El Martín Fierro, según Bergoglio.

En este Día de la Tradición, el recuerdo de esta exégesis de nuestro Poema Nacional, escrita en 2002 por el entonces cardenal, hoy papa Francisco, en un difícil momento de la Argentina

Lo que sigue es el mensaje que el Arzobispo de Buenos Aires dirigió a las comunidades educativas de la Capital en torno a la Pascua de 2002, y en el cual reflexiona sobre la problemática del país a partir del poema de José Hernández, Martín Fierro.

En estas líneas, Bergoglio expresaba, con la sencillez y profundidad que caracterizan sus mensajes, su idea de qué es ser una Nación: “Más allá de las palabras, más allá de la historia, verán que lo que queda latiendo en nosotros [después de leer o releer el Martín Fierro] es una especie de emoción, un deseo de torcerle el brazo a toda injusticia y mentira y seguir construyendo una historia de solidaridad y fraternidad, en una tierra común donde todos podamos crecer como seres humanos”.

En un tramo del documento el hoy papa Francisco compara el devenir de un pueblo tras un proyecto común de Nación con una peregrinación: “Salir de un lugar y dirigirse al mismo destino permite a la columna mantenerse como tal, más allá del distinto ritmo o paso de cada grupo o individuo”.

ACLARACIÓN: La imagen que ilustra esta nota es la reproducción de un cuadro del pintor, dibujante e historietista Enrique Breccia, que el artista realizó y donó a la Escuela nº1 D.E. 18 “Martin Fierro” de la Ciudad de Buenos Aires. Agradecemos a las autoridades del establecimiento y a la cooperadora por la autorización para reproducirlo aquí.

A continuación, el texto completo del mensaje de Jorge Bergoglio, un documento para conservar.

 

Una reflexión a partir del Martín Fierro

Martín Fierro, poema “nacional”

1. La “identidad nacional” en un mundo globalizado

Es curioso. Solamente viendo el título del libro, antes incluso de abrirlo, ya encuentro sugerentes motivos de reflexión acerca de los núcleos de nuestra identidad como Nación. El gaucho Martín Fierro (así se llamó el primer libro publicado, después conocido como La Ida); ¿qué tiene que ver el gaucho con nosotros? Si viviéramos en el campo, trabajando con los animales, o al menos en pueblos rurales, con un mayor contacto con la tierra sería más fácil comprender… En nuestras grandes ciudades, claramente en Buenos Aires, mucha gente recordará el caballo de la calesita o los corrales de Mataderos como lo más cercano a la experiencia ecuestre que haya pasado por su vida. Y, ¿hace falta hacer notar que más del 86 % de los argentinos viven en grandes ciudades? Para la mayoría de nuestros jóvenes y niños, el mundo del Martín Fierro es mucho más ajeno que los escenarios místico-futuristas de los comics japoneses. Continue reading

Mondializzazione, disoccupazione ed imperativi dell’umanesimo. di M. Allais (commento finale di L. Copertino, referente I.E: Area Abruzzo)

Proponiamo al lettore un importante testo di Maurice Allais (+2010) scritto nel 2000 ma estremamente attuale

Durante gli ultimi 50 anni, tutte le ricerche che ho potuto condurre, tutte le considerazioni che mi sono state suggerite dagli avvenimenti, ogni esperienza che ho potuto fare, tutto ha incessantemente rinforzato in me la convinzione che una società fondata sulla decentralizzazione delle decisioni, sull’economia di mercato e sulla proprietà privata non è il miglior tipo di società sul piano puramente astratto di un mondo ideale, ma è quel tipo di società che, sul piano concreto della realtà, si rivela – tanto dal punto di vista dell’analisi economica quanto in base all’esperienza storica – come l’unica forma di società suscettibile di rispondere al meglio alle problematiche fondamentali del nostro tempo.

