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Archivio di agosto 2014

La guerre est en train d’arriver (War is coming). di P. Craig Roberts.

L’extraordinaire propagande conduite contre la Russie par les gouvernements états-unien et britannique et par les ministères de la propagande connus comme « médias occidentaux » va mener le monde à une guerre que personne ne  pourra gagner. Les gouvernements européens doivent se secouer de leur négligence, parce que l’Europe sera la première à être évaporée à cause des bases de missiles états-uniens qu’elle héberge pour garantir sa « sécurité ».

Comme rapporté par Tyler Durden de Zero Edge, la réponse russe à la sentence extra-judiciaire d’un tribunal hollandais corrompu, qui n’avait aucune juridiction sur le cas qu’il a arbitré, sentence qui ordonne au gouvernement russe de payer 50 milliards de dollars aux actionnaires de la Yukos (une société corrompue qui était en train de mettre à sac la Russie tout en fraudant le fisc), est très significative. Lorsque on lui a demandé comment la Russie se comportera concernant la sentence, un conseiller du président Poutine a répondu : « Il y a une guerre qui est en train d’arriver en Europe. Croyez-vous vraiment que cette sentence ait de l’importance ? ».

L’Occident s’est coalisé contre la Russie parce qu’il est totalement corrompu. La richesse des élites a été obtenue non seulement en razziant les pays les plus faibles dont les leaders peuvent être achetés (pour connaître comment fonctionne la mise à sac lisez « Confessions of an Economic Hit Man » de John Perkins), mais aussi en volant leurs propres citoyens. Les élites américaines excellent dans la mise à sac de leurs propres compatriotes et ont effacé la grande partie de la classe moyenne états-unienne du nouveau 21e siècle.

Au contraire, la Russie a émergé de la tyrannie et d’un gouvernement basé sur les mensonges, pendant que les USA et le Royaume Uni sont immergés dans une tyrannie masquée par les mensonges. Les élites occidentales voudraient dépouiller la Russie, un prix succulent, et Poutine leur barre le chemin. La solution est de se débarrasser de lui, comme en Ukraine ils se sont débarrassés du président Yanoukovitch.

Les élites prédatrices et les hégémonistes néo-conservateurs ont le même objectif : faire de la Russie un état vassal. Cet objectif unit les impérialistes financiers occidentaux avec les impérialistes politiques. Leggi il resto di questo articolo »

“RITORNO ALLA CONTEA”. IL RADUNO 2014. San Marino Città, 5-6 Settembre 2014.

 

L’Associazione Culturale Identità Europea e la Fondazione Paneuropea Sammarinese

vi invitano al

 

“RITORNO ALLA CONTEA”

Il Raduno 2014

60 anni di Signore degli Anelli

 

 

SAN MARINO CITTÀ (RSM), CINEMA TEATRO TURISTICO

5-6 SETTEMBRE

L’Ingresso al Raduno 2014 è libero e gratuito, previa Registrazione.


Il Programma

San Marino, Teatro Turismo, venerdì 5 settembre 2014.

Ore 15,00: Apertura della Segreteria e degli Stand presenti.

Ore 15,30: Cerimonia inaugurale de Il Raduno 2014. Insediamento del Toastmaster. Apertura delle Mostre.

Inizio dei Lavori. Tema generale della discussione: A 60 anni dalla pubblicazione de Il Signore degli Anelli (1° parte). Toastmaster, Alex Voglino. Leggi il resto di questo articolo »

La crisi dell’Europa unita dal Kosovo alla Scozia il ritorno alle identità regionali. Bosco di Museis – Cercivento (Ud), venerdì 22 Agosto – ore 20.20

L’Associazione Culturale Identità Europea vi segnala l’incontro

Venerdi 22 agosto, alle ore 20:30

BOSCO DI MUSEIS – CERCIVENTO (UD)

La crisi dell’Europa unita

dal Kosovo alla Scozia il ritorno alle identità regionali (Catalogna, Veneto, Sardegna, Friuli, ecc.)

