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Archivio di marzo 2015

Cari amici ordoliberal-cattolici. Lettera aperta di L. Copertino

Cari amici ordoliberal-cattolici,

più leggo le vostre cose e più mi confermate nella mia iniziale convinzione che, in fondo, siete dei perfetti marxisti ossia degli anti-statualisti. Che, alla resa dei conti, la vostra sia una filosofia drammaticamente anti-Politica, che ignora i “diritti” della Comunità politica nonostante il vostro insistere sugli aspetti normativistici e costituzionali dell’economia di mercato. Come Marx, sognate l’abolizione dello Stato o almeno la sua riduzione a “cornice minimale”. La prospettiva sottesa a questa vostra posizione è di sapore squisitamente marxiano ossia muove dal fastidio, se non avversione dichiarata, verso l’Autorità politica che voi, appunto come Marx, intendete quale “sovrastruttura egemonica”. Per Marx si trattava dell’analogia con l’immagine del Dio della “Trascendenza sovrastrutturale”. Voi non arrivate ad motivare il vostro antistatualismo con questa analogia ma come Marx sognate una società che si autogoverna da sola. Se Marx profetizzava la società comunista compiuta senza Stato in quanto autogestita (“da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi meriti”, così in Das Kapital), voi auspicate uno scenario sociale simile, ossia autogestito ed armonicamente, spontaneamente, operante in nome della  “mano invisibile” che non deve essere intralciata da nessuna Autorità, né politica, né etero-morale. Questo, alla fin fine, vi rende anche dei cristiani molto incoerenti. La logica (se ancora esiste) e la concreta esperienza storica, quella di ogni giorno, testimoniano che la concorrenza non è affatto la “migliore forma di collaborazione” ma soltanto il trionfo dell’”homo hominis lupus”. Il mercato sebbene sia nato come un luogo di incontro tra gli uomini nello scambio dei beni, e con essi delle culture e delle idee, non è però mai stato quel luogo della cooperazione che voi immaginate dal momento che esso è sempre stato contrassegnato anche, e quasi sempre in misura maggioritaria, dal conflitto ossia dalla concorrenza (pur a dispetto dell’etimologia del “cum currere”, dove il correre insieme è diventato il correre sì insieme ma verso il traguardo del successo individuale, quindi  per vincere sull’altro). Che voi lo vogliate o meno. Ora, pretendere di spacciare come coerente con l’agape cristiano, con l’Amore di Dio, uno scenario di sostanziale e pratico conflitto, quale presupposto della convivenza umana, è un vertiginoso “triplo salto mortale”. Si rischia di rompersi l’osso del collo ossia di spezzare la coerenza spirituale della fede cristiana. Leggi il resto di questo articolo »

Benvenuti all’Isola delle Sirene (Famose). di G. Piga

Gli economisti, o alcuni di loro, non imparano mai dal passato. Le economie, loro invece, le ripetizioni del passato le rivivono spesso in maniera identica, riaprendo cicatrici profonde che finiscono per non rimarginarsi mai. Impareremo mai dal passato per evitare il ripetersi di errori marchiani e dall’impatto devastante?

Ricorderete tutti la storia di questo lustro appena trascorso. Mentre gli Stati Uniti, che la crisi finanziaria avevano avviato trasmettendola a tutto il mondo come un virus, nel 2011 avviavano la loro ripresa grazie ad un mix (non sempre sapiente) di politiche monetarie e fiscali espansive, noi europei affondavamo, proprio in quell’anno, dando vita ad una seconda recessione che ha distrutto posti di lavoro, aumentato le ineguaglianze, messo a rischio la costruzione europea.

La ragione la conoscete: proprio quando gli imprenditori del Vecchio Continente cominciavano a rialzare il capo timidamente immaginando di riprendere gli investimenti i leader politici dell’euro decidevano di inventarsi la macchina infernale del pilota automatico chiamato Fiscal Compact, che richiedeva aumenti di tasse e riduzioni a casaccio di spese per cercare (inutilmente, ovviamente) di ridurre il debito pubblico sul PIL. Senza paracadute, senza la sicurezza che la ripresa sarebbe stata sostenuta dalla presenza della manona pubblica, come invece è percolato nelle aspettative statunitensi, decisero di ritirarsi come un gregge, smettendo di investire  e generando appunto la seconda recessione consecutiva del decennio. Vedere i dati per credere.

