culturale Internazionale Identità Europea, dal dott. Giovanni Galassi, già Ambasciatore di San Marino presso la Santa Sede e Decano del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, e dal prof. Adolfo Morganti, Console Onorario di Romania presso la Repubblica di San Marino ed organizzatore dell’Università d’Estate della Rep. di San Marino (Presidente).

Il Convegno, cui hanno partecipato Parlamentari Europei italiani, greci ed austriaci, una ampia rappresentanza di Dirigenti e Funzionari della Commissione Europea, nonché una folta rappresentanza di Studenti liceali ed universitari di numerose regioni italiane e Soci delle maggiori Associazioni Europeiste attive nel sud dell’Europa, ha rilanciato in occasione delle prossime Elezioni Europee in risposta all’appello del Presidente della Commissione Europea, J. Barroso, il progetto “Un governo democratico per l’Europa” già discusso ed approvato a margine dell’ultimo Congresso del PPE di Bucarest, che mira ad introdurre immediatamente – entro il 2014 – essenziali modifiche dell’architettura costituzionale dell’Europa Unita, sanando gli squilibri attuali e dando vita ad un autentico Stato Federale Europeo [in allegato].

L’intervento di Adolfo Morganti, Presidente della Fondazione Paneuropea Sammarinese, partendo dal caso scottante della crisi del debito sovrano di Cipro (che dovrebbe rimborsare agli investitori esteri delle banche cipriote in crisi una cifra equivalente al proprio PIL, somma che si è tentato di sottrarre in buona percentuale dai conti correnti bancari dei suoi cittadini), si è soffermato sulla necessità di un effettivo governo politico europeo eletto direttamente dai Cittadini delle Istituzioni monetarie dell’UE e della Banca Centrale Europea, per superare i fallimenti di una conduzione lobbistica ed intergovernativa della vita dell’Europa Unita e sconfiggere la tentazione di quell’autentico “fondamentalismo banco-tecnocratico” che tende a scaricare sui bilanci degli Stati, e quindi sulle tasche dei Cittadini, i costi dei passivi delle banche causate dalla crisi dei derivati partita anni addietro dagli USA, banche che hanno sì sede negli stati dell’Unione, ma capitali e reale dirigenza di ben altra origine (così come già accaduto in Portogallo, Spagna, Italia, Grecia, Irlanda con gravissime conseguenze sociali ed economiche).

In questo senso l’esempio recente della Repubblica di San Marino si segnala per la sua correttezza: a fronte della chiusura di alcune banche causata dalla crisi dei rapporti bilaterali con l’Italia, il supporto che lo Stato sammarinese ha ritenuto di offrire ad un comparto così importante per la sua economia non è stato scaricato nottetempo sulle tasche dei cittadini e non ha sottratto gli amministratori delle banche chiuse dalle proprie responsabilità.

Dai Piccoli Stati Europei (San Marino, Islanda) stanno venendo risposte alla crisi globale che anche gli Stati più grandi e le stesse Istituzioni comunitarie farebbero bene a conoscere meglio.

 

San Marino, 20 marzo 2013

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