Ma se nel corso degli anni non ha cessato di rinforzarsi la mia convinzione dell’immensa superiorità di una società economicamente liberale ed umanista, non ha smesso di rinforzarsi un’altra convinzione altrettanto forte. Quella seconda la quale oggigiorno la nostra società è minacciata, soprattutto a causa dell’ignoranza dei princìpi fondamentali che la realizzazione di una società liberale ed umanista implica. Infatti, vivere insieme implica per l’intera società un consenso profondo su ciò che è fondamentale. Se non esiste un tale consenso, risulta ugualmente compromessa anche la realizzazione di una società umanista.

In ultima analisi, l’organizzazione economica della vita in una società solleva cinque domande fondamentali:


1. Come garantire l’efficienza dell’economia ed una ripartizione dei redditi accettabile per tutti?

2. Come garantire per ognuno condizioni favorevoli ad un libero sviluppo della propria personalità e come permettere ad ogni livello l’avanzamento dei più capaci, qualunque sia l’ambiente dal quale provengono?

3. Come rendere socialmente ed umanamente sopportabili i cambiamenti implicati dal funzionamento dell’economia?

4. Come mettere l’economia al riparo da tutte le perturbazioni esterne qualunque esse siano?

5. Come definire un quadro istituzionale realmente appropriato a livello nazionale ed internazionale, per realizzare tali obbiettivi? Continue reading

“Il Grande Déjà vu” delle rassicurazioni economiche. di S. Marino (tratto da keynesblog)

Da metà Settembre 2008 ad oggi non sentiamo altro che parlare di crisi e di recessione su tutti i media.
La crisi, esplosa negli Stati Uniti a causa della bolla immobiliare dei mutui subprime, si è poi riverberata in Europa minando seriamente le fragili fondamenta dell’Eurozona e provocando una vera e propria depressione economica nei paesi del Sud Europa. Tuttavia, dopo l’ultimo importante scossone delle borse valori nell’estate 2011 con la famosa crisi degli spread sulle obbligazioni sovrane dei PIIGS, è tutto un susseguirsi di dichiarazioni dei politici e burocrati nazionali e sovranazionali a proposito di
riprese che dovrebbero arrivare e luci in fondo al tunnel che dovrebbero spuntare.
Le borse valori sembrano essere oggi del tutto slegate all’economia reale. Se, ad esempio, consideriamo l’indice azionario di riferimento americano,
lo S&P 500, vediamo che dal minimo toccato a Marzo 2009 ha avuto un incremento del 164%, mentre l’Eurostoxx 50, l’indice di riferimento europeo, ha avuto nello stesso periodo un incremento del 74%. Non male per due aree geografiche in cui la crisi rispettivamente è nata ed è ancora in corso (anche se si potrebbe discutere sul fatto che gli USA ne siano usciti del tutto).

Per parafrasare un celebre libro sulle crisi finanziarie, si potrebbe dire che “questa volta non è diverso” rispetto alle passate crisi e, segnatamente, non lo è rispetto alla Crisi del ’29 e alla Grande Depressione seguente, non solo per quanto riguarda le caratteristiche proprie ai fenomeni finanziari ed economici, ma anche per quanto concerne le consuetudini degli uomini di potere che dovrebbero gestire queste dure fasi sociali.

Da poco mi è capitato di leggere “Il Grande Crollo”, libro del notissimo economista John Kenneth Galbraith, che narra in maniera alquanto dettagliata gli avvenimenti degli anni che precedettero e che seguirono la caduta della Borsa Valori di New York nell’Ottobre del 1929. Continue reading

Gnosi: una chiave interpretativa per la rivoluzione moderna Ascoli Piceno, 23 novembre 2013, ore 18:00, Sala della Ragione Palazzo dei Capitani, Piazza del Popolo.

 

 

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE IDENTITÀ EUROPEA SEGNALA L’INIZIATIVA:

 

Gnosi: una chiave interpretativa per la rivoluzione moderna

 

Ascoli Piceno, 23 novembre 2013, ore 18:00, Sala della Ragione
Palazzo dei Capitani, Piazza del Popolo.