Oggi ci troviamo in una situazione identica, o quasi, a quella di allora. Grazie ad una politica monetaria finalmente più sapiente siamo forse riusciti ad evitare la quarta recessione consecutiva (notate che l’Italia crescerà nel 2015 dello 0,6%, quanto Padoan prevedeva a novembre nella legge di stabilità prima del QE di Draghi: senza quest’ultimo saremmo dunque stati in realtà a parlare oggi di valori nuovamente negativi della crescita). Ma l’economia è fragilissima e gli imprenditori sono ancora scossi dal trauma di due stop consecutivi: non dobbiamo ripetere l’errore del passato. Dobbiamo fermare la macchina dell’austerità ora, esattamente con la stessa determinazione con cui si muove la Grecia, con la stessa semi-grandeur francese, con la stessa furbizia spagnola. Leggi il resto di questo articolo »

Presentazione del testo “Outremer – Storia militare delle Crociate in Terrasanta”. Cesena, Fiera del Libro di Romagna, ore 18.00

 

Gent.Mi

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE IDENTITÀ EUROPEA SEGNALA

LA PRESENTAZIONE DEL TESTO


OUTREMER

STORIA MILITARE DELLE CROCIATE IN TERRASANTA

DI F. POLI

 

 

FIERA DEL LIBRO DI ROMAGNA

DOMENICA 29 MARZO 2015 – ORE 18.00

CESENA, BIBLIOTECA MALATESTIANA – PIAZZA M. BUFALINI 1

INGRESSO LIBERO Leggi il resto di questo articolo »

Commemorazione della figura del Prof. A. Musco, nella ricorrenza del 1° anniversario della morte. Cefalù, 14 Marzo 2015

 

CHE COSA SUCCEDE IN TUNISIA? di F. Cardini

Il momento è difficile e si stenta a comprendere che cosa ci stia succedendo: a noi, all’Islam, al mondo intero. Forse, il primo problema è proprio il nostro atteggiamento. Bisogna far molta attenzione prima di gridare al lupo: si rischia, se e quando lui arriva davvero, di non riconoscerlo.

Intendiamoci: le teste tagliate, l’aviatore giordano bruciato vivo, i morti suicidi e i morti ammazzati, le chiese assaltate e le chiese distrutte, i quieti ragazzi occidentali tutti i-Pode smartphoneche un bel giorno si svegliano assetati di martirio e sognano i giardini di Allah, tutto ciò può sconvolgere. Specie chi è abituato a pensare che, fino a qualche anno fa, non succedeva nulla e tutto andava per il meglio: che cioè decenni di pesante controllo coloniale e di sfruttamento petrolifero e molti anni di bombardamenti quasi giornalieri in Afghanistan e in Iraq e di colpi di stato organizzati e gestiti dagli occidentali (da quello algerino del 1991 a quello libico del 2011)fossero in realtà cosucce da nulla, ordinaria amministrazione, cose destinate a cader subito nel dimenticatoio. Ora che i nodi stanno venendo al pettine, ci scopriamo stupiti e impreparati: peggio, ci troviamo nella condizione delle buone e brave persone convinte di non aver mai fatto nulla dj male al mondo e sorperse a chiedersi, come faceva il presidente Bush nel 2003, “perché mai ci odiano”.

La Tunisia è stata ormai da qualche anno i banco di prova delle nsotre beate illusioni e delle nostre cocenti delusioni. Era il pase che, risvegliatosi per primo al nascere delle “Primavere arabe”, aveva cacciato il suo rais Ben Ali, ladro e sanguinario. “Vogliono la democrazia”, ci ripetevamo sognanti: e pensavamo che quella democrazia che loro volevano fosse del tutto simile alla nostra, e fingevamo di non accrogfersi che il dittatore cacciato era stato in realtà per anni uno gradito all’Occidente e da esso sostenuto. Leggi il resto di questo articolo »

Soltanto religione-emozione? No grazie. di Mons. L. Negri

Quanto più cerco di leggere la situazione complessa della vita sociale e addirittura della vita delle cosiddette cristianità, mi sorprende il coagularsi delle mie consapevolezze intorno a due punti che mi sembrano assolutamente oggettivi.

La prima osservazione è che quello che è stato chiamato più volte da Papa Francesco il «pensiero unico dominante» non è soltanto un pensiero unico ma è, in realtà, un sistema di vita, di cultura, di forze che sono in campo; di potere ideologico, economico, politico, sociale, particolarmente forte quanto più sembra difficilmente definibile nei suoi contorni e nella sua soggettività. Il politicamente corretto preme sulla coscienza e sul cuore delle persone, delle famiglie, dei popoli, in maniera martellante e su tutte le grandi questioni antropologiche la discussione è impossibile: basti pensare alla teoria del gender, al problema della vita e della sua manipolazione, al problema dei processieutanasici, al problema delle inseminazioni ormai perpetrate nei Paesi civili della vecchia Europa e non soltanto. Ciò che viene blindato da questo potere massmediatico mondiale è indiscutibile, e chi dissente – anche nel modo più corretto – viene immediatamente indicato al pubblico ludibrio. In questo nostro Paese nato dalla grande e sacrosanta lotta per la libertà, che ha segnato una delle caratteristiche fondamentali della Resistenza italiana, i margini della libertà, ci piaccia o no, sono progressivamente in diminuzione.

