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Archivio di aprile 2014

Solo l’aumento della spesa pubblica può rimettere in moto la domanda. È quello che hanno fatto Usa e Cina ed è quello che l’Europa ostinatamente si rifiuta di fare, autocondannandosi al declino. di A. Terzi

 

Sembra che nel dichiarare guerra alla disoccupazione il governo italiano abbia finalmente preso atto di una semplice verità: i posti di lavoro sono scomparsi perché il fatturato delle imprese è crollato – e senza domanda, non c’è lavoro. Da qui nasce il provvedimento che riduce il prelievo fiscale sui lavoratori dipendenti per dare una mano alla ripresa dei consumi. Renzi avrebbe preferito poterlo fare senza vincoli sul rapporto deficit/Pil, ma dovrà rassegnarsi a farlo tagliando contestualmente la spesa pubblica. Dovrà insomma trovare risparmi di spesa sufficienti a finanziare la perdita stimata del gettito. Come ha ribadito il ministro Padoan, “tagli permanenti di tasse saranno finanziati da tagli permanenti di spesa”.

Non serve la sfera di cristallo per prevedere gli effetti strettamente legati a questa manovra. Molto semplicemente, qualcuno in Italia starà meglio e qualcun altro starà peggio. La riduzione della spesa (buona o cattiva che sia) comprime immediatamente redditi e risparmi del settore privato. D’altro canto, la riduzione dell’Irpef lascerà nelle tasche di qualcun altro più reddito e più risparmio. Crescerà la domanda interna? Poco o nulla. E anzi calerà, se una fetta di quel reddito redistribuito ai lavoratori dipendenti non dovesse essere spesa.

Sarebbe più efficace questa manovra se Renzi potesse sforare i limiti imposti dalle regole comuni sul disavanzo? Sì, ma solo marginalmente. Perché se i risparmi creati dalla riduzione fiscale saranno spesi in merci tedesche, crescerà il Pil della Germania e l’Italia si ritroverà presto col rapporto deficit/Pil di nuovo in allarme rosso.

Insomma, a parte i comprensibili obiettivi elettorali, l’impostazione del governo italiano sembra ancora legata a una visione del problema della disoccupazione che non va oltre il proprio orticello. E in questo Renzi in Europa è in buona compagnia. L’auspicio rimane quello che i leader europei (Renzi compreso) si muniscano di una lente con una focale diversa, in grado di abbracciare la questione complessiva dell’Eurozona (e dell’Unione Europea).

 

 

Quanti pregiudizi contro le crociate. di F. Cardini (tratto da “Panorama”, 16 Aprile 2014)

La condanna di Papa Francesco delle guerre di religione è un monito morale, non un giudizio storico. Ma sul Medioevo circolano ancora troppe falsità.

Secondo una recente notizia, Papa France­sco, parlando ad alcuni gruppi di giovani, avrebbe « condannato le crociate », per le quali già Giovanni Paolo II aveva addirittura « chiesto scusa ». In realtà, il Santo Padre è tornato semplicemente a insistere sul suo tema prediletto: la testimonianza nell’umiltà e nella comprensione, l’inopportunità di affermazioni trionfalistiche della fede a loro volta, in ultima ana­lisi, atto di violenza simile a quello di chi avrebbe in passato voluto imporla con la forza.

Ma ciò equivale a una sconfessione, se non a una condanna, delle crociate storiche? Il Pontefice parla da padre, da pastore, non da professore: non fa lezioni di storia. Quel che gli interessa è la sua « rivoluzione cattolica », l’affermazione del bisogno di una testimonianza cristiana umile e mite nel mondo d’oggi. Egli pensa al presente: e in funzione di esso invoca lo spirito di mitezza e di amicizia che spinse già Francesco d ‘Assisi nel 1219-20, appunto durante una crociata, a incontrarsi con il sultano d’Egitto per mostrargli, al di là dello scontro armato, quale po­tesse essere l’autentico volto pacifico del Cristianesimo.

Tutto ciò non comporta un giudizio di condanna delle crociate « storiche »: le quali furono comunque obiettiva­mente molto diverse da come oggi vengono presentate nel diffuso giudizio comune e in una certa pubblicistica divulgativa.

Dopo il VII secolo, cristiani e musulmani si erano in effetti spesso scontrati nel Mediterraneo; ma verso l’XI secolo l’espansione islamica si era andata esau­rendo mentre, viceversa, l’Europa era entrata in una nuova fase d’incremento demografico, di rigoglioso sviluppo economico e commerciale, di espansione militare verso la Sicilia, la Spagna, l’Africa settentrio­nale musulmane.

