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Archivio di novembre 2013

Del “Golfo di Venezia” e della sua storia. Di Nicolò Dal Grande.

La storia delle acque mediterranee, collage di più mari tra loro connessi come afferma nella sua opera principale Civiltà ed Imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II il grande storico Fernand Braudel, è densa di memoria e di avventura, di vita e di morte; se le onde di quello che rappresenta una delle aree geopolitiche più importanti, vissute e protagoniste di quell’eccezzionale avventura che è la storia dell’umanità potessero parlare, racconterebbero di come una giovane comunità di cultura latina, scacciata dalla terra ferma, trovasse riparo nel grembo della laguna veneta; di come questa fratellanza di uomini riuscisse a domarla e a farne la propria patria; di come questa patria si fondesse con le acque circostanti e da questa unione sorgesse il più fiero degli antichi Stati italiani, la “Dominante”, che pose le fondamenta in quel mare, l’Adriatico, che per le gesta della sua grandezza sarebbe stato ribattezzato il “Golfo di Venezia”.

La storia della Repubblica Serenissima, una delle più affascinanti d’Italia, d’Europa e del mondo, fonda le proprie radici nelle acque adriatiche. Alla vigilia del convegno di studi “Mare Nostrum. Equilbri religiosi, politici e culturali della Dominate tra XV e XVI secolo“, che avrà luogo presso il museo di Asolo il 29 novembre 2013, appare doveroso riassumere brevemente l’affascinante avventura che legò la Serenissima al suo golfo.

Sorta nella laguna  delle genti romane e venete, in fuga dall’invasione unna del V secolo d.C. – 451 la data “mitica” di fondazione -, estrema propaggine nord – occidentale dell’Impero romano d’oriente, Venezia, seppur fra le ultime città ad essere erette su quelle isole custodite e protette dalla barriera naturale delle acque lagunari, sin dall’origine ebbe nel commercio marittimo la propria vocazione. Progressivamente distaccatosi da Costantinopoli e dal governo bizantino, incapace di tutelare i domini più lontani durante la grande crisi del VII e VIII secolo dovuta agli attacchi dell’Islam e dei popoli slavi, il Ducato veneziano divenne “de facto” autonomo nel 967, quando secondo la tradizione fu eletto il primo “doge” – duca -, Paoluccio Anafesto.

Negli anni il ducato crebbe in prestigio economico, con i commerci marittimi e fluviali, e religiosi, grazie allo spostamento della sede patriarcale da Grado a Venezia (XI sec.) e alla conservazione delle spoglie di San Marco Evangelista, trafugate nel IX secolo ad Alessandria. Indipendente da Bisanzio, la città non perse mai contatto con l’oriente, intensificando i rapporti commerciali e la propria influenza su tutto l’Adriatico. La svolta avvenne nel 1003, quando il doge Pietro II Orseolo, implorato dalle città latine delle coste e delle isole istriano-dalmate minacciate dai pirati slavi “narentani”, prese la via del mare con la flotta sotto l’insegna del leone alato, distruggendo la minaccia nemica ed ottenedo la “dedizione” delle città sulla costa orientale dell’Adriatico. Venezia gettava le fondamenta della sua straordinaria espansione territoriale ed economica, accompagnata parallelamente dall’evoluzione politica interna che, nell’arco di tre secoli, l’avrebbe portata a divenire da ducato a quella celeberrima Repubblica, sì oligarchica e aristocratica, ma fra gli Stati più stabili, fieri e potenti d’Europa. Leggi il resto di questo articolo »

4º ENCUENTRO NACIONAL DE REVISIONISMO HISTÓRICO “EDUARDO LUIS DUHALDE”. 6 Dicembre 2013

Se realizará el próximo viernes 06 de diciembre, en el Hotel Savoy -Av. Callao 181-, en el horario de 09 a 20 hs.

 

Con la presidencia de Mario “Pacho” O’Donnell y la dirección del Encuentro a cargo de Luis Launay, historiadores, académicos, especialistas de la talla de: Luis Hipólito Alén, Beatriz Garrido, Alicia Poderti, Alberto Lettieri, Sara Liponce,Julio.F.Baraibar, Liliana Rojas, Ramón Torres Molina, Víctor Hugo Robledo, José Casas, Hugo Chumbita, Martín Gill, Enrique Manson, Javier Tineo, Juan Pablo Avondet, Mario Oporto, Martín Cuesta, Víctor Ramos, Osvaldo.V.Bertiche,Marcelo Gullo, Pablo Vázquez, Ana Jaramillo, Néstor Forero, Humberto Podetti, Hernán Brienza y Gustavo Maturana (músico), participarán de las distintas conferencias, disertaciones y mesas de debate.