 

INGRESSO LIBERO

ne parliamo con il

Prof. Avv. Guglielmo Cevolin (Università di Udine e Historia) e

dottor Giorgio Da Gai (Historia e Il Piave)

Introduce e modera l’iniziativa il Prof. Daniel Spizzo (Università di Trieste)

Liberi interventi del pubblico e degli amministratori locali e regionali

Per informazioni: 0433 778822, fax 0433 92330, info@boscodimuseis.it

 

Le istanze separatiste coinvolgono tutto il continente europeo. Europa dei popoli o Europa della finanza?
Cresce il malcontento tra le regioni europee che lamentano un eccessivo potere dell’economia a discapito delle istanze culturali ed ambientaliste delle comunità locali.
Nella nostra terra, la Carnia, l’Europa finanzia un enorme elettrodotto privato, speculativo, a danno – e quindi osteggiato – delle popolazioni del Friuli e della Carinzia. Perché questo accade? Quanto conta l’economia unita e quanto la gente?

Nessuna sovvenzione pubblica, tutto per volontariato, per condividere e promuovere i beni comuni che dobbiamo tutelare ad ogni costo, sia quelli ambientali (l’ecosistema, i fiumi, i laghi, l’acqua, la biodiversità, il paesaggio, il territorio, la terra fertile, i monti, il sottosuolo, il cibo, ecc.) che quelli relazionali (libertà, arte, tradizioni, proprietà collettive, la fiducia, l’accoglienza, la cultura, la gestione della cosa pubblica, la salute, ecc.).

 

Bauman: “Gaza è diventata un ghetto, Israele con l’apartheid non costruirà mai la pace”. di A. Guerrera*

L’amarezza dell’intellettuale polacco di origini ebraiche. Sfuggito all’Olocausto, non risparmia critiche ad Hamas e a Netanyahu: “Pensano alla vendetta, non alla coabitazione. Purtroppo sta accadendo ciò che era ampiamente previsto. La Shoah è la prova di quel che gli uomini sono capaci di fare ad altri esseri umani in nome dei loro interessi. Una lezione mai seriamente presa in considerazione”

Zygmunt Bauman: “CIÒ A cui stiamo assistendo oggi è uno spettacolo triste: i discendenti delle vittime dei ghetti nazisti cercano di trasformare la striscia di Gaza in un altro ghetto “. A dirlo non è un palestinese furioso, ma Zygmunt Bauman, uno dei massimi intellettuali contemporanei, di famiglia ebraica e sfuggito all’Olocausto ordito da Hitler grazie a una tempestiva fuga in Urss nel 1939.

Bauman ha 88 anni, suo padre era un granitico sionista e negli anni ha sviscerato come pochi l’aberrazione e le conseguenze della Shoah. Sinora il grande studioso polacco non si era voluto esprimere pubblicamente sulla recrudescenza dell’abissale conflitto israelo-palestinese. Ora però, dopo aver accennato alla questione qualche giorno fa al Futura Festival di Civitanova Marche in un incontro organizzato da Massimo Arcangeli, Bauman confessa la sua amarezza in quest’intervista a Repubblica.

 

Professor Bauman, lei è uno dei più grandi intellettuali contemporanei ed è di origini ebraiche. Qual è stata la sua reazione all’offensiva israeliana a Gaza, che sinora ha provocato quasi 2mila morti, molti dei quali civili?
“Che non rappresenta niente di nuovo. Sta succedendo ciò che era stato ampiamente previsto. Per molti anni israeliani e palestinesi hanno vissuto su un campo minato, in procinto di esplodere, anche se non sappiamo mai quando. Nel caso del conflitto israelo-palestinese è stata la pratica dell’apartheid  -  nei termini di separazione territoriale esacerbata dal rifiuto al dialogo, sostituito dalle armi  -  che ha sedimentato e attizzato questa situazione esplosiva. Come ha scritto lo studioso Göran Rosenberg sul quotidiano svedese Expressen l’8 luglio, prima dell’invasione di Gaza, Israele pratica l’apartheid ricorrendo a “due sistemi giudiziari palesemente differenti: uno per i coloni israeliani illegali e un altro per i palestinesi ‘fuorilegge’. Del resto, quando l’esercito israeliano ha creduto di aver identificato alcuni sospetti palestinesi (nella caccia ai responsabili dell’omicidio dei tre adolescenti israeliani rapiti in Cisgiordania il giugno scorso, ndr), ha messo a ferro e fuoco le case dei loro genitori. Invece, quando i sospettati erano ebrei (per il susseguente caso del ragazzino palestinese arso vivo, ndr) non è successo nulla di tutto questo. Questa è apartheid: una giustizia che cambia in base alle persone. Per non parlare dei territori e delle strade riservate solo a pochi”. E io aggiungo: i governanti israeliani insistono, giustamente, sul diritto del proprio paese di vivere in sicurezza. Ma il loro tragico errore risiede nel fatto che concedono quel diritto solo a una parte della popolazione del territorio che controllano, negandolo agli altri”. Leggi il resto di questo articolo »

