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Archivio di febbraio 2012

BRUCIARE I LIBRI: INTOLLERANZA O LIBERTA’? di Franco Cardini

Da che mondo è mondo, càpita che si brucino i libri, così come càpita che si mutilino o si abbattano le statue. Qualcuno ha pure bruciato la biblioteca di Alessandria, anche se quella che sia stato un conquistatore musulmano è una leggenda. Durante il medioevo, i libri venivano talvolta sottoposti al “Giudizio di Dio”, al pari degli uomini: e si narra, ad esempio in un miracolo di san Domenico, che durante una disputa fra lui e gli eretici ci si affidò a un’ordalìa gettando nel fuoco sia il Vangelo, sia i libri dei suoi avversari: il primo rimase ovviamente illeso, gli altri finirono in una fiammata.. Ma, anche senza ricorrere ai miracoli, la Santa inquisizione usava organizzare degli allegri falò durante i quali si ardevano gli scritti degli eretici: magari insieme con chi li possedeva. Leggi il resto di questo articolo »

Presentazione de “Il turco a Vienna” di F. Cardini a Pescara

Area Abruzzo
in collaborazione con l’associazione culturale CITY LIGHTS
ORGANIZZA PRESSO
la Libreria-Caffè City Lights (Einaudi) Via del Porto 18 – Pescara
alle ore 18 di domenica 4 marzo 2012
la presentazione del libro
“IL TURCO A VIENNA”
di Franco Cardini
ordinario di storia medioevale presso l’Istituto di Scienze Umane dell’Università di Firenze
introdurrà il dott. Alessandro Angelucci
sarà presente l’Autore

Seguirà una
” Cena con l’autore”
che si terrà presso il ristorante ” La corte del sale” via Corfinio 27 Pescara (nei pressi di Corso Manthoné) alle ore 21 (è necessaria prenotazione entro il 29 febbraio 2012 al 08568665 o info@libreriacaffe.it)

 

L’Europa delle banche, l’Europa degli europei. Un dibattito, a cura di Identità Europea..

PUBBLICHIAMO UN DIBATTITO SVILUPPATOSI TRA I SOCI E SIMPATIZZANTI DI IDENTITÀ EUROPEA IN ORDINE ALLE RECENTI VICENDE POLITICHE ED ECONOMICHE CHE HANNO VISTO L’ITALIA E L’EUROPA SOTTO L’ATTACCO DELLA FINANZA SPECULATIVA

A cura della Redazione

Sent: Wednesday, January 04, 2012 6:37 PM
Subject: Telefoni bianchi, di Francesco Mario Agnoli
L’aspetto più preoccupante della notizia dello Wall Street Journal a proposito della telefonata della cancelliera Merkel al presidente Napolitano per una sollecita sostituzione di Berlusconi in quanto dal punto di vista dell’Europa inadeguato al ruolo di presidente del Consiglio è che sia sembrata del tutto attendibile, fino alla smentita ufficiale di Roma e di Berlino. In realtà queste smentite, proprio perché inevitabili, lasciano il tempo che trovano, tanto più quando come in questo caso, quella del governo tedesco appare formulate in termini piuttosto sfumati e tutt’altro che convincenti. Tuttavia anche a prestare la massima fede alla smentita italo-germanica, resta il fatto che la notizia è apparsa e continua ad apparire perfettamente verosimile. E non tanto perché nel mese di ottobre una telefonata, quale che ne fosse il contenuto, vi è realmente stata, quanto per le modalità con le quali in Italia si è proceduto all’avvicendamento fra un presidente del consiglio scelto dagli elettori e uno comparso sulla scena come un coniglio estratto dal cappello di un abile prestigiatore. Leggi il resto di questo articolo »

I FOLLI PENSIERI DI ERASMO DA ROTTERDAM

TRASPARENZA – Cosa pensare di un partito  (La Margherita) il cui tesoriere ((Luigi Lusi,  senatore del PD, fresco fresco di espulsione)  può appropriarsi di  13 milioni  di euro (dicesi milioni) senza che nessuno  per parecchi anni  si accorga di nulla, e che per difendersi non trova di meglio che dire che  il bilancio presentava singolarità e  opacità fin dal 2007 senza che vi sia stato posto riparo?

