E’ successo a Fenestrelle….di C. Ossi

 

Riceviamo dalla nostra amica Caterina Ossi, veneta DOC ma duosiciliana “ad honorem”, un commento sui recenti fatti di Fenestrelle che apprezziamo, condividiamo e pubblichiamo volentieri:

Come si può tollerare che una lapide commemorativa di eroi che combatterono per la loro patria, fatti prigionieri dall’invasore e portati a morire a Fenestrelle, possa esser ridotta in frantumi a sfregio della memoria di quanti ogni anno si recano sul luogo per deporvi un fiore e recitarvi una prece!
E questo accade nel civile Piemonte?
E questo può passare inosservato ?
Io sono veneta, e quando da ricercatori non asserviti seppi della triste storia toccata a dei soldati che scelsero di non tradire costi quel che costi, e il prezzo fu per molti la morte di stenti, di gelo, di malattia, di nostalgia, mi sentii in dovere di aggiungermi ai loro conterranei per un atto di commosso omaggio.
Conobbi così questo luogo singolare e misterioso di Fenestrelle, una sorta di muraglia cinese o di linea Maginot, ma cupo, isolato, dove l’unica speranza per chi vi è relegato è librarsi nel cielo, è la morte… Continue reading

Il Papa a Lampedusa. di F. Cardini

“Dov’è tuo fratello?” (Gn., 4,9). È la domanda severa, terribile, che il Signore rivolge nel Genesi a Caino: il quale risponde con qualcosa di peggio di un’ammissione, magari arrogante, del fratricidio. “Sono forse io il guardiano di mio fratello?”. Sono io il responsabile del suo diritto alla vita? Caino si vergogna di aver ucciso il fratello e teme l’ira di Dio. Ma considera del tutto normale l’indifferenza: e ritiene addirittura che Dio la condivida al punto da accettare per buona una risposta come la sua.
La tragicità di questa pagina biblica ci è stata fatta comprendere appieno lunedì 8 luglio 2013 da un umile prete biancovestito. Papa Francesco è arrivato a Lampedusa esattamente ventisei mesi dopo quell’8 maggio del 2011, la data del tragico naufragio di un barcone di disperati la maggior parte dei quali incontrò la morte appunto in vista delle coste dell’isola considerata la Porta d’Europa da tanti poveri migranti. In ricordo di quelle povere vittime dalla loro sfortuna e della violenza e dell’egoismo altrui (si parla ormai di circa 20.000 vittime), il primo gesto del pontefice giunto pellegrino e penitente a rendere omaggio agli “Ultimi della terra” è stato quello di consegnare alle acque una corona memoriale di fiori. In significativa, simbolica coincidenza, proprio un paio d’ore prima dell’arrivo del papa aveva attraccato a Lampedusa un’altra barca piena di profughi, con la loro speranza e il loro dolore.
Lampedusa è da anni rifugio, primo approdo, luogo di concentrazione e di smistamento di un’umanità dolente fatta di gente sfuggita alla guerra, alla tirannia, alla violenza, alla fame; di gente che per arrivare è costretta a sopportare una volta di più la durezza del ricatto imposto loro da un’altra umanità, quella degli eterni figli di Caino, i mercanti di carne umana che per danaro fanno il turpe mestiere dei traghettatori clandestini, tanto vicino a quello del negriero di qualche secolo fa. Perché bisogna viverla, la storia appena cominciata del XXI secolo, per convincerci che forme di barbarie che credevamo definitivamente superate e cancellate sono tornate per un malvagio incantesimo a rivivere. Continue reading

Il ruscello, l’acquitrino e l’idrovora. Le ordinarie abnormità del sistema bancario. Ville di Fano, Montereale (AQ) 13 luglio 2013

 

 

 

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE INTERNAZIONALE IDENTITÀ EUROPEA VI INVITA:

 

IL RUSCELLO, L’ACQUITRINO E L’IDROVORA

LE ORDINARIE ABNORMITÀ DEL SISTEMA BANCARIO

 

 

Conferenza del Prof. Cesare Padovani

Ricercatore – Università dell’Aquila

SABATO 13 LUGLIO – ORE 21.30

PRO LOCO DI VILLE DI FANO, MONTEREALE (AQ)

Impressioni di un giovane in visita a Mosca. di L. Failli (tratto dal sito Totalità.it)

Con una delegazione dell’associazione Identità Europea. Dalla “Piazza Rossa” alla Banca Centrale Russa.

