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Archivio di novembre 2014

Identità centro-europea: una chimera o una prospettiva? Roma, 4 Dicembre 2014

Ambasciata della Repubblica di Polonia

Ambasciata della Repubblica Slovacca  -  Ambasciata di Ungheria
Casa delle Letterature


hanno il piacere di invitare la S.V. alla giornata di studi

 

Identità centro-europea:

una chimera o una prospettiva?

 


con la partecipazione degli esperti dei quattro Paesi del Gruppo di Visegrad

giovedì 4 dicembre 2014

ore 10.00-13.00 sessione politologica

Introduce  Maria Ida Gaeta

Modera  Prof. Federigo Argentieri

Interventi di: David Svoboda (Repubblica Ceca), Andrzej Muszyński (Polonia)

Samuel Abrahám (Slovacchia) e László Lajtai (Ungheria)

—–

ore 16.00-19.00 sessione letteraria

Introduce Maria Ida Gaeta

Modera Miroslava Vallová

Interventi di: Iva Pekárová (Repubblica Ceca), Magdalena Tulli (Polonia)

Jana Juráňová (Slovacchia) e Mónika Mesterházi (Ungheria)

Lettura scenica di Marco Belocchi

Casa delle Letterature – Piazza dell´Orologio 3 -  00186 Roma

L´incontro si svolgerà in lingua italiana e inglese

Identità Europea – Attorno a J.R.R. Tolkien. Ravenna, 7 dicembre 2014, ore 16.30

 

 

L’Associazione Culturale Identità Europea,
in collaborazione con la Casa Editrice Il Cerchio e la Biblioteca Diocesana di Ravenna- Cervia “San Pier Crisologo”

 

Vi invita alla Rassegna di Incontri

Attorno a J.R.R. Tollkien

Le radici profonde di un grande successo cinematografico e letterario.

 


Presso la Biblioteca Diocesana di Ravenna-Cervia,
Piazza Duomo n°4 – Ravenna – Palazzo del Seminario Arcivescovile – Sala Don Minzoni

Domenica
, 7 Dicembre 2014, ore 16,30.

Adolfo Morganti

“Tra Merlino e Re Artù. Tolkien e la sovranità sacra”

Ingresso Libero.

Info: 0541 775977 – 331 4695126; segreteria@identitaeuropea.it

0544 37481-541670; info@bibliotecadiocesana.ravenna.it

Identità Europea – Attorno a J.R.R. Tolkien. Ravenna, 7 dicembre 2014, ore 16.30

 

 

 

L’Associazione Culturale Identità Europea,
in collaborazione con la Casa Editrice Il Cerchio e la Biblioteca Diocesana di Ravenna- Cervia “San Pier Crisologo”

 

Vi invita alla Rassegna di Incontri

Attorno a J.R.R. Tollkien

Le radici profonde di un grande successo cinematografico e letterario.

 


Presso la Biblioteca Diocesana di Ravenna-Cervia,
Piazza Duomo n°4 – Ravenna – Palazzo del Seminario Arcivescovile – Sala Don Minzoni

Domenica, 7 Dicembre 2014, ore 16,30.

Adolfo Morganti

“Tra Merlino e Re Artù. Tolkien e la sovranità sacra”

Ingresso Libero.

Info: 0541 775977 – 331 4695126; segreteria@identitaeuropea.it

0544 37481-541670; info@bibliotecadiocesana.ravenna.it

Perché serve una banca centrale soggetta al governo. *

Un articolo dell’economista e storico dell’economia Nicholas Crafts, pubblicato da VoxEU, offre l’occasione per tornare a parlare del rapporto tra governo e banca centrale. Nell’eurozona, si sa, la Banca Centrale Europea è costruita sul modello dell’indipendenza totale dall’esecutivo (la Commissione Europea) e ancor più dai governi nazionali[1].

Crafts mette a confronto la situazione dell’odierna eurozona con quella dell’Europa durante la Grande Depressione. E’ noto che i paesi che uscirono prima dal Gold Standard (l’area della sterlina) ebbero un recupero più veloce di quelli rimasti legati all’accordo di cambio basato sull’oro. L’eurozona, in effetti, sembra comportarsi come questi ultimi.

PIL reale. Note: ‘Il blocco della sterlina’ comprende Danimarca, Norvegia, Svezia e Regno Unito, ognuno dei quali ha lasciato il gold standard e svalutato nel settembre 1931, il ‘blocco dell’oro’ è composto da Belgio, Francia, Italia, Paesi Bassi e Svizzera, ognuno dei quali è rimasto in gold standard fino all’autunno 1936 a parte dal Belgio che è uscito a marzo 1935.
Fonte: Maddison (2010) aggiornato con Maddison (2013), OCSE (2013).