 

 

Saluto del Sindaco di Ascoli Piceno, Avv. Guido Castelli
Introduzione al convegno a cura della Prof.ssa Donatella Ferretti
Interventi dei Professori:
Cesare Cata’: L’eredita’ (anti)moderna dello gnosticismo: Marsilio Ficino e C.G.Jung
Paolo Mariani: Gnosi e Rivoluzione: l’idea del mondo nuovo nella letteratura del ‘900
Don Ennio Innocenti: Conclusioni
(le opere del Prof.Don Ennio Innocenti saranno a disposizione del pubblico)

 

 

Papa Bergoglio ed Eugenio Scalfari: quell’antico dilemma. di L. Copertino

Il 7 dicembre 1965, a chiusura del Concilio Vaticano II, Paolo VI così si esprimeva, ponendo un problema – il problema di sempre, come vedremo – sia alla Chiesa che al mondo: «La Chiesa del Concilio, sì, si è assai occupata, oltre che di se stessa e del rapporto che a Dio la unisce, dell’uomo, dell’uomo quale oggi in realtà si presenta: l’uomo vivo, l’uomo tutto occupato di sé, l’uomo che non si fa soltanto centro d’ogni interesse, ma osa dirsi principio e ragione d’ogni realtà. Tutto l’uomo fenomenico, cioè rivestito degli abiti delle sue innumerevoli apparenze; si è quasi drizzato davanti al consesso dei Padri conciliari, essi pure uomini, tutti Pastori e fratelli, attenti perciò e amorosi (…). L’umanesimo laico profano alla fine è apparso nella terribile statura ed ha, in un certo senso, sfidato il Concilio. La religione del Dio che si è fatto Uomo s’è incontrata con la religione (perché tale è) dell’uomo che si fa Dio. Che cosa è avvenuto? uno scontro, una lotta, un anatema? poteva essere; ma non è avvenuto. L’antica storia del Samaritano è stata il paradigma della spiritualità del Concilio. Una simpatia immensa lo ha tutto pervaso. La scoperta dei bisogni umani (e tanto maggiori sono, quanto più grande si fa il figlio della terra) ha assorbito l’attenzione del nostro Sinodo. Dategli merito di questo almeno, voi umanisti moderni, rinunciatari alla trascendenza delle cose supreme, e riconoscerete il nostro nuovo umanesimo: anche noi, noi più di tutti, siamo i cultori dell’uomo».

Chi ha vissuto quegli anni – lo scrivente era bambino nel 1965, aveva solo due anni, quindi non li ha vissuti ma li ha poi studiati e studiare con distacco emotivo gli eventi li rende forse più intellegibili – ricorderà sicuramente lo scossone che quelle parole, soprattutto quelle evidenziate in neretto, portarono dentro la Chiesa e nel mondo. Il Papa benediceva l’umanesimo moderno che la Chiesa aveva combattuto da secoli perché sostanzialmente ateo? Il Papa dichiarava che la Chiesa ha il culto dell’Uomo e non più quello di Dio? A molti sembrò così, anche se, non ci si fosse lasciati trascinare dalle polemiche, si sarebbe immediatamente potuto constatare che in fondo Papa Montini altro non stava parafrasando che sant’Ireneo di Lione, Padre della Chiesa, nel suo trattato “Adversus Haereses” (IV, 20, 7) il quale a sua volta commentava il Salmo 144, «Gloriam Dei vivens homo», “la gloria di Dio è l’uomo vivente”.