Per chi è nato dopo il fatidico 1989, la Russia è un paese tutto sommato come tanti:  lontano e per certi versi  un po’ misterioso, figlio di Atene e di Bisanzio insieme per alcuni aspetti, anche se la sua anima più autentica è  sicuramente quella bizantina.  Ma per molto tempo essa ha rappresentato l’anima nera della rossa “cortina di ferro”, il cuore pulsante di quella dittatura comunista che nel secondo dopoguerra sembrò, grazie anche ai tanti suoi zelatori  nei vari paesi  (Italia compresa), poter egemonizzare l’intera Europa.

Neppure gli Zar avevano osato tanto: a loro sarebbe bastato  la signoria dell’Oriente, ripiantare il vessillo della croce a Costantinopoli e controllare quei Balcani che furono poi invece la loro rovina, e in definitiva la catastrofe dell’Europa intera. E il loro governo, presentato come il culmine dell’assolutismo, sparisce se pensiamo a decenni di un regime che certo non ha avuto la mano leggera contro i suoi “dissidenti”, reali o supposti e che come durezza  spietata  teme in realtà pochi confronti.

Se guardiamo per l’appunto foto degli anni precedenti l’89, possiamo vedere file di persone in coda davanti a negozi per ore, per poter acquistare il necessario. Ma per chi scende oggi all’aeroporto di Mosca la realtà è ben diversa.  Arriviamo alle ore 16 e immense file di persone fanno invidia alle nostre poste; ma  non per comprare il pane, ma per visitare il paese.  Anche i cittadini russi sono controllati come gli altri; rigidità che si può riscontrare anche nei tratti dei volti  tipici dei cittadini più orientali del nostro pianeta. Le differenze somatiche sono lampanti ; il taglio dell’occhio, definizioni marcate e carnagione chiara sono i primi dettagli che si colgono. Continue reading

La rinascita dello Stato etico francese. di F.M. Agnoli

Dobbiamo essere grati a Vincent Peillon, ministro dell’Istruzione nel governo socialista francese, per avere scritto il libro “La Rivoluzione francese non è ancora terminata” e per avere enunciato a chiare lettere in un video promozionale del suo lavoro in circolazione su Internet il programma suo e del governo di cui fa parte, a cominciare dalla dichiarazione che “non si potrà mai costruire un paese libero con la religione cattolica”. Di conseguenza il primo compito assegnato dal ministro allo Stato è di sostituire la morale e la spiritualità della Chiesa cattolica con una nuova religione, laica e repubblicana. Adesso, grazie a Peillon, non possiamo più avere dubbi, e quelli che erano fino ad ieri sospetti sono divenuti certezze: dopo sessant’anni rinasce un orrido mostro che si credeva debellato per sempre con la sconfitta del nazismo e del comunismo: lo Stato etico. Sappiamo anche dove il cancro sta sviluppando le sue cellule tumorali: come è accaduto altre volte (Peillon se ne vanta) a Parigi, in attesa di estenderle a Bruxelles, che se ne mostra già alquanto contagiata, e alle altre capitali europee.

