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Archive del 8 luglio 2014

San Bernardino da Siena. Predicazione e realizzazioni socio-economiche. Ville di Fano (Aq), 11 luglio 2014.

 

L’Associazione Culturale Identità Europea vi invita all’incontro

SAN BERNARDINO DA SIENA

Predicazione e realizzazioni socio-economiche

A cura di Padre Quirino Salomone

Venerdì 11 luglio 2014 – ore 21,30

Ville di Fano (Aq), Sr 471, presso Pro Loco

 

Libri d’Estate a Riccione – Momenti di divertimento, cultura e storia per tutti e per ciascuno. Riccione, Luglio 2014

 

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE IDENTITÀ EUROPEA VI INVITA ALLA

RASSEGNA DI PRESENTAZIONI

LIBRI D’ESTATE A RICCIONE

Momenti di divertimento, cultura e storia per tutti e per ciascuno

 

GRAND HOTEL, VIA GRAMSCI 25 – RICCIONE (RN)

INGRESSO LIBERO

PROGRAMMA Leggi il resto di questo articolo »

La Terra Santa e lo spettro di una terza Intifada. di F. Romeo*

A poche settimane dalla visita di Papa Francesco, la Terra Santa è piombata in una nuova terribile spirale di violenza. La tensione è molto alta e non sono pochi gli analisti che già prefigurano lo scoppio della terza intifada. La situazione è precipitata a seguito del rapimento dei tre ragazzi israeliani Naftali Frenkel, Gilad Shaar e Eyal Yifrach, studenti di una yeshivà, scuola di studi biblici e talmudici, consumato all’interno dell’area C (controllata interamente da Israele) mentre facevano l’autostop.

Stando a quanto emerso dalle indagini condotte dalla polizia a seguito del ritrovamento dei corpi avvenuto il 30 giugno scorso in un terreno abbandonato tra Beit Khalil e Halhul, il rapimento sarebbe stato eseguito da un commando che li avrebbe uccisi subito dopo.

Nonostante le autorità di Tel Aviv abbiano individuato in Hamas il responsabile dell’azione, il movimento si è dichiarato completamente estraneo all’accaduto, circostanza questa non trascurabile se si tiene conto del fatto che l’organizzazione non ha mai smentito atti di violenza imputati dagli israeliani.

L’episodio ha immediatamente scatenato la massiccia reazione delle autorità israeliane nei confronti della popolazione palestinese portando all’arresto di ben 700 persone oltre ai continui raid aerei che, ormai con costanza, colpiscono i territori palestinesi provocando numerose vittime tra la popolazione civile. All’offensiva israeliana fa eco la controffensiva del lancio di razzi palestinesi.

All’accaduto ha inoltre fatto seguito il rapimento di Mohammad Abu Khdeir, il sedicenne palestinese rapito a Gerusalemme, il cui corpo è stato trovato carbonizzato dalla polizia qualche giorno fa in un bosco della Città Santa.

Tali eventi non sono altro che il frutto di una situazione generata dalla continua e inarrestabile crescita delle colonie israeliane nei territori di Palestina e che, alla luce anche degli ultimi eventi, tende ad essere sempre più pericolosa ed esplosiva. Una terribile spirale di violenza che, ormai da anni, viene quotidianamente alimentata dai piccoli episodi di vandalismo  consistenti in attacchi contro le proprietà, roghi di macchine, gomme squarciate, ulivi incendiati e minacce alle persone, consumati nei villaggi palestinesi da parte dei coloni. Di questi price tag attack l’ONU, attraverso il suo ufficio di Gerusalemme, ne ha infatti registrati nel solo anno 2013 ben 339. Leggi il resto di questo articolo »

Sul fronte dell’ONU: sì alla protezione della famiglia. di G. Rusconi*

Per una volta ecco una notizia di per sé sorprendente e positiva che giunge dall’ONU. Riunito a Ginevra per la sua ventiseiesima sessione, il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato il 25 giugno con 26 sì, 14 no e 6 astensioni una risoluzione per la “Protezione della famiglia” anche in relazione al ventesimo anniversario dell’Anno internazionale della stessa.

Nel documento si riafferma che “la famiglia è l’elemento naturale e fondamentale della società e che essa ha diritto alla protezione della società e dello Stato”, decidendo di organizzare una tavola rotonda sull’argomento nella prossima sessione. Il Consiglio dei diritti umani dell’ONU, istituito nel 2006, comprende 47 membri, eletti con voto segreto dall’Assemblea generale: 13 di Stati dell’Africa, 13 dell’Asia, 8 dell’America latina e Caraibi, 6 dell’Europa orientale, 7 dell’Europa occidentale e altri Stati. L’Italia, in Consiglio per il triennio 2011-14, è rappresentata dall’ambasciatore Maurizio Enrico Serra.

