LA NON-LEZIONE STATUNITENSE. Di Massimiliano Morganti

Finita la sbornia di politici e giornalisti italiani che han fatto a gara a chi meglio magnificava la bellezza e la trasparenza del sistema elettorale statunitense, è il momento di alcune riflessioni disincantate.

La campagna elettorale durata quasi un anno, che ha confermato alla Presidenza degli Stati Uniti Barack Obama, è sicuramente figlia di un sistema politico improntato a un certo pragmatismo e con un buon livello di rappresentatività. Un Presidenzialismo spinto con due diversi momenti di legittimazione democratica per l’organo esecutivo e per l’organo legislativo.

Si sprecano quindi i raffronti con un’ Unione Europea che si ritrova ad avere una “camera alta” come il “Consiglio dell’Unione Europea”, eletto nei singoli Stati con sistemi elettorali totalmente disomogenei tra loro, un potere esecutivo dall’aspetto tecnocratico e con una composizione basata sulla rappresentanza più o meno equa del peso dei singoli Stati, e un Parlamento eletto sì democraticamente, ma con scarsi poteri rispetto alla legislazione che promana dalla Commissione. Continue reading

L’ “Asse del Mali”. Strategie sullo scacchiere africano. Di Marcello Ciola

Background teorico. Le dichiarazioni di Panetta, la Dottrina Monroe e la Mirgazione verso Sud.

“Il prossimo luogo in cui si combatterà con il terrorismo ed al-Qaeda è il Mali, situato nell’Africa occidentale”[1]. Queste sono le parole di Leon Panetta, Segretario alla Difesa Usa, che suonano come una vera e propria dichiarazione di guerra. Il terrorismo di cui si parla fa riferimento al gruppo noto come Tanẓīm al-Qā‘idah fī Bilād al-Maghrib al-Islāmī, Al Quaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi), che prima del 2007 aveva il nome di Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento[2]. Rilevante è che a rilasciare questa dichiarazione sia stato il Segretario alla Difesa piuttosto che il Segretario di Stato che si occupa anche di politica estera. Questo fatto è condizionato principalmente da due fattori: innanzitutto, le elezioni americane costringono i politici più in vista a mantenere un basso profilo internazionale; in secondo luogo, le dichiarazioni in politica estera di un Segretario che di norma dovrebbe occuparsi di affari interni o comunque rivolti contro la sicurezza statunitense, è perfettamente inscrivibile in quell’interpretazione estensiva della Dottrina Monroe[3] che tra il 1865[4] e il 1895[5] ha modificato tutta la seguente politica estera americana fino ad oggi: praticamente qualsiasi modifica alla pax americana è assimilabile ad una violazione degli interessi e della sicurezza statunitense.

Al di là di questo comportamento statunitense, questa migrazione verso Sud delle potenze Occidentali, iniziata con le primavere del Maghreb e del Mashreq, proseguita con la secessione sudanese, la “caccia a Kony[6]” ed ora con la paventata militarizzazione del Sahel è di una importanza geopolitica notevole. Infatti, se notiamo quanto accaduto negli ultimi anni in Africa notiamo un crescente interessamento di Cina, Usa e Unione Europea (mettendo un attimo da parte il ruolo giocato da Turchia ed India in determinate aree del continente nero come Corno d’Africa e Africa centro-occidentale). Continue reading

Monti über alles, racconta balle ai cittadini e anche a se stesso. di F. Dal Col

Monti smemorato ? Possibile, ma altamente improbabile. Il premier Mario Monti in una telefonata nel corso dell’iniziativa “La società civile si incontra e propone” ha dichiarato: “Credo che sarebbe bene prestare meno attenzione a leadership ed organigrammi e più ai contenuti”. Il professore non si è però limitato a questa sola affermazione e nel prosieguo della telefonata ha precisato che si rivolgeva a chi lo “succederà”.  Nel completare il suo ragionamento, il premier ha voluto evidenziare in particolare che “L’economia italiana ancora non è veramente un’economia di mercato. Bisogna fare uno sforzo per una maggiore concorrenza e liberalizzazione” e proseguendo, ha ritenuto necessario darsi “regole chiare per non avere abusi e guardarsi da ritorni indietro. Alcuni pensano che ci sia già troppo mercato, io non la penso così”.  “Ho fatto una scoperta positiva da questa esperienza dura per chi governa e durissima per chi è stato governato: non è impossibile cercare di dire la verità agli italiani e che è possibile che la capiscano” ha infine concluso Monti, facendo intendere a chi lo “succederà”, che dovrà seguire la strada del rigore, della crescita e dell’equità sociale, ovvero l’azione percorsa dal suo governo. Continue reading

“Religionsfreiheit und die Diskriminierung und Verfolgung von Christen“.