Quel che però è meno noto è l’effetto dell’uscita dal Gold Standard sui debiti pubblici. In soli 5 anni, dal 1933 al 1938, il debito pubblico britannico si ridusse di ben 35 punti dal 179,2% al 143,8% del PIL (per inciso, si noti che ciò smentisce la cantilena di coloro i quali sostengono l’idea che “il mondo di Keynes” era fatto di paesi con debiti pubblici molto più bassi di quelli odierni).

I cambi flessibili però sembrano non essere il punto dirimente. Nel dopoguerra, con gli accordi di Bretton Woods, il mondo decise di legarsi al dollaro. Eppure si ebbe esattamente lo stesso effetto. Sempre guardando alla Gran Bretagna, il debito pubblico crolla dal 199,5% del 1950 al 64,7% del 1970, vale a dire 134,8 punti in meno. Il tasso di riduzione appare simile nei due casi, 7% contro 6,7% per anno. Si tenga inoltre presente che il ventennio 1950-1970 è caratterizzato dall’espansione delle funzioni dello Stato, con le nazionalizzazioni e l’introduzione dello Stato sociale da parte dei governi laburisti. Niente austerità insomma.

Cosa ha prodotto questo risultato? Secondo l’autore il merito va al modello di banche centrali sottomesse al governo, che hanno controllato i tassi di interesse reali sul debito, rendendo possibile finanziare la spesa pubblica senza accrescere il debito ma addirittura riducendolo.

E’ qui che, secondo Crafts, vi è il difetto principale dell’eurozona: una banca centrale che non agisce come branca dello Stato.

Sullo stesso argomento, il ruolo della Banca centrale, interviene anche Barry Eichengreen (con una posizione molto meno radicale ma comunque interessante) che sul Guardian sottolinea il pericolo della deflazione sui debiti e l’esigenza che la BCE, se davvero è pronta a fare “qualsiasi cosa” per salvare l’euro, non debba perdere tempo negoziando riforme strutturali con i governi, ma anzi deve essere pronta ad agire, anche al di là del Fondo salvastati, che costituisce più una distrazione che un aiuto. Eichengreen sembra quindi ribaltare l’argomento dell’indipendenza della BCE, una banca centrale indipendente non deve dire ai governi cosa fare: Leggi il resto di questo articolo »

Franco Cardini – Effemeridi e spigolature, 4*

Leviathan e Behemoth – Ennio Di Nolfo è senza dubbio uno dei più lucidi studiosi propugnatori convinti della necessaria e persistente alleanza tra Stati Uniti d’America ed Europa, dell’interdipendenza tra le due sponde dell’Atlantico. E’ la tesi ribadita adesso nel suo bel saggio Il mondo atlantico e la globalizzazione. Europa e Stati Uniti: storia economica e politica (Mondadori). Ed è la storia della progressiva soggezione dell’Europa agli USA, di un’egemonia statunitense sul mondo costruita sulla progressiva perdita, da parte del nostro continente, delle occasioni per proporsi come cerniera tra Occidente statunitense e Oriente sovietico e cinese, di riaffermare la propria sovranità e il diritto a fondare sulla sua grande tradizione politica e culturale un futuro diverso da quello che oggi la vede prigioniera della crisi e di un’unità, quella della UE, illusoria e fallita. Oggi si ripropone forse però un’alternativa eurasianista che contrapponga il Behemoth macrocontinentale al Leviathan atlantista: è quanto si finisce col delineare partendo dall’attenta meditazione del prezioso numero 321 del “Diorama letterario” di Marco Tarchi, dedicato a Europa. La minaccia atlantica. Il pericolo da sventare, anzi il nemico da battere, è la Transatlantic Trade and Investment Partnership.