L’approvazione della risoluzione, presentata da 28 Stati membri dell’Assemblea generale dell’Onu, è stata travagliata. E’ da diversi mesi che si cercava da varie parti di ‘ammorbidirne’ il testo con l’intenzione di includervi la citazione di tipi di unione diversi da quello della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna e tesa alla procreazione dei figli. Tentativi ‘aperturisti’ falliti, compreso l’ultimo, espresso nell’emendamento illustrato in sede di discussione plenaria dall’Uruguay. Respinto l’emendamento, non restava che il voto finale. Anche lì, però, è andata buca a gran dispetto della nota lobby.

Dopo che l’Egitto aveva illustrato i contenuti della risoluzione (vedi sotto per i dettagli), sono intervenuti altri due Stati co-autori del testo: come constatiamo dal testo in francese sul sito delle Nazioni Unite, la Sierra Leone ha evidenziato che “la famiglia è importante per promuovere un ordine sociale giusto”, mentre che per la Costa d’Avorio “una delle priorità del governo ivoriano è stata quella di ricostruire l’unità delle famiglie”, sconvolta dalla nota e grave crisi. Respinto l’emendamento pro-altri tipi di unione illustrato dall’Uruguay, che la Russia considerava pericoloso per l’equilibrio del testo originario, la Gran Bretagna è intervenuta per ammonire che il Consiglio “non avrebbe dovuto prestare ascolto agli argomenti di coloro che vogliono imporre un modello unico di famiglia”. Sulla linea della Gran Bretagna anche gli Stati Uniti, la Germania (in particolare perché nel testo non si parla di violazioni dei diritti dell’uomo commessi dentro la famiglia), la Francia, il Brasile, il Cile, l’Irlanda, l’Austria (in nome dell’Unione europea), l’Argentina. In difesa della risoluzione hanno preso la parola India, Vietnam (“Buone famiglie fanno una buona società”), Algeria (“La risoluzione esprime un messaggio e una presa di coscienza sul ruolo della cellula familiare e costituisce una ‘prima’ in seno al Consiglio”), l’Arabia Saudita. Leggi il resto di questo articolo »

Non c’è più la buona deflazione di una volta, signora mia!*

La deflazione fa male? Se lo chiede un articolo di  Michele Boldrin, Giovanni Federico e Giulio Zanella pubblicato su NoisefromAmerika. Secondo i tre economisti non si può giungere a questa conclusione, e quindi gli allarmi delle banche centrali sarebbero eccessivi, perché non vi sarebbero evidenze empiriche né una solida teoria alle spalle. Ma le cose stanno davvero così?

Le presunte evidenze empiriche

Boldrin, Federico e Zanella, per dimostrare che la deflazione non è generalmente associata alla contrazione dell’attività economica, riportano alcuni grafici nei quali sono plottati gli indici dei prezzi all’ingrosso e il PIL di alcuni paesi avanzati tra il 1850 e il 1900. Un’epoca in cui l’econometria neppure esisteva e le cui serie sono state ricostruite a posteriori, a partire dagli anni ’60, sulla base di notizie frammentarie circa la produzione del grano o l’estensione delle ferrovie.

 

 

fonte: noisefromamerika.org

Possiamo fidarci di questa ricostruzione? Ben poco. Il periodo che va dal 1873 al 1879 viene chiamato “Lunga Depressione” (non lunga espansione!) e durò, secondo i dati del National Bureau of Economic Research, ben 65 mesi (per fare un confronto, la “Grande Depressione” iniziata nel 1929 ne durò “solo” 43). Essa originò dal panico finanziario del 1873, partito da Vienna e poi contagiato in tutto il mondo industrializzato — tanto per ricordarci che la finanziarizzazione e la globalizzazione dell’economia non sono un’invenzione recente. Nel 1893 un secondo panico finanziario riportò l’economia in recessione. Leggi il resto di questo articolo »

LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

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SANTA MARTA: “QUELLA PERSECUZIONE ‘EDUCATA’ TRAVESTITA DI MODERNITA' E PROGRESSO”.*

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LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

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Altro che “aureo libretto”, come si sarebbe detto una volta. Il libro che vi consiglio di legg[...]

 
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