Oggi non si può pensare che un’affermazione fatta pubblicamente e in dissenso dall’ideologia dominante – per esempio che la vita è mistero indisponibile e non oggetto sostanzialmente manipolabile – può compromettere la libertà fisica, oltre che di espressione. Oggi quella forma larvatissima e dignitosissima di dissenso dall’ideologia dominante che sono «Le sentinelle in piedi» viene osteggiata come se fosse una presenza violenta. La sola esistenza di colui che dissente è giudicata violenta dall’ideologia dominante. Leggi il resto di questo articolo »

VII CORSO BASE DI LINGUA E CULTURA ARABA.

La sezione OSM-OR dell’Officina Studi Medievali promuove il VII Corso base di Lingua e Cultura Araba per principianti, volto a fornire gli strumenti di base della lingua araba ma anche a trattare importanti e basilari questioni riguardanti la cultura araba e le sue essenziali tradizioni.

Il Corso, con durata programmata di 60 ore di formazione frontale d’aula guidate dalla dott.ssa Giovanna Carnevale (Officina di Studi Medievali), inizia in data 13 aprile 2015 e termina in data 17 giugno 2015.

Si tiene due volte a settimana, lunedì e mercoledì, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, con l’ausilio di adeguati strumenti didattici, presso l’aula seminari dell’Officina di Studi Medievali (ingresso da Via del Parlamento 32 – zona Corso Vittorio Emanuele / Piazza Marina).

Il Costo è di 175,00 €uro per ogni singolo allievo (con il rilascio di regolare ricevuta utilizzabile a fini fiscali). La quota d’iscrizione comprende tutto il materiale didattico di cui lo studente potrà avvalersi.

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Spiegare ai bambini ciò che sesso non è. di S. Tamaro

In questi ultimi giorni si è aperto a Trieste un acceso dibattito tra genitori e istituzioni per l’introduzione negli asili del «Gioco del Rispetto», un laboratorio didattico «volto all’abbattimento di quegli stereotipi sociali che imprigionano maschi e femmine in ruoli che nulla hanno a che vedere con la loro natura».
Abbiamo davvero bisogno, mi chiedo, di un programma che insegni ai bambini le gioie del travestimento e alle bambine che possano aspirare a fare mestieri da uomini, in tempi in cui Samantha Cristoforetti ci parla dallo spazio? Il tabù delle professioni solo maschili è caduto ormai da tempo nella nostra società. Ci sono donne nei pompieri, nelle forze dell’ordine, donne che guidano navi da guerra e che pilotano caccia.
Premetto che non conosco i dettagli del progetto e sono sicura della serietà e della buona fede delle persone che lo hanno ideato e approvato – tutto quello che fa lavorare i bambini sull’emotività è giusto e importante – tuttavia questa notizia mi ha suscitato delle riflessioni.
Il «facciamo finta che», mi sono chiesta, non appartiene da che mondo è mondo alle modalità di gioco dei bambini?
Io, ad esempio, ho sempre provato un vero orrore per i costumi femminili, detestavo le principesse, i pizzi, il colore rosa, se c’era un ruolo che rivendicavo per me era quello del comandante di Fort Alamo o di un capo indiano, e in queste attribuzioni – che avvenivano cinquant’anni fa – nessuno mi ha mai preso in giro né represso in modo tale che io me ne ricordi come di una ferita. Non solo, ma giocando mi facevo sempre chiamare con un nome maschile, perché quella era l’energia che sentivo di avere addosso, e tutti intorno a me stavano al gioco.
L’idea che i bambini abbiano bisogno di essere edotti in queste manifestazioni spontanee dell’età ha per me qualcosa di deprimente, perché sottovaluta la libertà e la creatività che c’è in ogni essere umano, specie se è piccolo.
Premetto che appartengo alla generazione che si è abbeverata ai libri della compianta Elena Giannini Belotti; la stessa generazione che, quando ha avuto i figli, non ha potuto far altro che osservare sgomenta che la stragrande maggioranza dei maschi amava fare brum brum, mentre le femmine adoravano correre per casa tra
Se fossi cresciuta in questi anni, sicuramente sarei stata classificata come una bambina sofferente di disforia di genere, e sarei stata avviata a un percorso terapeutico adeguato, dato il mio aspetto androgino e la mia predilezione per i mestieri allora proibiti alle donne. Sarei stata più felice? Leggi il resto di questo articolo »

Dio assente o presente? di F. Terriero

Cari Flores d’Arcais e sodali: nazismo e comunismo sono nati dall’esilio di Dio. I cattolici sono eversivi solo per gli ideologi del totalitarismo nuovo e vecchio

Raccolgo con vivo interesse gli spunti di penna e di spada di Mario Adinolfi. Fondamentali per aprire una riflessione culturale a 360 gradi.