 

Liebe Kolleginnen und Kollegen,

 

Hiermit möchte ich Euch zur nächsten Sitzung der Paneuropäischen Arbeitsgruppe der
EVP-Fraktion am

Dienstag, 20. November 2012, um 17.30 Uhr im Saal LOW S.1.5

einladen. Wir freuen uns auf den Besuch von

S.E. Kardinal Peter TURKSON
Präsident des Päpstlichen Rates für Gerechtigkeit und Frieden

 

“Religionsfreiheit und die Diskriminierung und Verfolgung von Christen“

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18 novembre 2012 : Manifestation unitaire pour la famille.

18 novembre 2012 : Manifestation unitaire pour la famille

Rassemblée sous un mot d’ordre commun « OUI à la Famille -  NON au « mariage » homosexuel et à l’adoption d’enfants
par des homosexuels », cette marche familiale sera l’occasion de faire entendre la voix des opposants à un projet de loi dont
les conséquences bouleverseraient le concept de famille en niant contre l’évidence toute réalité anthropologique.
Cette manifestation soulignera, dans un souci du bien commun, que la famille est le socle de la société et que l’enfant a besoin
d’un père et d’une mère.

Rejoignez-nous, avec vos amis, vos familles.
Pour la province, une quarantaine de cars sont disponibles, pour plus d’information : www.civitas-institut.com/content/view/807/1/ Continue reading

PRIGIONIERI DEI SAVOIA. Di Luigi Copertino

Applaudo all’”apologia” del carissimo Francesco Mario Agnoli. Sopratutto mi piace lo stile di umile replica alla spocchiosità altrui. Ma anche nel merito mi sembra cogliere la questione che si vorrebbe sminuire o sottacere.

Ossia: era quello di Fenestrelle e luoghi simili un universo concentrazionario, anticipatore di quelli certamente più raffinati del XX secolo, o no?

Una domanda che potrebbe estendersi anche alla questione, ad esempio, vandeana: fu quello vandeano – viste le parole di quel generale che relazionava al Direttorio di aver sterminato le donne ed i bambini, ovvero le riproduttrici dei futuri briganti e la loro malsana prole – un genocidio, sebbene perpetrato con tecniche ancora rozze, anticipatore di quelli del XX secolo o no? Continue reading

APOLOGIA DI UNO STORICO DILETTANTE. di F. M. Agnoli

Il libro di Alessandro Barbero “I prigionieri dei Savoia”, appena pubblicato (ottobre 2012) da Laterza, non solo si propone  di  raccontare la vera storia del trattamento riservato dai piemontesi ai soldati napoletani caduti prigionieri nel corso  della guerra che portò alla distruzione del Regno delle Due Sicilie, ma anche, soprattutto e  fin dalla prefazione, di aprire una  pesante  polemica  nei confronti di quegli esponenti del revisionismo risorgimentale che tale trattamento hanno descritto con toni  assai cupi fino a proporre  paragoni con quanto in seguito praticato  dal regime nazista.

Trovandomi citato fra questi revisionisti a causa della prefazione (a suo tempo richiestami dall’Autore) al bel libro di Fulvio Izzo “I lager dei Savoia” (criticato anch’esso dal Barbero, ma, nonostante il titolo ricco di evocazioni, con qualche benevolo distinguo),  mi sono posto il problema se, invece di imbastire una mia replica, non fosse più opportuno lasciare il compito ad altri, che, come Roberto Martucci, ugualmente tirato in ballo, possono fare valere agli occhi del cattedratico Barbero la loro qualità di storici professionisti e colleghi. D’altra parte una risposta  personale e diretta è  quasi imposta dalla natura di una polemica  condotta con toni  così  pesanti da sollecitarla in tempi brevi che non sarebbero compatibili  con quelli richiesti da  una replica complessiva ad un libro di  oltre 360 pagine. Mi è, quindi sembrato opportuno rinviare ad un secondo momento una risposta più ampia se non vi avranno nel frattempo  provveduto il Martucci o altri, per dedicarmi in prima battuta alle questioni che riguardano direttamente la polemica del Barbero nei confronti del ”magistrato di carriera” (ora a riposo) nonché revisionista dilettante (dal momento che non sono né meridionale, né meridionalista e neo-borbonico e nemmeno storico professionista, debbo ritenere di essere stato  collocato in questa  categoria). Continue reading

Halloween 1.11.11 di Franco Cardini

Ad un anno di distanza ripubblichiamo la significativa lettera del prof. Franco Cardini, fondatore di Identità Europea

 

Halloween, 1/11/2011

 

Parliamone ora, a cose fatte e, come si dice, a bocce ferme. Il farlo prima avrebbe potuto passare per inutile polemica passatista, lotta contro i mulini a vento. Ora invece ha un senso perché siamo freschi di immagini, di esperienze. E abbiamo tutto il tempo di prepararci per l’anno prossimo.

Identità. Ne parlano tutti, specie certi gruppi di centrodestra. E’ diventato un segnale di appartenenza, un passaporto. Càpita dunque d’intervenire a focose riunioni nelle quali si viene esortati a lottare contro l’ipotesi che le nostre belle colline si riempiano di minareti, l’esotica silhouette dei quali rovinerebbe l’antica armonia dei nostri paesaggi con gli skylines dei preziosi, agili campanili e delle solenni, severe torri medievali. Continue reading