 

DE MORTUIS… – D’accordo “nihil nisi bonum”. Ma, dal momento che in occasione della  dipartita di Oscar Luigi Scalfaro, già presidente della Repubblica,    le prefiche ufficiali hanno voluto  celebrarlo anche come  “integerrimo magistrato” sarebbe stato necessario fornire  qualche notizia  sulla sua attività giudiziaria. La permanenza di Oscar Luigi Scalfaro nei palazzi di Giustizia fu assai breve, ma non priva  di importanti risultati. Divenuto magistrato ancora in epoca fascista (1943), nell’aprile del 1945  entrò a far parte, dietro sua richiesta, delle Corti d’Assise straordinarie, istituite per i processi contro i fascisti, venendo poi incaricato delle funzioni di pubblico ministero. In tale veste nel luglio del 1945 chiese e ottenne la condanna a morte dell’ex-prefetto di Novara Enrico Vezzalini e dei militi Arturo Missiato, Domenico Ricci, Salvatore Santoro, Giovanni Zeno, Raffaele Infante, accusati di “collaborazione con il tedesco invasore”. Tutti fucilati. In seguito il brillante pubblico ministero  mise in carniere anche la condanna capitale del milite Stefano Zurlo,  che  tuttavia la scampò perché la sentenza venne annullata dalla Corte di Cassazione. In effetti un  magistrato efficientissimo. Forse nemmeno in Cina o in Iran (certamente non negli Stati Uniti) sono molti i magistrati in grado di vantare  tanti successi in in così breve periodo. Leggi il resto di questo articolo »

Schiavo della finanza, lo Stato non può più spendere per noi

Può sembrare un’eresia, ma non lo è: dalla crisi si può uscire in un solo modo, e cioè aumentando la spesa pubblica. Si aggraverebbe il debito? Inizialmente, sì. Ma investire in settori strategici per produrre lavoro risolleverebbe l’economia, la domanda, le entrate fiscali. Servirebbe una piena sovranità statale e monetaria, che gli Stati europei hanno perduto: costretti a farsi prestare denaro dalla finanza privata, vengono dissuasi dall’indebitarsi ulteriormente, pena la crescita esplosiva dei margini speculativi. Lo Stato, unico soggetto nato per spendere a deficit per il benessere reale dei cittadini, è stato imbrigliato: il grande capitale pretende che si comporti non come uno Stato, ma come una famiglia o un’azienda. Neutralizzata la capacità finanziaria dello Stato, i cittadini sono indifesi di fronte alla crisi.

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SUL GIORNO DELLA MEMORIA E SU QUELLO DEL RICORDO. OVVERO DELLA “SMEMORATEZZA GESTITA” E DELLE SUE IMPLICAZIONI

Firenze, 7.2.2012

La memoria è la garante della nostra identità. Come diceva Platone, sapere è ricordare: se non ricordiamo, non sappiamo niente; peggio, non siamo niente.

Ciò vale d’altronde per la memorie e l’identità individuali. Ma resta valido anche per quelle comuni, o meglio comunitarie? Qui il discorso si fa davvero più problematico. La memoria è connessa con la coscienza di possederla e la volontà di conservarla e di potenziarla: non a caso, nell’antichità e nel medioevo – ma anche fino a tempi recenti: ricordate quell’ “imparare a memoria”  della nostra vecchia scuola che troppi deleteri  maestrini condannavano come “vuoto nozionismo”? -  s’insegnavano interessanti sistemi mnemotecnici: mentre oggi non riusciamo a ricordar quasi nulla e siamo tutti drammaticamente agendodipendenti, computerdipendenti e cellulardipendenti.

Ma la memoria, lasciata a se stessa, si traduce in una sorta di continuum indistinto. Essa dev’essere sorvegliata, educata, razionalizzata. Da sola, non serve a nulla e svanisce presto: “L’uomo non ricorda nulla: ricostruisce di continuo”, ammoniva un grande storico, Lucien Febvre. E difatti  la storia è questo: razionalizzazione critica della memoria.

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LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

Vladimir Vladimirovic Putin, presidente della Federazione russa, è attualmente il politico [...]

SANTA MARTA: “QUELLA PERSECUZIONE ‘EDUCATA’ TRAVESTITA DI MODERNITA' E PROGRESSO”.*

Nella Messa mattutina, il Papa afferma che “le persecuzioni sono pane quotidiano della Chiesa”[...]

SUL PARTITO CATTOLICO. di Francesco Mario Agnoli

Lo riferisce La Croce quotidiana.it., adesso c’è anche un programma, ispirato alla Dottrina soci[...]

LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

A botta calda e fumi ancora in aria. Mentre i canali radio bollono di analisi approssimative e di [...]

CULTURA E POLITICA NEL MONDO MUSULMANO DI OGGI. di Franco Cardini

Altro che “aureo libretto”, come si sarebbe detto una volta. Il libro che vi consiglio di legg[...]

 
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