Peillon, fin d’ora forte di un incarico che gli consente di dare contenuto concreto ai suoi programmi, non si nasconde e disegna a chiare lettere il percorso che lui e il governo Hollande intendono seguire per portare a compimento una rivoluzione purtroppo lasciata a mezzo a fine 1799 o forse nel 1814. Dal momento che è un uomo pratico, un repubblicano all’antica sullo stampo di quelli che non ci pensarono due volte a ordinare il genocidio del popolo vandeano (e se ne fecero un merito) il ministro della Pubblica Istruzione intende cominciare dalla scuola. A questa, difatti, attribuisce, sotto la sua guida illuminata, il compito di fare dimenticare agli allievi quanto è avvenuto prima del fatidico 1789, perché “la rivoluzione implica l’oblio per tutto ciò che precede la rivoluzione”. E’, quindi, dovere della scuola “strappare il bambino da tutti i suoi legami pre repubblicani per insegnargli a diventare un cittadino”. Quindi il primo passo è allontanare i figli dalla famiglia per sottrarli alla perniciosa influenza dei genitori (almeno di quelli non in possesso di un inoppugnabile pedigree di laicité), che potrebbero impartire un’educazione ancora di stampo cattolico o apprendergli avvenimenti e notizie che un autentico repubblicano non deve conoscere perché nocivi al suo repubblicanesimo. Ai genitori ( e – manco a dirlo – ai preti) dovranno sostituirsi i maestri di scuola (ovviamente previo controllo che non siano a loro volta contaminati da qualche residuo cattolico ed eventuale periodo di rieducazione alla totale laicità repubblicana) nonché i cittadini rappresentanti. Continue reading

Capitalismo finanziario e antidoti. Via dal culto imperiale. di L. Bruni (da Avvenire)

Per capire che cosa veramente si cela dietro le crescenti resistenze alla chiusura domenicale dei negozi, dobbiamo avere il coraggio di fare seriamente i conti con la natura antropologica e cultuale del nostro capitalismo. Il filosofo Walter Benjamin nel 1921 scriveva che «nel capitalismo bisogna scorgervi una religione, perché nella sua essenza esso serve a soddisfare quelle medesime preoccupazioni, quei tormenti, quelle inquietudini, cui in passato davano risposta le cosiddette religioni. (…) In Occidente, il capitalismo si è sviluppato parassitariamente sul cristianesimo » (Il Capitalismo come religione, 1921). E con capacità profetica aggiungeva: «In futuro ne avremo una visione complessiva».

Infatti, la natura religiosa del capitalismo è oggi molto più evidente che negli anni Venti, se pensiamo quanto sono diventanti esigui i territori della vita non in vendita. Una religione pagana e di solo culto, che cerca di prendere il posto del cristianesimo (non di qualsiasi religione), anche perché è dall’umanesimo ebraico-cristiano che è stato generato. La modernità, allora, non sarebbe una de-sacralizzazione o disincanto del mondo, ma l’affermazione di una nuova religione, o la trasformazione dello spirito cristiano nello ‘spirito’ del capitalismo. Una tesi forte, inevitabilmente controversa, ma che coglie senza dubbio una dimensione fondamentale del nostro tempo, colta anche dal genio filosofico di Antonio Rosmini quando il capitalismo era ancora ai suoi albori. Continue reading

No alla Norimberga contro la letteratura e l’arte. di D. Del Nero (tratto dal sito Totalità.it)

 

Gli ignoranti di Gerush92 tornino a studiare prima di dire sciocchezze e pretendere di formare qualcuno su quel che non conoscono

 

Un nuovo flagello si aggira per l’Italia e forse addirittura per l’Europa:  gli integralisti danteschi: “Gli eventi drammatici che coinvolsero gli ebrei in quegli anni non li racconta Dante, non li rammentano i commentatori ufficiali, sembra che li dimentichino i professori di scuola e gli alunni, nonostante la Commedia stessa conservi nei versi e nelle immagini poetiche le orme indelebili delle false accuse, causa di nefasti avvenimenti. L’arte forse è il più raffinato e subdolo strumento di comunicazione, il più potente veicolo di diffusione e il mezzo più suadente per l’incitamento all’odio: belle immagini, splendide forme e versi accattivanti si fanno veicolo di messaggi intolleranti. E così Dante massacra gli ebrei “esteticamente” nelle terzine dell’inferno mentre fuori dal suo studiolo gli ebrei sono massacrati e perseguitati materialmente. Dante, con la sua Commedia, compiacendo il pensiero dei potenti, contribuisce al pensiero comune cristiano che è antisemita.”