Papa Francesco. Rivoluzionario o conservatore?. Bosco di Museis, Cercivento (Ud) – 8 Agosto, ore 20.30

 

BOSCO DI MUSEIS – Cercivento, Udine

Venerdi 8 agosto, alle ore 20:30

Papa Francesco

Rivoluzionario o conservatore?

 

ne parliamo con:

Don Pierluigi Di Piazza, Centro Balducci

Padre Fabio Scarsato, Direttore del Messaggero di S. Antonio

Intermezzi musicali al pianoforte con il maestro Daniel Prochazka

Precede celebrazione eucaristica alle ore 19:45 nella cappella di Museis dedicata al Prezioso Sangue di N.S. a cura di don Pierluigi e don Fabio

Incontrarsi a Museis non vuol dire solo partecipare ad un evento culturale o artistico; è molto di più. Significa condividere un progetto che fonda le sue radici su solidarietà, conoscenza, spiritualità. Non incontrerete solo l’argomento della serata, ma una fucina di idee e persone che credono nei veri valori e intendono promuoverli nonostante siano fuori moda. Persone che vogliono fare rete con la parte sana di questa società decadente.

Ingresso libero. Da quest’anno in sala coperta e riscaldata. Gli eventi si svolgeranno con ogni tempo. Vi saremo grati se diffonderete presso amici e conoscenti. Tutti gli appuntamenti di questa e delle precedenti estati di Cervelli in movimento sono nel sito www.boscodimuseis.it/ eventiPer informazioni:            0433 778822      , fax 0433 92330, info@boscodimuseis.itSe siete finiti per sbaglio in questa mailing list o non siamo ancora riusciti a togliervi, vi prego di aver pazienza e cliccate sempre qui e scusateci per il disturbo:Cancella

 

Mosul: il frutto avvelenato dell’”esportazione della democrazia”. di F.M. Agnoli

Dopo il califfato islamico (sunnita) istituito da un gruppo salafita-jihadista nel territorio occupato fra Siria e Iraq (ribattezzato Stato Islamico dell’Iraq e del Levante -ISIL-) altri jihadisti, (non è chiaro se concorrenti o della stessa osservanza) hanno costituito un “emirato islamico” nella città libica di Bengasi, dalla quale hanno cacciato le truppe del generale in pensione Khalifa Haftar, considerato “laico” e più o meno filo-occidentale.

Il califfato ha evidenti aspirazioni di dominio e di rappresentanza dell’intero mondo islamico, com’è, appunto, tradizione, dei califfi. L’emirato dovrebbe avere (stando al nome, ma non è detto) ambizioni più localistiche. In ogni caso entrambi puntano a stabilire la sharia nei territori conquistati e in quellli che si propongono di conquistare.

Nel caos, mentre continua in Siria la guerra civile, sanguinoso retaggio delle cosiddette primavere arabe salutate con tanto entusiasmo dai leader occidentali (forse il presidente Napolitano si sarà pentito di avere tentato un azzardato paragone con il Risorgimento italiano), l’unica  certezza è che quanto sta accadendo è stato reso possibile dall’Occidente, in particolare da Stati Uniti, Francia e Inghilterra, dalla loro folle pretesa di esportare la democrazia con la forza delle armi (in realtà è probabile che questo fosse solo un pretesto e che si mirasse a tutt’altro, come il petrolio, ma quale che fosse il risultato cui si puntava non è stato raggiunto, a meno che non si trattasse, appunto – non lo si può del tutto escludere – del caos).