Visto che ciò che accomuna la casta azionista, giacobino-laicista, da Flores D’Arcais, Corrado Augias, Stefano Rodotà, Giulio Giorello, ultimamente inveratasi nel pensiero gender, ultima declinazione della “società marcusiana delle pulsioni dell’io”, è l’assenza, l’esilio di Dio dalla vita degli uomini, dalla polis e dalla storia, una risposta va data.

Già del resto, ha fatto molto bene il direttore de La Croce a ribattere con chiarezza, definendo quei signori per quello che sono: “Poveri giacobini, isolati e invecchiati male, piccolo club di anziani e superbi signori… l’eterna élite contro il popolo che non rinuncia al vecchio sogno ottocentesco di estromettere la gente dai processi decisionali e cancellare Dio nel nome della democrazia”.

Sì perché, per questi “oclocrati” tutti i mali del mondo (il terrorismo, le guerre, l’egoismo, l’intolleranza) nascono dalla presenza di Dio. È utile analizzare in profondità ricordando ancora le affermazioni di Paolo Flores d’Arcais, concetti ripetuti pure a Torino, nel corso di un convegno ad hoc di cui Repubblica (giornale sodale col progetto) ha svelato il messaggio in anticipo: «La religione è compatibile con la democrazia solo quando è disponibile e assuefatta all’esilio di Dio, solo se disponibile a pronunciare il primo comandamento della sovranità repubblicana: non pronunciare il nome di Dio in luogo pubblico. La religione è compatibile con la democrazia solo se è addomesticata. Le religioni compatibili sono religioni docili, che hanno rinunciato a ogni fede militante (di shari’e, martiri e legionari di Cristo). Sono religioni sottomesse che hanno interiorizzato l’inferiorità della legge di Dio rispetto alla volontà sovrana degli uomini su questa terra». Leggi il resto di questo articolo »

BARBARIE E STRATEGIA. MINIMA CARDINIANA, 66. di F. Cardini

Nimrod era uno dei siti archeologici più incredibili del mondo, con le sue sculture ciclopiche erette al centro di un anfiteatro di cime montane desolate e bellissime. Dico “era”, eppure continuo a sperare che si possa continuar a dire “è”, che i danni arrecati alcuni giorni or sono al complesso storico-archeologico dai fanatici dell’IS non siano totali e definitivi. Si è ripetuto, quattordici anni dopo, l’innominabile e imperdonabile scempio dei colossali Buddha di Bamiyan in Afghanistan, voluto dai talibani: e anch’esso teso, attenzione!, formalmente a cancellare le tracce dell’”idolatria” dal mondo, sostanzialmente ad allibire e indignare gli occidentali.

Le ragioni teologiche e religiose dell’infamia sono tanto evidenti quanto fallaci: Il Corano, proseguendo in ciò la linea aperta della Torah ebraica, proibisce qualunque tentativo di rappresentazione materiale della divinità. La giurisprudenza musulmana, concorde sulla proibizione di rappresentare in sculture o in pitture l’immagine di Dio, si mostra discorde nel valutare la liceità delle immagini riproducenti figure umane o animali. La cultura musulmana ha prodotto notevoli rappresentazioni artistiche. Dalle pitture e addirittura dalle vere e proprie statue dei califfi umayyadi di Damasco (secc. VII-VIII) a quelle del mondo iberico medievale che era appunto in rapporto con la civiltà espressiva siriana umayyade (a sua volta debitrice all’arte bizantina) fino alle numerose e preziose scuole di miniaturisti persiani e indiani dei periodi abbaside, irano-tartarico e moghul. Non solo vi si rappresentano uomini e donne, ma lo stesso profeta Muhammad il volto del quale appare tuttavia coperto da un velo o fasciato da una fiamma. Leggi il resto di questo articolo »

LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

Vladimir Vladimirovic Putin, presidente della Federazione russa, è attualmente il politico [...]

SANTA MARTA: “QUELLA PERSECUZIONE ‘EDUCATA’ TRAVESTITA DI MODERNITA' E PROGRESSO”.*

Nella Messa mattutina, il Papa afferma che “le persecuzioni sono pane quotidiano della Chiesa”[...]

SUL PARTITO CATTOLICO. di Francesco Mario Agnoli

Lo riferisce La Croce quotidiana.it., adesso c’è anche un programma, ispirato alla Dottrina soci[...]

LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

A botta calda e fumi ancora in aria. Mentre i canali radio bollono di analisi approssimative e di [...]

CULTURA E POLITICA NEL MONDO MUSULMANO DI OGGI. di Franco Cardini

Altro che “aureo libretto”, come si sarebbe detto una volta. Il libro che vi consiglio di legg[...]

 
marzo: 2015
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