Così Gherush 92, comitato per i diritti umani, commenta le reazioni – non sempre al dir di lor signori garbate  – seguite alla loro proposta, che definire delirante è un autentico oltraggio a chi per davvero soffre di problemi e disturbi psichici, di infliggere all’altissimo poeta un secondo esilio, quello dalle scuole e dai libri di testo, per molti aspetti ancora peggiore, barbaro e insensato. Continue reading

Comunicato ufficiale Paneuropa Ungheria. 7 luglio 2013

 

 

 

 

 

07 July, 2013
The Hungarian Paneuropean Union – on the basis of the legacy and the achievements of the founder,
Count Richard Coudenhove Kalergi, and life member of the HPEU, Otto von Habsburg-Lothringen and the
spiritual fathers of the European thought: Alcide de Gasperi, Kondrad Adenauer and Maurice Schumann,
as well as the approach of the members of the HPEU – refuses the adoption of the so-called “Tavares
report”, insisted by the left and green political groups of the European Parliament. The decision conflicts
with the principle of the International Paneuropean Union: consequently with the nations of Europe and
the current regulations, including the Lisbon Treaty.
The HPEU fully agrees with the position of PM Viktor Orbán. The HPEU requests the members of the
International Paneuropean Union to protest against the above mentioned partial, unjust report based on
fake argumentation.
In the name of Paneurope Hungary,
Dr. Gábor Andrássy Continue reading

Filosofia del Fantastico di Cesare Catà. Forlì 18 luglio 2013 – ore 19.00

 

 

 

L’Associazione Culturale Identità Europea in collaborazione con Siroscape Architettura e Il Cerchio Iniziative Editoriali vi invita all’incontro

 

FILOSOFIA DEL FANTASTICO
ESCURSIONE TRA I MONTI SIBILLINI, L’IRLANDA E LA TERRA DI MEZZO

 

Presentazione del testo

FILOSOFIA DEL FANTASTICO
di Cesare Catà – Edizioni “Il Cerchio”

FORLÌ
“Giardino incantato” – Via Oreste Regnoli 3
Giovedì 18 luglio 2013 – ore 19.00

INGRESSO LIBERO

Seguirà “Fantasy Buffet” con rinfresco e musica a tema

Info: siroscape@alice.it
www.siroscape.com

Letta, l’esultanza, la realtà. di M. Della Luna

Le vittorie di Letta sono quantitativamente insignificanti e servono a non parlare dei vizi strutturali macroeconomici dell’Eurosistema

Letta esulta. Dal potere europeo ha ottenuto 1,5 miliardi la settimana scorsa, spendibili in 2 anni dal prossimo gennaio; e ieri altri 7 miliardi in cofinanziamento, cioè 3,5 messi dall’Italia e 3,5 messi dall’UE, però con soldi dei contributi italiani, grazie a una deroga al plafond del 3% di disavanzo pubblico. Sostanzialmente si tratta, quindi In tutto, cioè, per il 2014, dell’autorizzazione a spendere soldi quasi tutti nostri per un importo di circa 7,75 miliardi, pari a meno dell’1% della spesa pubblica complessiva, a meno dello 0,5% del pil, a meno del 50% da meno del 20% di quanto l’Italia ha versato nel MES, a meno del 3% dei capitali italiani fuggiti all’estero sotto l’azione del governo Monti,  a circa lo 0,7% della svalutazione del patrimonio immobiliare nazionale durante governo Monti, a circa il 25% del calo del pil previsto per quest’anno. Ma Letta esulta e nei sondaggi cresce: l’impatto psicologico è soggettivo e non risponde ai numeri oggettivi. E opera sull’immediato, non tenendo conto delle scadenze di autunno: ammortizzatori sociali, F35, ondata di licenziamenti, legge di bilancio, etc.

Altro dato socio-psicologico: governo e mass media codificano simili successi in questi termini: siamo stati obbedienti al modello economico-finanziario dominante  e alla conseguenti prescrizioni dell’Autorità, quindi il potere effettivo ci premia permettendoci di spendere di più (dei nostri soldi) e dandoci da spendere un po’ di soldi suoi (una piccola parte quelli che le avevamo versato noi). Continue reading