El encuentro es de entrada libre y gratuita

Si no puede visualizar la invitación, ingrese a: http://institutonacionalmanueldorrego.com/boletin/invitacion_cuarto_encuento_nacional.html

Si desea participar, llene su
FICHA DE INSCRIPCIÓN AQUI

 

 

 

L’Associazione culturale Identità Europea, in collaborazione col Museo di Asolo e l’associazione Akelon

Vi invita a partecipare al Convegno di Studi

 

MARE NOSTRUM


Equilibri religiosi, culturali e diplomatici della Dominante nel XV e XVI sec.

Progetto Koiné Adriatica – II

 

 

“SALA DELLA RAGIONE”- MUSEO CIVICO, VIA REGINA CORNARO 74

ASOLO (TV)

 

VENERDÌ 29 NOVEMBRE 2013 – ORE 15.00

INGRESSO LIBERO

 

Programma

Saluti Istituzionali

Interventi e Relazioni:

Dr.ssa Evangelia Skoufari, Università di Padova

Dr. Tommaso Giancarli, storico

Prof. Adolfo Morganti, Associazione Identità Europea

Dr. Nicolò Dal Grande, Moderatore



ORGANIZZATORI:

 


 

CON IL PATROCINIO DELLA REGIONE VENETO

 


 

 

LE RESPONSABILITA’ DEL MARTIRIO DI OTRANTO. di L. Copertino

Nel bellissimo film “Mission”, padre Gabriel, il gesuita responsabile della missione tra i guaranì stanziati nel territorio dell’attuale Paraguay, dice al suo confratello Rodrigo, ex mercenario di schiavi che intende combattere con le armi i soldati portoghesi inviati a porre fine alla missione perché commercialmente concorrenziale con i traffici dei coloni portoghesi, «se è la forza a creare il diritto, non c’è posto per l’Amore di Cristo in questo mondo». La scena successiva si chiude con padre Gabriel che, attorniato dai suoi indios, va incontro alla fucileria dei portoghesi innalzando l’ostensorio con il Santissimo Sacramento, fino a quando non viene raggiunto da una fucilata e cade a terra mentre il Santissimo è significativamente raccolto da uno degli indios. Era successo che il massone marchese di Pombal, padrone della corte lusitana, con la minaccia (poi comunque messa in atto) di cacciare l’ordine di sant’Ignazio dal Portogallo e con quella dello scisma, aveva costretto il Papa a mettere fine all’esperimento delle reducciones in America Latina (1). Le reducciones si erano sviluppate nei territori coloniali ispanici, dove erano tutelate, contro gli scalpitanti coloni spagnoli, dalle leggi della Corona, risalenti ad Isabella La Cattolica, le quali vietavano la schiavitù degli indios. Nella prima metà del settecento un trattato internazionale aveva assegnato parte di quei territori, al confine tra l’attuale Paraguay e l’attuale Brasile, al Portogallo. Nel regno portoghese la schiavitù, sia quella indiana sia quella negra, era invece pratica legale da secoli. Di lì a poco – siamo in pieno XVIII secolo – le monarchie illuminate europee avrebbero varato una serie di riforme antiecclesiali e cacciato i gesuiti, odiati dalla massoneria, ormai padrona delle corti, perché a suo tempo avevano fermato l’avanzata del protestantesimo in Europa e recuperato metà continente alla fede cattolica.

“Se è la forza a creare il diritto, non c’è posto per l’Amore di Cristo in questo mondo”! Dovremmo, in quanto cristiani, tenere sempre nei nostri pensieri questo ammonimento, perché contiene tutta la Verità dell’intera storia umana sospesa tra la salvezza e la dannazione, tra Giustizia e realpolitik, tra l’Amore salvifico di Nostro Signore e l’avidità di denaro e di potere. Se l’Amore di Cristo sembra, in apparenza, non aver posto nel mondo è anche perché troppo spesso è stato tradito proprio dai sedicenti “cristianissimi” monarchi.