Nel 1095, durante un concilio a Clermont, in Alvernia, Papa Urbano II invitò gli esponenti del turbolento ceto feudocavalleresco, che tormentavano l’Europa con le loro guerre private e con le loro raz­zie, a lasciare il continente per recarsi semmai come mercenari nell’impero bizantino (che era intento a respingere l’invasione dei turchi provenienti dall’Asia centrale e islamizzati di fresco). Quei nobili signori sapevano fare solo la guerra: andassero a farla altro­ve. L’Europa occidentale aveva infatti bisogno di pace interna per svilupparsi. Leggi il resto di questo articolo »

“The European citizens’ initiative One of Us”. Bruxelles, 15 aprile 2014.

 

 

 

Dear Colleagues,
Hereby I would like to invite you to the next meeting of the Paneuropean Working Group of the
EPP-group, which will take place in Brussels on
Wednesday, 15 April 2014, at 4.30 p.m. in room LOW S.1-5
We are pleased to welcome
Gregor PUPPINCK
President of the European citizens’ initiative ‘One of Us’
“The European citizens’ initiative One of Us”

 

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Il capitalismo distrutto dalla finanza. di F. Pezzani (tratto da Panorama del 9 aprole 2014)

L’attuale modello egemone legato alla speculazione può generare soltanto nuova povertà. L’unico rimedio, anche per l’Italia, è tornare all’economia reale. Prima che sia troppo tardi.

Un Armageddon socioculturale: è lo scontro in corso tra finanza e società. Letteralmente, Armageddon è il luogo del conflitto finale fra bene e male, spesso evocato nella storia a fronte di guerre epocali. Oggi la storia ci mette di fronte a un contesto del genere. Il modello culturale che ha caratterizzato gli ultimi trent’anni, con una finanza egemone, genera ormai soltanto problemi crescenti. La disuguaglianza, la povertà, il degrado morale, la conflittualità, l’indi­vidualismo e un livello di esasperazione sociale che sta pericolosamente salendo anche nel nostro Paese sono i frutti velenosi dell’albero di questo modello culturale. « Guardatevi dai falsi profeti, li riconosce­rete dai loro frutti » si legge nel Vangelo. Ebbene, i dati sulla disuguaglianza e le conseguenze sulla tenuta delle società sono la drammatica rappresentazione di questi frutti.

Le ottantacinque persone più ricche al mondo detengono un patrimonio pari a quello di 3,5 miliardi di perso­ne, ovvero la metà della popolazione del pianeta. Nei paesi di cultura anglosassone, considerati i più rappresenta­tivi della democrazia, le disu­guaglianze hanno spaccato la società. Negli Usa il reddito dell’1% è equivalente al 40% del reddito nazionale e il trend sta crescendo: un americano su sei ha bisogno di un buono pasto, la povertà è tornata ai livelli del 1963.

Del resto, la crescita del Pil ha un’utilità negativa perché a parità di tassazione aumentano le disugua­glianze dando risorse superflue ai ricchi, sottraendole alla classe media che tiene in piedi il sistema. Nella Silicon Valley, punta di diamante degli Stati Uniti, si trova « The Jungle », il più grande accampamento dei senzatetto del paese. In questi giorni Barack Obama è stato a Roma per confrontarsi con Papa Francesco che si è fatto testimone della lotta alla povertà e alla disuguaglianza. Un incontro epocale il cui scopo doveva essere quello di stimolare anche negli Stati Uniti politiche di sostegno ai ceti meno abbienti. Leggi il resto di questo articolo »

Sulle elezioni europee. di F.M. Agnoli

Durante la sua visita a Londra Matteo Renzi ha detto che non ci vuole più Europa, ma un’Europa migliore. Probabilmente ha voluto compiacere il suo ospite, l’euroscettico Cameron, ma la sua affermazione è pienamente condivisibile, specialmente se s’intende (e non può essere altrimenti) che per diventare migliore l’Europa deve diventare diversa. Renzi fa mostra di credere che il cambiamento possa essere raggiunto per effetto della spinta verso una politica di ripresa e sviluppo che l’Italia saprà imprimere all’Ue durante il prossimo semestre di sua presidenza. Difficile che lo creda davvero, che sia tanto sprovveduto da illudersi che la Germania e gli altri paesi fautori dell’attuale politica del rigore acconsentiranno a un così radicale mutamento in omaggio a un semestre di presidenza che in realtà non attribuisce particolari poteri decisionali al paese cui è affidato il suo esercizio. Sprovveduto forse no, ma condizionato dal suo ruolo di segretario di un partito europeista come il PD certamente sì.

