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Archive del 25 luglio 2013

Nicea e il Credo, linfa cristiana nelle radici d’Europa. 25 luglio 325 – 25 luglio 2013. di N. Dal Grande

A lungo si è sentito discorrere sulle radici d’Europa; dal lascito della Koinè greca a quello dell’Imperium di Roma antica, passando per le ineluttabili – e fin troppo messe in discussione – radici cristiane. Con l’inizio del 2013 si è aperto il cosiddetto “anno costantiniano”, l’anniversario dei 1700 anni dall’Editto di Milano – 313 d.C. –, attraverso il quale si sancì per le comunità cristiane dell’Impero la piena libertà di culto.

Secondo editto di tolleranza e neutralità imperiale nei confronti di qualsiasi fede – il primo fu l’editto di Serdica del 311 ad opera di Galerio (250 ca – 311 d.C.) –, fu voluto di comune accordo da Costantino I (274-337 d.C.) e l’allora imperatore d’Oriente Licinio (265-325 d.C.), prima della sconfitta di quest’ultimo nella battaglia di Crisopoli – 324 d.C. – e l’unificazione dell’Impero sotto il primo. Punto cruciale nella storia del Cristianesimo e dell’Europa, l’editto di Milano fu voluto da Costantino, sul presupposto dell’ormai elevato numero di aderenti alla religione cristiana, inclusi esponenti dell’élite nobiliare romana, e dell’inarrestabile sua ascesa.

L’anniversario dell’anno costantiniano, ovvero dell’editto del 313 d.C., porta inevitabilmente a una riflessione sulla figura dell’imperatore Costantino I e sul suo incidere nello sviluppo del Cristianesimo e future radici cristiane europee.

Lungi dal convertirsi se non in punto di morte, Costantino seppe rivelarsi non solo un abile soldato ma anche un profondo conoscitore della situazione sociale e religiosa dell’Impero di allora; intuì l’inarrestabile diffondersi del Cristianesimo e lo favorì, consapevole dell’importanza di avere non solo l’appoggio delle Chiese di tutta la romanità, ma che queste fossero unite e concordi. Per il bene dell’Impero e della sua stabilità tutto questo si rendeva vitale; ma la cristianità, minata nella compattezza dalle prime eresie della sua storia e retta da una tradizione trasmessa oralmente, urgeva di trovare una propria stabilità interna. Di qui la scelta destinata a segnare la storia della Chiesa: la convocazione a Nicea – attuale Iznik, Turchia –, da parte di Costantino, del primo concilio ecumenico nella storia della Chiesa – 325 d.C. –. Leggi il resto di questo articolo »

L’ELEZIONE DI COSTANTINO NEL QUADRO POLITICO-SOCIALE DEL IV SECOLO. 25 LUGLIO 306/25 LUGLIO 2013. Di L. Sernagiotto

Nella York di 1707 anni fa, in data 25 luglio 306, si spegneva l’Augusto d’Occidente Flavio Costanzo, detto Cloro per il colorito pallido della pelle. Egli era tornato da poco da una spedizione oltre i confini imperiali nel nord dell’isola britannica per contenere le turbolente tribù dei Pitti. L’imperatore aveva di fianco a sé il figlio Costantino, un giovane uomo di circa 34-35 anni, nato dalla relazione con la concubina Elena. I soldati romani, esulando le precise regole del sistema tetrarchico stabilite dall’imperatore Diocleziano, proclamarono Augusto il figlio di Costanzo Cloro. A questo punto, parafrasando il Manzoni, è logico chiedersi: Costantino, chi era costui? E chi erano i soldati che lo elessero imperatore della parte occidentale dell’Impero Romano?

Procediamo con ordine. Innanzitutto è necessario inquadrare il contesto socio-politico: siamo agli inizi del IV secolo, e l’Impero ha una fisionomia completamente diversa dalla compagine politica del I secolo, quando a Roma risiedeva Ottaviano Augusto. L’Impero Romano stava uscendo faticosamente da uno dei periodi più oscuri della sua storia: la cosiddetta “Anarchia militare”, che durò circa cinquant’anni (235-284) e che vide alternarsi un gran numero di imperatori, quasi sempre eletti dai soldati, governare per pochi anni, finendo spesso per morire di morte violenta (caduti in battaglia, assassinati in congiure, suicidatisi). Nel frattempo l’Impero, come un organismo vivo, mutava, si trasformava, vedeva modificarsi il suo stesso impianto politico, economico e sociale. A una fase di espansione (culminata con il principato di Traiano), seguì una fase di regressione e di rinsaldamento dei confini. L’Impero iniziò a “perdere pezzi”: a titolo esemplificativo, la Dacia, conquistata da Traiano agli inizi del II secolo, fu abbandonata nel 271, sebbene proprio Costantino riuscisse a rioccuparne parzialmente una porzione di territorio. Un mutamento decisivo per la storia del tardo Impero Romano avvenne durante gli anni di governo dell’imperatore Gallieno (260-268): costui, ostile al potere del Senato, escluse i senatori dal comando militare, sostituendo i legati senatorii con praefecti provenienti dall’ordine equestre. Si accentuava in questo modo la distinzione tra carriera civile e quella militare: sempre più i comandati venuti dalla truppa ascendevano ai massimi gradi dell’esercito. Inoltre, la separazione delle carriere militari e civili portò gradualmente i membri dell’esercito a sottolineare un loro stile di vita diverso da quello civile e basato su valori quali la forza, la ferocia, il coraggio in battaglia. Leggi il resto di questo articolo »

LA FOLLIA IN TEMPI DI CRISI. Sabato 27 luglio 2013 – Pro Loco di Ville di Fano – Montereale (AQ)

 

 

 

L’Associazione Culturale Identità Europea v’invita all’incontro

LA FOLLIA IN TEMPI DI CRISI
COME L’ATTUALE SITUAZIONE SOCIO-ECONOMICA INCIDE SUL NOSTRO EQUILIBRIO PSICO-FISICO.
ANALISI E SOLUZIONI.

 

CONFERENZA DEL PROF. ADOLFO MORGANTI
psicologo e saggista

sabato 27 luglio 2013 – ore 17.00
Pro Loco di Ville di Fano – Montereale (AQ)

Profughi? Quanto è ipocrita Obama!*

Dunque Barack Obama dà lezioni all’Europa ricordando che “il mondo non ha bisogno di mu[...]

LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

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SANTA MARTA: “QUELLA PERSECUZIONE ‘EDUCATA’ TRAVESTITA DI MODERNITA' E PROGRESSO”.*

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SUL PARTITO CATTOLICO. di Francesco Mario Agnoli

Lo riferisce La Croce quotidiana.it., adesso c’è anche un programma, ispirato alla Dottrina soci[...]

LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

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