Non è, però, della eroica e drammatica vicenda delle missioni gesuitiche in America Latina che voglio qui parlare ma di un’altra anteriore vicenda dalla quale trapela l’eroismo del martirio di tanta povera gente cristiana e il calcolo di potere di governi che pur si fregiavano della Croce di Cristo, a chiacchiere. Voglio parlarvi di chi, in realtà, armò la mano di Gedik Ahmed Pascià, il martirizzatore degli ottocento otrantini canonizzati dalla Chiesa. Leggi il resto di questo articolo »

“COSTANTINO E L’EDITTO DI MILANO. Cristianesimo e culti antichi per una nuova identità”. Giussano (MB), 1 dicembre 2013

 

 

L’Associazione Culturale Internazionale Identità Europea

vi invita all’inaugurazione della mostra

 

“COSTANTINO E L’EDITTO DI MILANO”

Cristianesimo e culti antichi per una nuova identità

 

 

A cura di

ELENA PERCIVALDI

GIUSSANO (MB)

Villa Mazenta – Piazza S. Giacomo

DAL 1 AL 15 DICEMBRE 2013

 

INGRESSO LIBERO

 

PROGRAMMA

1 DICEMBRE, ORE 15.OO: inaugurazione della mostra e attività ludo-didattiche, a cura di Legio Italica

13 DICEMBRE, ORE 21.00: Conferenza di studi “Costantino ed Elena nell’iconografia e nell’arte”, a cura della dott.ssa Elena Percivaldi

 

Con il Patrocinio e il sostegno del comune di Giussano



ADRIA-DANUBIA 2° FESTIVAL DI STORIA E CULTURA. (tratto dal sito www.adria-danubia.eu)

 

L’Associazione Culturale Identità Europea segnala il


CONVEGNO INTERNAZIONALE

Accademia di Ungheria in Roma – Istituto Storico Fraknói

 

HISTORIAE TRIPLEX

I modelli e le fonti del patriottismo ungherese e croato

 

 

22 novembre 2013

Roma, Via Giulia 1

Palazzo Falconieri

 

ADRIA-DANUBIA

2° FESTIVAL DI STORIA E CULTURA

 

COMUNICATO STAMPA

Il 2013 ha visto l’ingresso nell’Unione Europea della Repubblica di Croazia: si è trattato di un evento particolarmente significativo per lo sviluppo della comunità europea. L’entrata della Croazia in Europa conferma l’appartenenza di questo paese ai comuni valori europei e costituisce un importante passo per il suo ulteriore allargamento ai vicini paesi balcanici.

La comune appartenenza della Croazia alla famiglia europea è anche comprovata dall’intreccio, anzi dalla condivisione della sua storia con quella della vicina Ungheria dalla volta dell’XI secolo alla fine del primo conflitto mondiale. Leggi il resto di questo articolo »

Riflessione su affidamento e omofobia. di F.M. Agnoli

Solo adesso si è saputo che quest’estate il Tribunale per i minori di Bologna ha dato in affido temporaneo una bambina di tre anni, in condizioni di disagio familiare, a una coppia di omosessuali di mezza età, a quanto pare già noti alla bambina, che li chiama “zii”. La Procura minorile si era decisamente opposta, ma il Tribunale ha privilegiato la “politically correctness”. In questo modo si è guadagnato le lodi del Corriere della Sera, sollecito a ricordare che Bologna è la città che, prima in Italia, già nel lontano 1982 concesse a un’associazione gay, il «Circolo di cultura omosessuale XXVIII Giugno», una sede ufficiale e proprio (ulteriore titolo di merito contro i pregiudizi religiosi) nel cassero di Porta Saragozza, dove da decenni sosta la processione della Madonna di San Luca. La Giunta rossa stenta a mantenersi all’altezza delle passate glorie, ma il Corriere può ugualmente rallegrarsi. Grazie al suo Tribunale Bologna si dimostra una volta di più città “capace di distinguersi per un’attenzione particolare, nel dibattito, ai diritti civili”. Per essersi opposta e, peggio, avere proposto impugnazione la Procura minorile ha rischiato l’accusa di omofobia e il Procuratore si è affrettato a correre ai ripari precisando che l’impugnazione era dovuta a quisquilie tecniche e non riguardava l’orientamento sessuale degli affidatari.