Non saremo noi a negare che in quel momento, 1965, in Papa Montini, e nella Chiesa, forse una buona dose di illusione, nella evitabilità dello scontro tra Fede e umanesimo, c’era. Del resto il clamore mediatico, sempre facilone e superficiale, a queste conclusioni facilmente portava. Allo scrivente, tuttavia, non piacciono gli approcci superficiali, gli spot pubblicitari, la banalità giornalistica – sia di parte tradizionalista che di parte progressista – ma al contrario piace approfondire le questioni con tutta la problematicità con cui esse si pongono di fronte a noi, soprattutto nella prospettiva, l’unica che ci avvicina quanto più possibile alla sostanza delle cose, del riesame storico a distanza dei fatti. Continue reading

Giancarlo Cerrelli: “Io contro la dittatura omosessualista. Ma non chiamatemi omofobo”. di S. Cernuzio (tratto da Zenit.org)

Parla l’avvocato censurato alla Rai e spiega l’inutilità della legge anti-omofobia in esame al Parlamento e la sua battaglia a favore dell’umano, appoggiata anche da persone omosessuali

ROMA, 05 Novembre 2013 (Zenit.org) – La sua vicenda è diventata ormai un caso nazionale. Parliamo dell’avvocato Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dell’Unione Giuristi Cattolici italiani, “imbavagliato” dalla redazione di Domenica In, dove avrebbe parlato di omofobia e sostituito con la testimonianza di una madre che accetta il figlio gay. L’onorevole Alessandro Pagano (Pdl) ha chiesto una interrogazione parlamentare sulla vicenda e dalle 18 di ieri è partita anche una petizione: No alla censura di Rai1 a Giancarlo Cerrelli, promossa dal sito www.citizengo.org che in poche ore ha già raccolto 2.620 firme. Il caso Cerrelli però non svela solo l’inadempienza di una televisione pubblica dalla presunta vocazione pluralista, ma quello che sembrerebbe un graduale imporsi di una dittatura omosessualistica che mina alle basi antropologiche e culturali della società odierna. Di tutto questo, ZENIT ne ha parlato con lo stesso avvocato Cerrelli che, nell’intervista di seguito racconta la sua battaglia, i suoi progetti, i suoi timori e spiega perché non si considera assolutamente un “omofobo”.

***

Partiamo dal recente “caso” di Domenica In. Cosa è successo veramente?

Cerrelli: La redazione di Domenica in mi ha contattato il 30 ottobre chiedendomi se avessi gradito partecipare alla trasmissione di domenica 3 novembre.  Dopo aver dato la mia disponibilità a partecipare alla trasmissione, ho ricevuto lo stesso giorno e il giorno successivo, altre telefonate da parte della redazione per parlare dei contenuti del mio intervento. A richiesta di una redattrice, ho accennato che avrei gradito poter parlare anche alla “ideologia del gender”, alla base dell’omosessualizzazione della nostra società. Dopo aver concluso l’intervista ci siamo salutati con l’intesa di vederci domenica negli studi Rai. Venerdì pomeriggio, invece, ho ricevuto una telefonata dalla stessa redattrice, che mi ha informato che la mia partecipazione era stata annullata per intervenuti cambiamenti del palinsesto che non avrebbero lasciato tempo sufficiente a un mio intervento.

Pensando al caso Barilla, agli episodi di Casale Monferrato e dell’Istituto Faà di Torino, viene da chiedersi: siamo ancora in democrazia o siamo già invasi da quella che più volte lei ha definito un “totalitarismo gender”? Continue reading

Mircea Eliade e la Tradizione. Tempo, mito, cicli cosmici. Presentazione testo, Roma 7 novembre 2013

 

 

L’Associazione Culturale Identità Europea vi segnala la presentazione del testo

 

Mircea Eliade e la Tradizione.