Le prossime elezioni di fine Maggio sono in realtà, non solo in Italia, ma in tutti i paesi membri un referendum se non proprio sull’Unione Europea, sulla politica da lei fin qui praticata. Di conseguenza, chi vuole avere un’Europa migliore dovrebbe augurarsi che il giudizio delle urne sia il più severo possibile in modo da fare temere agli eurocrati, che già oggi, dopo i risultati delle elezioni francesi, paventano il peggio, addirittura la prossima dissoluzione della loro creatura. Leggi il resto di questo articolo »

“The interreligious dialogue in Europe: A contribution for the common good”. Bruxelles 9 Aprile 2014

 

 

 

Hereby I would like to invite you to the next meeting of the Paneuropean Working Group of the
EPP-group, which will take place in Brussels on
Wednesday, 9 April 2014, at 4.00 p.m. in room ASP 6Q2
We are pleased to welcome
H.E. Cardinal Jean-Louis TAURAN
President of the Pontifical Council for Interreligious Dialogue
“The interreligious dialogue in Europe: A contribution for the common
good”
_________________________________________________________

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“I LONGOBARDI ALLE RADICI DELLA NOSTRA STORIA” – Monticello Brianza (Lc), 12-13 aprile 2014

 

 

L’Associazione Culturale Identità Europea vi invita all’evento

 

I LONGOBARDI

ALLE RADICI

DELLA NOSTRA STORIA

 


Un fine settimana all’insegna del Medioevo a Monticello Brianza (Lc), protagonisti assoluti i Longobardi. La storia e i segreti di questa popolazione “barbarica”, che conquistò l’Italia nel VI secolo e vi regnò per duecento anni lasciando una traccia indelebile nella nostra storia, saranno svelati con una grande mostra archeologico-didattica, un campo storico, attività ludico-rievocative e didattiche, eventi spettacolari e una conferenza di approfondimento.


Manifestazione storico-rievocativa sull’Età Longobarda

Monticello Brianza (Lc), 12-13 aprile 2014

Villa Greppi, via Monte Grappa 21

Apertura attività ore 10


Programma: Leggi il resto di questo articolo »

ASSEMBLEA ANNUALE DEI SOCI DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE TERRA INSUBRE E PRESENTAZIONE DEL TESTO: DAL CAMPANILE AL CIELO: SOGNI, LOTTE, PROCESSI E VITTORIE DEI SERENISSIMI (1997-2011) – SABATO 5 APRILE OLEGGIO CASTELLO (NO)

 

 

l’Associazione Culturale Identità Europea vi segnala la


ASSEMBLEA ANNUALE DEI SOCI DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE

TERRA INSUBRE


SABATO 5 APRILE 2014 – ORE 15.00

C/O CASTELLO DAL POZZO – PIAZZA DAL POZZO 22

OLEGGIO CASTELLO (NO)

 

DURANTE I LAVORI AVRÀ LUOGO LA PRESENTAZIONE DE IL TESTO

DAL CAMPANILE AL CIELO:

SOGNI, LOTTE, PROCESSI E VITTORIE DEI SERENISSIMI

(1997-2011)

 

INTERVERRÀ

PROF. ADOLFO MORGANTI – PRESIDENTE CASA EDITRICE “IL CERCHIO”

 

PROGRAMMA

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LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

Vladimir Vladimirovic Putin, presidente della Federazione russa, è attualmente il politico [...]

SANTA MARTA: “QUELLA PERSECUZIONE ‘EDUCATA’ TRAVESTITA DI MODERNITA' E PROGRESSO”.*

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SUL PARTITO CATTOLICO. di Francesco Mario Agnoli

Lo riferisce La Croce quotidiana.it., adesso c’è anche un programma, ispirato alla Dottrina soci[...]

LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

A botta calda e fumi ancora in aria. Mentre i canali radio bollono di analisi approssimative e di [...]

CULTURA E POLITICA NEL MONDO MUSULMANO DI OGGI. di Franco Cardini

Altro che “aureo libretto”, come si sarebbe detto una volta. Il libro che vi consiglio di legg[...]

 
aprile: 2014
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