Il Kosovo e l’Ucraina: due pesi e due misure – I nostri media hanno, in significativa concordia, “oscurato” il discorso programmatico tenuto da Vladimir Putin durante un incontro del sodalizio russo Club Valdai tenutosi a Soci sul Mar Nero alla presenza anche di qualche europeo non-allineato, come il francese Dominique de Villepin. Putin ha rigorosamente elencato le responsabilità degli Stati Uniti: l’uso spregiudicato (ma anche fallimentare) dell’egemonia che la caduta dell’Unione Sovietica sembravano garantir loro sul mondo intero; l’impiego in direzione appunto egemonica della sua moneta; la politica d’intimidazioni, ricatti e intercettazioni; l’iniziale appoggio all’estremismo islamico quando esso sembrava coerente con le sue prospettive imperialistiche e le ripercussioni che ciò ha avuto sul mercato della droga; la continua mistificazione della ricerca di un “Male assoluto”, di un Nemico che giustifichi i suoi piani. Ma le élites dirigenziali europee, ribadendo la fedeltà al loro ruolo servile e subalterno, non ascoltano. Al vertice del G20, a Brisbane, Barack Obama ha ripetuto il mantra dell’illegittimità delle posizioni russe a proposito dell’Ucraina; Angela Merkel e David Cameron gli hanno fatto eco. Qualcuno dovrà spiegarci come mai a suo tempo l’Occidente dette immediatamente e senza discussioni ragione agli irredentisti albanesi del Kosovo, mentre gli irredentisti russi dell’Ucraina orientale hanno irrimediabilmente torto e la loro madrepatria deve lasciarli al loro destino. Leggi il resto di questo articolo »

Venticinque anni dalla caduta del muro di Berlino. Milano, sabato 15 novembre 2014, ore 12.30

 

L’Associazione Culturale Identità Europea

Vi segnala l’incontro

 

Lo scrittore romeno Bujor Nedelcovici all’evento dedicato al 25° anniversario

dalla caduta del Muro di Berlino: La vera testimonianza dei dissidenti dell’Est Europa

Nel periodo 13–16 novembre 2014 si terrà il Festival Internazionale di Letteratura “BOOKCITY Milano”, un festival letterario giovane, sempre più amato dal pubblico di tutte le età e che si è già guadagnato un notevole successo di stampa e critico. Poiché si svolge a Milano, la città che ospita alcune delle più importanti case editrici italiane, il festival mira a promuovere su larga scala uno dei simboli locali – il libro – e gli attanti strettamente coinvolti nel mondo dell’editoria: gli scrittori, gli editori, i traduttori, i critici letterari e, non per ultimo, i lettori. Durante i quattro giorni del festival, in diversi luoghi della città si svolgeranno centinaia di eventi letterari dedicati a tutte le età: incontri con scrittori, presentazioni di libri, conferenze, spettacoli, mostre, laboratori di lettura o creative writing.

All’edizione 2012 l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia ha sostenuto la partecipazione dello scrittore Vasile Ernu e all’edizione 2013, della scrittrice e poetessa Nora Iuga. Alla presente edizione del #BCM 2014 è stato invitato lo scrittore Bujor Nedelcovici che parteciperà a vari eventi. Leggi il resto di questo articolo »

“La Guerra Sconosciuta”. La resistenza armata dei lituani all’occupazione sovietica dal 1944 al 1953. Milano, Martedì 18 novembre, ore 19.00

 

 

L’Associazione Culturale Identità Europea

Vi invita al Convegno

“La Guerra Sconosciuta”.

La resistenza armata dei lituani all’occupazione sovietica dal 1944 al 1953
nel settantesimo dell’inizio dell’occupazione


Moderatore
Alessandro Vitale, Docente di Analisi della politica estera e di Relazioni Internazionali Università degli Studi di Milano

Relatori
Rokas Tracevskis, Storico, Ricercatore del Genocide and Resistant Research Center of Lithuania
Giulia Lami,  Ordinario di Storia dell’Europa Orientale Università degli Studi di Milano
Kotryna Vilkaitè, Associazione Comunità Lituana in Italia, nipote di un partigiano Lituano

Intervengono
Guido Levera, già console onorario di Lituania a Milano
Adolfo Morganti, consilio redazionale casa editrice “Il Cerchio”


Martedì 18 novembre 2014 alle ore19.00
nel Salone Radetzky del Circolo di Presidio, via Brera 15, Milano
R.S.V.P

Segreteria: tel. 02.76008863 (lun-ven 10.00-12.30) – Mobile: 340.4736177 (lun-dom 10.00-18.30)
e-mail: sez.milano@unuci.org

 

con il patrocinio di
Associazione Italiana Studi di Storia dell’Europa Centrale e Orientale
Italijos-Lietuviu Bendruomenè (Associazione Comunità Lituana in Italia)
Società Italiana di Storia Militare
Lietuvos Gyventoju Genocido ir Rezistencijos Tyrimo Centras – Vilnius – Lituania
Università degli Studi di Milano

La Passione durevole. Convegno in memoria di Costanzo Preve. Torino, giovedì 13 novembre 2014.