Tempo, mito, cicli cosmici

 

 

di Lara Sanjakdar


Il Cerchio, Rimini 2013

 

INGRESSO LIBERO

 

 

Accademia di Romania
Valle Giulia, Piazza José de San Martin 1, 00197 Roma
7 giovedì novembre 2013, ore 17. Continue reading

“IN HOC SIGNO VINCES”. L’eredità culturale e spirituale della “Rivoluzione Costantiniana” (313 – 2013 d.C.) – Verona 8 novembre 2013

 

 

L’Associazione Culturale Internazionale Identità Europea, in collaborazione con il Comune di Verona e l’associazione Feld


vi invitano all’inaugurazione della mostra

 

“IN HOC SIGNO VINCES”
L’eredità culturale e spirituale della “Rivoluzione Costantiniana” (313 – 2013 d.C.)

 

 


Venerdì 8 Novembre – Ore 10.30
Chiesa di San Pietro in Archinvolto, PIAZZA DUOMO – VERONA

INGRESSO LIBERO

Saranno presenti:

On.Lorenzo Fontana, Parlamentare Europeo,
Avv.Rosario Russo, Consigliere del Comune di Verona
Dr.ssa Elena Percivaldi, curatrice della Mostra
Dr.Leonardo Sernagiotto, Cooperativa culturale Akelon
Prof.Adolfo Morganti, Associazione Identità Europea

 

 

 


“IN HOC SIGNO VINCES” L’eredità culturale e spirituale della “Rivoluzione Costantiniana” (313 – 2013 d.C.). Verona, 8 novembre 2013

 

 

 

L’Associazione Culturale Internazionale Identità Europea, in collaborazione con il Comune di Verona e l’associazione Feld


vi invitano all’inaugurazione della mostra

 

“IN HOC SIGNO VINCES”

L’eredità culturale e spirituale della “Rivoluzione Costantiniana” (313 – 2013 d.C.)

 

 

Venerdì 8 Novembre – Ore 10.30
chiesa di San Pietro in Archinvolto, PIAZZA DUOMO – VERONA

 

INGRESSO LIBERO

Saranno presenti:

On. Lorenzo Fontana, Parlamentare Europeo,
Avv. Rosario Russo, Consigliere del Comune di Verona
Dr.ssa Elena Percivaldi, curatrice della Mostra
Dr. Leonardo Sernagiotto, Associazione culturale Akelon
Prof. Adolfo Morganti, Associazione Identità Europea

 

 


Communiqué of the Secretary General International Paneuropean Union.

 

 

 

The International Paneuropean Union (IPU) – through the Coudenhove-Kalergi Foundation – had
tied several decades ago particular links with the University of Geneva to whom it entrusted its
archives. Till the end of 2011, these archives were in the Castle of Coppet near Geneva (where
lived Necker and his daughter Madame de Staël) where they were masterfully managed by Mr.
Lubor Jilek, curator in the Center of European archives of the University of Geneva. Yet, because
of structural changes within the University of Geneva, since 2 years these archives have not been
accessible any more to the researchers, what is at the same time regrettable and frustrating.
Today I have the pleasure to inform you that after negotiation with the authorities of the Canton of
Vaud, the aforementioned archives were transferred to Chavannes-près-Renens, not far from
Lausanne. The choice of this city is understandable by historic reasons. Richard Coudenhove-
Kalergi had indeed established the seat of the IPU in Lausanne in 1950 where it stayed during a
decade. Between 1975 and 1987, its General Secretary Vittorio Pons worked to the political union
of Europe from premises which the municipal authorities had given gracefully. It is also in
Lausanne where the European Price Coudenhove-Kalergi was awarded to personalities such as
Raymond Barre, Constantin Tsatsos, Sandro Pertini.
The archives of the IPU – which represent about 50 linear meters – were entrusted to the
« Archives Cantonales Vaudoises » (ACV) which will take particular care of them. Indeed, not
only they will be preserved from now on in the best possible conditions (shielded from water, fire,
dust, etc.) but especially, after a period of conditioning, classification and inventory – which will
last several months – they will again be put at the disposal of those that the European integration in
the XXth century interests and valued by means of the most modern ways offered by the
technology. A new impulse will so be given to these archives the historic value of which is not to
be any more demonstrated.
Geneva, October 21th, 2013