Se il Corriere esulta, non mancano le voci critiche, non solo di reazionari del centro-destra, ma anche da progressisti di sinistra. Da questo versante Mario Adinolfi (qualche anno fa candidato alle primarie del PD), che ha così commentato nella sua bacheca-facebook: “Ho una figlia di tre anni, esattamente la stessa età della bimba che il tribunale dei minori di Bologna ha deciso di affidare a una coppia di omosessuali. Credo di comprenderne alcune dinamiche psicologiche in maniera piuttosto approfondita e mi trovo d’accordo con il procuratore minorile della Repubblica che, concentrata sul benessere della bimba piuttosto che su ottenere uno spot sui giornali, si era detta radicalmente contraria all’affido della treenne alla coppia gay, ritenuta non all’altezza. Leggi il resto di questo articolo »

“Regional language and culture: Situation in Alsace”. Strasburgo, 19 novembre 2013

 

 

 

Liebe Kolleginnen und Kollegen,
Hiermit möchte ich Euch zur nächsten Sitzung der Paneuropäischen Arbeitsgruppe der EVP-Fraktion in
Straßburg einladen, am
Dienstag, 19. November 2013, um 17.30 Uhr im Saal LOW S.1-5
Wir freuen uns auf den Besuch von
Herrn Jean-Marie WOEHRLING
Vorsitzender des Instituts für lokales Recht Elsass-Mosel
“Regionale Sprache und Kultur: Die Lage im Elsass”

 

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Nota sull’abolizione dell’Imu e la ricerca di una copertura. Di F.M. Agnoli

Allora è deciso. Il governo ha messo il punto fermo a chiacchiere e illazioni. Nel 2013 sulla prima casa non si pagheranno né la prima né la seconda rata dell’IMU. Esultanza quasi generale con le eccezioni del capitano confindustriale Squinzi e della sindacalista rossa Camusso.

Peccato si tratti di un gioco di specchi o, più probabilmente di un trappolone per allocchi. E non perché il denaro occorrente per la copertura del buco nelle casse pubbliche conseguente al mancato incasso di parte dell’IMU potesse essere più utilmente usato in altri campi, come averebbero voluto, appunto, Squinzi e Camusso. In realtà è possibile che un intervento economico-finanziario riesca più fruttuoso in un determinato settore che in un altro, ma, esattamente come l’uomo senza aggettivi, anche l’homo “oeconomicus” va considerato nella sua interezza, senza suddividerlo in lavoratore, proprietario di case, titolare di rendite finanziarie. Nella grande maggioranza dei casi (particolarmente elevata in Italia) il lavoratore o il pensionato sono anche proprietari di case o, se si preferisce, il proprietario di case è anche lavoratore o pensionato, e perfino percettore di rendite finanziarie (in pratica gli interessi provenienti da investimenti in obbligazioni o in Btp e simili), che, al contrario di quanto potrebbe sembrare dalle chiacchiere dei tassatori, non sono affatto appannaggio dei padroni delle ferriere (ed è per questo che interessano al fisco, perfettamente consapevole che il grosso delle tasse viene dal poco posseduto da molti e non dal molto posseduto da pochi). Leggi il resto di questo articolo »

MARE NOSTRUM. Equilibri religiosi, culturali e diplomatici della Dominante tra XV e XVI sec. – Asolo (TV), 29 novembre 2013

 

 

 

L’Associazione Culturale Identità Europea in collaborazione con l’Associzione Akelon e il Museo di Asolo

 

vi invita al Convegno

 

MARE NOSTRUM

Equilibri religiosi, culturali e diplomatici della Dominante nel XV e XVI sec.

 

 

SALA DEL MUSEO

ASOLO 29 NOVEMBRE 2013 – ORE 15.00

INGRESSO LIBERO

 

Programma

Saluti Istituzionali

Dr.ssa Evangelia Skoufari, Università di Padova

Dr. Tommaso Giancarli, storico

Prof. Adolfo Morganti, Associazione Identità Europea

Dr. Nicolò Dal Grande, Moderatore

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LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

Vladimir Vladimirovic Putin, presidente della Federazione russa, è attualmente il politico [...]

SANTA MARTA: “QUELLA PERSECUZIONE ‘EDUCATA’ TRAVESTITA DI MODERNITA' E PROGRESSO”.*

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SUL PARTITO CATTOLICO. di Francesco Mario Agnoli

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LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

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CULTURA E POLITICA NEL MONDO MUSULMANO DI OGGI. di Franco Cardini

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