Nuovi nomi nello scenario politico: è la nostra sconfitta. Di Dario Stefano Lioi

Stiamo assistendo allo stillicidio delle candidature. Ogni partito, anzi ogni capo partito, sta stilando le proprie liste elettorali, componendone ad una ad una la lista dei nomi da inserire in ordine decrescente così da garantirne l’immediata e certa elezione in uno dei due rami del Parlamento. I più attivi, a dispetto del recente passato, sono il presidente Monti e Pierluigi Bersani: amanti nell’anno di Governo Tecnico, avversari in campagna elettorale ma promessi sposi dopo la sconfitta di Don Rodrigo Berlusconi per peste da carenza di voti. Con la benedizione di Fra Cristoforo Napolitano, che per l’occasione indosserà un saio e una croce invece di un eskimo e una falce e martello. Non sarà di certo il Manzoni a comporre quest’opera, né il Santis a commentarla. Una cosa era l’invasione spagnola del 600, e quella austriaca dell’800, altra quella Tedesca del 2011, sebbene i lanzichenecchi siano presenti in quel libraccio che studiavamo nel fu quinto ginnasio. Il livello è basso, ma ancor più meschino e infelice quello raggiunto da alcuni neo candidati, e neo eletti, perché nel Partito Democratico già è possibile prenotare un posto a sedere sulla tratta divano di casa-poltrona microfonata di Montecitorio o Palazzo Madama, della XVII legislatura che il Presidente della Repubblica inaugurerà a Marzo e che il Popolo “pecorone invigliacchito” ( citando Flavio Bucci nel marchese del Grillo) comporrà il 24 e 25 Febbraio. Mi riferisco a Piero Grasso e Mario Sechi. Ingroia non lo cito perché espostosi già nella culla. Profili di spessore, alto lignaggio. Uomini valevoli, la cui preparazione ha fruttato enormi servigi alla Patria. Il primo come magistrato di lungo corso, il secondo come astro di un giornalismo fuori schema. Che delusione leggere i loro nomi nell’albo del candidati nelle cabine elettorali. Abbandonare i posti di combattimento, fuggire dalla trincea per ripararsi in una guarnigione arroccata sul monte e difesa dalle alte e rinforzate mura della fogna del potere politico. Per quanto mi riguarda è altro tradimento. E ne spiego subito le adduzioni. Continue reading

I VINTI DEL RISORGIMENTO E QUELLI CHE NON SI SONO ARRESI. Ingresso libero

 

 

La Schuetzen Kompagnie Roveredo e il Centro Studi sul Risorgimento e gli Stati Preunitari

Nel 150° dello scioglimento della Reale Ducale Brigata Estense

invitano la S.V.

 

I VINTI DEL RISORGIMENTO E QUELLI CHE NON SI SONO ARRESI


Relatrice: Elena Bianchini Braglia

Venerdì 18 Gennaio 2013 - ore 20.00
Sala Conferenze del palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio
p. Rosmini 5, Rovereto (TN)
INGRESSO LIBERO