Di conseguenza, quale che sia l’ipotesi esatta (sprovvedutezza o prava volontà di pescare nel torbido) è all’Occidente che va attribuita la responsabilità se oggi a Mosul, la seconda città dell’Iraq, conquistata dai salafiti del califfato  il 10 luglio (e tendenzialmente in tutto l’ISIL), non vi è più, dai primi tempi della Chiesa, un solo cristiano. Difatti ai cristiani il califfo Abu Bakr al-Baghdadi  il 18 luglio ha generosamente offerto una triplice scelta: 1) immediata conversione all’Islam, 2) pagamento della imposta di “capitazione” o”protezione” (“jizya” o “dhimma”), in cambio del permesso di vivere da non musulmani in territorio islamico, 3) abbandono della città, lasciando ai  veri credenti la propria casa e i propri beni. In mancanza la morte a fil di spada.

L’agenzia vaticana Zenit del 1° agosto riferisce che oltre 15.000 cristiani hanno scelto di lasciare Mosul e che 25 persone rimaste indietro perché inabili o gravemente malate e ricoverate in ospedale sono state,come promesso, uccise. L’Agenzia di stampa conclude la notizia con l’auspicio che gli Stati che appoggiano il terrorismo e  l’ISIL “riacquistino una coscienza e smettano di sostenere queste milizie”. Senza crederlo, si può sperarlo, ma il primo tenuto a rimediare dovrebbe essere, in quanto primo colpevole, l’Occidente, che non può cavarsela  solo battendosi il petto e recitando il “mea culpa”(in realtà per il momento non ha fatto nemmeno questo).

 

Francesco Mario Agnoli

 

Gaza. La realtà, la propaganda. di F.M. Agnoli

Non è una partita di calcio. Non si tratta di fare il tifo per Israele o per Hamas. Si tratta invece della mattanza di civili innocenti, fra questi un altissimo numero di donne e di bambini, cagionati dalle bombe che Israele fa piovere sui palestinesi dal cielo, dalla terra e dal mare. Bombe che non pretendono nemmeno più di essere intelligenti (quanto meno si può dire: bando alle ipocrisie umanitarie) e centrano indiscriminatamente case di civile abitazione, ospedali, ambulanze e scuole, comprese quelle gestite direttamente dall’ONU.

Per questo, non perché tifano per Hamas, Papa Francesco e Ban Ki-Moon hanno chiesto l’immediata sospensione dei bombardamenti. L’Italia e l’ Unione europea si associano a parole, ma non hanno nemmeno il coraggio di dare un segnale concreto, per quanto modesto, richiamando i propri ambasciatori in Israele, come invece ha fatto il Brasile. Di sanzioni economiche o di qualche provvedimento a carico dei collaboratori più stretti di Netanyhau nemmeno a parlarne.

Si obietterà che in politica estera la prudenza non è mai troppa e che le sanzioni a carico di Israele e dei suoi generali potrebbero passare per una presa di posizione a favore di Hamas. Potrebbe anche essere giusto se non fosse che nell’affare del Boeing malese abbattuto in Ucraina ci si è comportati all’opposto. Gli europei, uniti e compatti come un sol uomo agli ordini di Obama, non hanno avuto esitazioni e hanno votato sanzioni a carico della Russia e di molti dei principali collaboratori di Putin nonostante non si sappia ancora nulla di certo sulle responsabilità dell’abbattimento, che potrebbe essere benissimo dei militari di Kiev (secondo molti osservatori indipendenti è l’ipotesi più verosimile – e comunque, dopo tutte le ormai conclamate menzogne e le mai trovate “pistole fumanti” degli ultimi decenni, la credibilità degli USA dovrebbe stare a zero). Leggi il resto di questo articolo »

DOVE VA IL MONDO? Sabato 2 agosto, ore 17.00 – Pro Loco Ville di Fano, Montereale (AQ)

 

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE IDENTITÀ EUROPEA VI INVITA ALLA SECONDA EDIZIONE DELL’INCONTRO

 

DOVE VA IL MONDO?