 

L’Associazione Culturale Identità Europea

Vi segnala l’incontro

 

10° anniversario della beatificazione dell’Imperatore Carlo I. Trieste, 7 Novembre 2014, ore 19.00

 

10° anniversario della beatificazione dell’Imperatore Carlo I

Imperatore d’Austria, Re apostolico d’ungheria ecc., signore di trieste

 

La Santa Messa solenne sarà presieduta da S.E. il Vescovo di Trieste

Arcivescovo msgr. Giampaolo Crepaldi

nella Basilica Cattedrale di Trieste

Venerdì 7 novembre 2014 alle ore 19.00

A nome della Casa d’Austria presenzierà Sua Altezza Imperiale

l’Arciduca d’Austria Georg von Habsburg Lothringen

La figura dell’Imperatore Carlo, beatificato da Papa Karol Wojtyla il 3 ottobre 2004, è universalmente riconosciuta come politicamente esemplare. Morì in esilio a soli 35 anni pronunciando queste parole: “Io devo ancora soffrire tanto affinchè i miei Popoli si ritrovino ancora tra loro uniti”.

ABBASSO HALLOWEEN! RIPRENDIAMOCI LA FESTA DI OGNISSANTI. di F. Cardini

Tra le vecchie consuetudini ormai in disuso delle nostre campagne e delle nostre città c’era quella secondo la quale nella sera del 10 novembre – ai vespri della festa di san Martino cavaliere, benefattore dei poveri (a uno infreddolito, com’è noto, donò metà mantello) quindi vescovo di Tours e patrono della gente franca – i bambini andavano in giro percotendo pentole e tegami e chiedendo con rumorosa, allegra cortesia un po’ di dolci in regalo. A Venezia i bravi pasticceri fanno ancora il “cavallo di san Martino” coperto di cotognata o di cioccolato.

Era una bella tradizione. In autunno, negli ultimi giorni ancora miti – “l’estate di san Martino”, appunto – ci si preparava a svernare, non senza un ricordo per i poveri. Al santo cavaliere di Tours, appunto in onore del celebre episodio che lo aveva visto donatore generoso, erano intitolati molti ospizi; a Firenze c’era l’oratorio di san Martino – a un passo dalla “Casa di Dante”, con splendidi affreschi quattrocenteschi – dove si somministrava la carità ai “poveri vergognosi”, quelli cioè che – per esser magari caduti in povertà da posizioni di rilievo e di dignità sociale – mancavano del coraggio necessario a stender la mano.

C’era e c’è ancora, dunque, un punto di contatto morfologico obiettivo tra la vigilia di san Martino e la festa di Halloween che, proveniente dall’America e ben sostenuta da cinema e media, ha ormai conquistato la nostra società: i ragazzini che chiedono dolci – o magari anche qualche soldo – in regalo, anche se quelli italiani non pronunziavano, in origine, l’allegro ricatto Trick or treat?, “Dolci o scherzi?”, significando che l’interlocutore avaro avrebbe ricevuto una lezione. Ora qualcuno ha imparato la giaculatoria britannica.

Com’è noto, sociologi e antropologi insegnano che quando ci si trova dinanzi a due riti o a due tradizioni che si somigliano, la valutazione comparativa va fatta tenendo presenti non solo la somiglianza morfologica, ma anche i rispettivi contesti e funzioni in cui riti e tradizioni appunto si collocano. E qui i conti non tornano più. Leggi il resto di questo articolo »

LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

Vladimir Vladimirovic Putin, presidente della Federazione russa, è attualmente il politico [...]

SANTA MARTA: “QUELLA PERSECUZIONE ‘EDUCATA’ TRAVESTITA DI MODERNITA' E PROGRESSO”.*

Nella Messa mattutina, il Papa afferma che “le persecuzioni sono pane quotidiano della Chiesa”[...]

SUL PARTITO CATTOLICO. di Francesco Mario Agnoli

Lo riferisce La Croce quotidiana.it., adesso c’è anche un programma, ispirato alla Dottrina soci[...]

LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

A botta calda e fumi ancora in aria. Mentre i canali radio bollono di analisi approssimative e di [...]

CULTURA E POLITICA NEL MONDO MUSULMANO DI OGGI. di Franco Cardini

Altro che “aureo libretto”, come si sarebbe detto una volta. Il libro che vi consiglio di legg[...]

 
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