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Archive del 30 luglio 2014

Gaza: mail di un eroe norvegese. Scritto del dott. M. Gilbert

Una email da un eroe norvegese, Mads Gilbert, un dottore che continua il suo lavoro a Gaza.

Carissimi amici,

La scorsa notte è stata terribile. La “grande invasione” di Gaza ha avuto il risultato di veicoli carichi di mutilati, di persone fatte a pezzi, sanguinanti, morenti – di palestinesi feriti, di tutte le età, tutti civili, tutti innocenti.

Gli eroi nelle ambulanze di tutti gli ospedali di Gaza lavorano a turni di 12-24 ore, grigi dalla fatica e dai carichi di lavoro disumani (tutti senza salario all’ospedale Shifa negli ultimi 4 mesi), si prendono cura delle priorità, tentano di capire il caos incomprensibile dei corpi, degli arti, delle persone umane che camminano o che non camminano, che respirano o che non respirano, che sanguinano  che non sanguinano. UMANI!

Ora, ancora una volta, trattati come animali “dall’esercito più morale del mondo” (sic!).

Il mio rispetto per i feriti è illimitato, per la loro determinazione contenuta in mezzo al dolore, all’agonia e allo shock; la mia ammirazione per lo staff e per i volontari è illimitata, la mia vicinanza al “sumud” palestinese mi da forza, anche se ogni tanto desidero solo urlare, tenere qualcuno stretto, piangere, sentire l’odore della pelle e dei capelli del bambino caldo, coperto di sangue, proteggere noi stessi in un abbraccio senza fine – ma noi non possiamo permettercelo, né lo possono loro.

Facce grige e cineree – Oh NO! Non un altro carico di decine di mutilati e di persone sanguinanti, noi abbiamo ancora laghi di sangue sul pavimento nel reparto di emergenzaq (ER), pile di bende gocciolanti, che grondano sangue da pulire – oh – gli addetti alle pulizie, ovunque, allontanano velocemente il sangue e i tessuti scartati, capellli, vestiti, cannule – i resti della morte – tutto portato via… per essere preparato di nuovo, per essere tutto ripetuto di nuovo. Più di 100 casi sono arrivati a Shifa nelle ultime 24 ore. Leggi il resto di questo articolo »

Germania, Grecia, UE: dove abbiamo sbagliato. di L. Becchetti*

Solo quando la giustizia è accompagnata dalla fraternità può guarire una relazione gravemente ferita tra stati o persone. Purtroppo viviamo di nuovo in un’epoca i cui statisti mediocri figli di una cultura mediocre sono capaci di cogliere solo le due prime dimensioni (libertà e giustizia) e hanno totalmente smarrito la bussola della terza dimensione (fraternità). Dopo la prima guerra mondiale la risposta alle responsabilità tedesche è stata solo “giustizia”. L’onere pesantissimo del debito, aspramente criticato da Keynes, ha prodotto ostilità tra i paesi e ha condotto al nazismo. Dopo la seconda guerra mondiale nonostante le maggiori responsabilità di italiani e tedeschi la risposta è stata giustizia (il tribunale per i delitti di guerra) più fraternità. E’ arrivato il dono del piano Marshall. E ha prodotto relazioni di pace durature tra i vincitori e gli sconfitti. La combinazione di fraternità e giustizia è stata fondamentale in Sud Africa per lenire le ferite dell’appartheid attraverso l’idea geniale della commissione per la riconciliazione e verità. Anche in questo caso i risultati sono stati eccezionali se si pensa ai rapporti prima e dopo. L’Europa e la Germania di oggi hanno dimenticato la lezione. E hanno imposto alla Grecia per il “torto” della scarsa disciplina di bilancio un peso impossibile da sopportare. In questo caso giustizia e mancanza di fraternità si sono combinate con l’ignoranza di una ricetta sbagliata. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il debito greco è passato dal 2009 ad oggi dal 140 al 177.2% nonostante due fallimenti parziali che hanno lasciato a bocca asciutta i creditori. Il PIL del paese si è ridotto di un quarto. La miopia di questa strategia ha prodotto neonazismo (Alba Dorata) euroscetticismo ed una ferita profonda tra i popoli europei.
La situazione ad oggi non è affatto risolta. L’incapacità della BCE di combattere la deflazione ha sparso altro sale sulla ferita. Con un’inflazione che viaggia a -1.35%, un disavanzo primario attorno all’1% e il rapporto debito/PIL di cui abbiamo parlato un prezzo del servizio del debito calmierato al 3% non basta e l’inerzia è quella di una crescita del rapporto debito/PIl di altri 5 punti. Per invertire la rotta (diminuzione media di un punto all’anno) in queste condizioni ci vorrebbero un pareggio di bilancio e una crescita del 5% assolutamente fuori portata al momento. Se la BCE riuscisse nel miracolo di portare l’inflazione al suo obiettivo statutario del 2% alla Grecia basterebbe invece il pareggio di bilancio e la crescita dell’1 percento per tenere il debito stabile. Leggi il resto di questo articolo »

LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

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SANTA MARTA: “QUELLA PERSECUZIONE ‘EDUCATA’ TRAVESTITA DI MODERNITA' E PROGRESSO”.*

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