 

SABATO 2 AGOSTO – ORE 17.00

PRO LOCO DI VILLE DI FANO – MONTEREALE (AQ)

INTERVENTI

DOTT. GIACOMO GUARINI, MEDIORIENTE: L’ISIS, IL GENOCIDIO DEI CRISTIANI E ALTRI RACCONTI

DOTT. DARIO CITATI: LA “SANTA RUSSIA” E I SUOI NEMICI

 

Le ragioni di un omicidio. La morte dell’arciduca Francesco Ferdinando e lo scoppio della Grande Guerra. di N. Dal Grande

Correva l’anno 1917 quando, il 1 Agosto, il beato pontefice Benedetto XV (1854-1922) scriveva la celeberrima lettera alle potenze mondiali, domandando inutilmente di stoppare l’”inutile strage” che insanguinava i campi di battaglia da ormai tre anni e che rischiava di condurre “[…] l’Europa, così gloriosa e fiorente […] incontro ad un vero e proprio suicidio […]”. La Grande Guerra, tra i più drammatici eventi della storia dell’umanità, rappresentò veramente il suicidio dell’Europa; prima fase di quella che Ernst Nolte avrebbe definito la Guerra dei Trent’anni del ventesimo secolo (1914-1945), avrebbe modificato definitivamente gli equilibri, gli assetti e la storia non soltanto del vecchio continente, ma del mondo intero.

Sono trascorsi cento anni da quel lontano 28 luglio 1914, quando l’Impero austro-ungarico dichiarò guerra al Regno di Serbia, dando inizio al vortice di distruzione e morte che fu il primo conflitto mondiale.

È risaputo che la scintilla decisiva che fece scattare il meccanismo delle alleanze belliche e il conseguente conflitto, fu l’omicidio dell’Arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este (1863-1914) per mano di Gravilo Princip (1894-1918), terrorista serbo appartenente all’organizzazione politica Giovane Bosnia, che mirava a unire la regione – annessa de facto alla diarchia degli Asburgo dal 1908 – alla Serbia. L’attentato di Sarajevo, del 28 giugno 1914, portò l’Austria-Ungheria a imporre un inaccettabile ultimatum alla Serbia che, una volta respinto, portò alla dichiarazione di guerra viennese, all’immediato schierarsi al fianco serbo dei russi, della Germania al fianco dell’alleato imperiale e infine di Francia e Gran Bretagna con l’alleato russo. In meno di un mese ne fu coinvolto il Regno del Belgio e nell’arco di un anno sarebbero intervenuti l’Impero ottomano,  il Regno di Bulgaria, l’Italia di Vittorio Emanuele III (1869-1947), l’Impero del Giappone e, col tempo, sarebbero scesi in campo la Grecia, la Romania, gli Stati Uniti e altri ancora. Alla fine si sarebbero contati, tra civili e soldati, più di diciassette milioni di morti; crollarono tre plurisecolari Imperi; nacquero nuovi Stati, altri furono negati. L’Europa non sarebbe più stata la stessa.

Tutto ebbe inizio a Sarajevo o, meglio, in Bosnia si completò quel percorso che dalla seconda metà dell’Ottocento, dal sorgere delle rivalità economiche e produttive delle grandi potenze europee, in gara nello spartirsi il mondo; si siglarono alleanze, altre furono rotte, si combatterono brevi ma cruenti conflitti in Africa, Asia, nel Mediterraneo e nei Balcani, la polveriera d’Europa, dove tutto si sarebbe compiuto. Alcuni colpi di pistola cambiarono dunque la storia. Ma chi fu Francesco Ferdinando, l’uomo che cadde nell’agguato del Giugno di cento anni e per quale ragione un giovane serbo gli prese la vita, scatenando l’infernale conflitto? Leggi il resto di questo articolo »

LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

Vladimir Vladimirovic Putin, presidente della Federazione russa, è attualmente il politico [...]

SANTA MARTA: “QUELLA PERSECUZIONE ‘EDUCATA’ TRAVESTITA DI MODERNITA' E PROGRESSO”.*

Nella Messa mattutina, il Papa afferma che “le persecuzioni sono pane quotidiano della Chiesa”[...]

SUL PARTITO CATTOLICO. di Francesco Mario Agnoli

Lo riferisce La Croce quotidiana.it., adesso c’è anche un programma, ispirato alla Dottrina soci[...]

LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

A botta calda e fumi ancora in aria. Mentre i canali radio bollono di analisi approssimative e di [...]

CULTURA E POLITICA NEL MONDO MUSULMANO DI OGGI. di Franco Cardini

Altro che “aureo libretto”, come si sarebbe detto una volta. Il libro che vi consiglio di legg[...]

 
agosto: 2014
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