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Archive del 12 ottobre 2015

XVIII COMMEMORAZIONE DEI SOLDATI DEL REGNO DELLE DUE SICILIE CADUTI NELLA BATTAGLIA DEL VOLTURNO DEL 1 – 2 OTTOBRE 1860. Capua, 17 ottobre 2015

 

XVIII COMMEMORAZIONE DEI SOLDATI

DEL REGNO DELLE DUE SICILIE
CADUTI NELLA BATTAGLIA
DEL VOLTURNO DEL 1 – 2 OTTOBRE 1860


CAPUA

SABATO 17 OTTOBRE 2015

 

PROGRAMMA


PRIMA PARTE
ore 9,30: Cimitero di Capua
Visita presso il Cimitero cittadino alle tombe degli ufficiali colà sepolti.
ore 11,00: Chiesa dei S.S. Rufo e Carponio
S. Messa in suffragio dei Soldati del Regno delle Due Sicilie caduti nella
Battaglia del Volturno del 1 – 2 ottobre 1860 (C.so Gran Priorato di Malta, 15). Leggi il resto di questo articolo »

XI FORUM DELL’EUROREGIONE AQUILEIESE LE NUOVE FRONTIERE D’EUROPA DALLA GEOPOLITICA ALL’ECONOMIA. Udine, 23 ottobre 2015

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE MITTELEUROPA
VI INVITA AL

XI FORUM DELL’EUROREGIONE AQUILEIESE
LE NUOVE FRONTIERE D’EUROPA
DALLA GEOPOLITICA ALL’ECONOMIA 

Udine – 23 ottobre 2015
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO AGRICOLTURA  – Sala Valduga
Piazza G. Venerio 8 – Udine



IL PROGETTO

I temi trattati nei forum 2013 e 2014 sono stati premonitori degli eventi verificatisi nei mesi seguenti, complice anche un’ accelerazione della storia di fronte alla quale molti analisti si sono dimostrati sorpresi e impreparati. Abbiamo ricordato come nel 1957, anno di sottoscrizione del trattato di Roma, l’Europa fosse costituita da 33 Stati, divenuti, ad oggi, 48. Siamo consapevoli di quanto tale proliferazione non appaia esaurita. Un processo inatteso quanto repentino, determinato dal definitivo tramonto dei totalitarismi del XX secolo. A fonte di ciò, rivestono sempre più importanza macro-aree (danubiana, baltica, adriatico-ionica, alpina) e euro-regioni. Questa metamorfosi epocale viene percepita da un lato con il timore di una frantumazione continentale, dall’altro come una ricomposizione europea determinata dal superamento dello Stato nazionale ottocentesco e dal riemergere di reali identità e culture dei popoli. Appare evidente che in un simile contesto, sovranità, poteri ed equilibri (politici, economici, finanziari), come pure i rapporti di forza e le aree d’influenza siano destinati ad una revisione e riassetto. Leggi il resto di questo articolo »

LA BATTAGLIA DI POITIERS (732): VITTORIA EPOCALE DELL’OCCIDENTE O SCONTRO SECONDARIO? di Leonardo Sernagiotto

Charles de Steuben, “la battaglia di Poitiers”, 1837

Passeggiando lungo l’immensa “Galerie des Batailles” all’interno della Reggia di Versailles, il visitatore si troverà letteralmente circondato da imponenti tele raffiguranti gli episodi militari che Luigi Filippo I, re di Francia tra il 1830 e il 1848, volle che fossero rappresentati per dare lustro e gloria alla nazione francese. Tra un ritratto di Napoleone e uno di Enrico IV a Parigi, trova posto l’opera di Charles de Steuben, intitolata la Battaglia di Poitiers. Terminato nel 1837, il dipinto (4,65m x 5,42m) raffigura Carlo Martello, comandante delle truppe franche, cavalcare trionfante un cavallo bianco, brandendo una scure (probabile riferimento alla francisca, arma-simbolo dei Franchi) e indossando la corona e il mantello purpureo, simboli di regalità (anche se Carlo Martello non fu mai re). Dietro Carlo si staglia una croce bianca, elemento figurativo dominante, quasi si trattasse essa stessa di un partecipante alla battaglia. Il condottiero franco fronteggia il comandante arabo Abd al-Rahman al-Ghafiqi, raffigurato a terra, ferito da una freccia e con lunga barba bianca, come bianca è la sua veste al di sotto dell’armatura. Sullo sfondo, un immenso esercito franco travolge lo schieramento avversario.
Ho qui presentato una breve descrizione dell’opera di Steuben con lo scopo di introdurre un breve saggio, incentrato non tanto sulla battaglia di Poitiers, ma sugli eventi che portarono ad essa e sugli effetti che essa determinò nella storia europea. Leggi il resto di questo articolo »

CASO MARO’: LA PRONUNCIA DEL TRIBUNALE DEL MARE DI AMBURGO. INTERVISTA ALL’AVV. PAOLO IORIO. a cura di Claudio Giovannico.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

A oltre un mese di distanza dall’ordinanza emessa dal Tribunale del Mare di Amburgo (ITLOS), in ordine alla vicenda che vede protagonisti i fucilieri della marina italiana, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, accusati di aver ucciso due pescatori indiani nel Kerala il 15 febbraio 2012, Domus Europa torna a occuparsi dell’argomento con un intervista all’avvocato Paolo Iorio, esperto di diritto penale internazionale.

Avv. Iorio, innanzitutto, cosa ha esattamente deciso il Tribunale del Mare di Amburgo con l’ordinanza dello scorso 24 agosto?
“La Corte di Amburgo ha affermato, cito testualmente, che “Italia e India devono sospendere ogni azione giudiziaria ed astenersi da iniziarne altre che aggravino la controversia sottoposta al Tribunale o compromettano la decisione che il Tribunale potrebbe prendere”.
“Credo che una decisione del genere non abbia nulla di giurisdizionale. Piuttosto, si potrebbe dire che abbia una funzione quasi diplomatica.”

Ossia, la questione relativa a quale tribunale competa decidere non è stata definita?
“Assolutamente no! Condividendo l’opinione dei sei giudici dissenzienti (l’ordinanza è stata presa con 15 voti a favore e 6 contrari), in particolare quello del vice presidente dell’Algeria, sig. Bouguetaia, ( nei tribunali internazionali i giudici hanno il diritto di esprimere la loro opinione che sia dissenziente o senziente) posso dire che il Tribunale di Amburgo non ha alcuna giurisdizione sul caso.
“Se si legge l’articolo 97 della Convenzione di Montego Bay, che è lo strumento giuridico in base al quale il Tribunale viene chiamato a decidere si legge: “Giurisdizione penale su questioni di collisione o ogni altro incidente di navigazione”. Tuttavia, nel caso in specie non vi è stata alcuna collisione tra battelli o navi. Questo è quanto riportato sulle versioni ufficiali in inglese e francese. E’ bene notare che, quando la versione francese parla di “abordage”, non si deve cadere nell’errore di tradurre tale termine come abbordaggio. L’abordage è la conseguenza di una collisione, come dice il testo inglese. Dunque non essendovi stato alcun incidente navale o collisione non può esservi giurisdizione in capo alla Corte di Amburgo. Ciò che sostiene l’Italia e cioè che la nave batteva bandiera italiana non ha alcun senso in quanto il fatto deve sempre riguardare una “ collisione navale” e mai altre condotte.” Leggi il resto di questo articolo »

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