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Archive del 23 maggio 2011

Unità d’Italia al Sud: invasione o liberazione?

Il libro pubblicato dal Cerchio

di GENNARO GRIMOLIZZI

Il Sole 24 Ore Sud, 22 settembre 2010

Quali benefici ha apportato l’Unità d’Italia per il Sud, considerato che la questione meridionale si è riproposta in tutta la sua gravità? Il dibattito in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia è aperto su più fronti e non risparmia, oltre alla storiografia, le istituzioni, la politica e le associazioni.

Il ministro per i Rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, giudica utile il confronto, purché non si cada nell’errore delle facili strumentalizzazioni. «Tutte le riflessioni storiche sulle vicende che hanno portato all’Unità – dichiara al Sole-24 Ore Sud – non possono che essere positive. Anche quelle che è invalso l’uso di definire “revisioniste”, perché mettono in discussione le ragioni che portarono all’unificazione italiana e soprattutto i metodi che vennero impiegati per conseguirla. Si è anche tornati a rileggere le condizioni sociali, economiche, amministrative e politiche sia del Regno delle Due Sicilie che del Regno di Sardegna». Il ministro Fitto diffida dell’uso politico della storia: «Vedo un pericolo che non viene tanto dall’approfondimento in senso proprio, quanto da un suo uso tendente a contrapporre una retorica “nordista” ad una “sudista”. Non mi iscrivo tra gli appassionati della “memoria condivisa”, essendo la memoria quanto di più soggettivo possa esistere e confidando nel fatto di vivere in un Paese nel quale la democrazia è talmente forte da poter ospitare anche una proficua dialettica tra memorie e sensibilità diverse».

Secondo lo storico Franco Cardini, il processo di unificazione ha determinato reciproche influenze tra Nord e Sud. «La storia d’Italia – afferma Cardini – è policentrica e municipalistica, per cui una soluzione di tipo “federale” sarebbe stata più adatta e opportuna di quella che, fra l’altro, generò la colonizzazione e lo sfruttamento del Sud da parte del Nord con fenomeni collaterali quali il brigantaggio e la sua tanto orribile, quanto in parte vana, repressione e la meridionalizzazione di buona parte delle strutture pubbliche del giovane regno». Leggi il resto di questo articolo »

Intervento del Presidente al XVI Congresso di Identità Europea

Rimini, 30 aprile-1 maggio 2011

Cari Soci e Socie di Identità Europea,

 

tredici mesi fa un nostro impegnativo Congresso ha eletto me come terzo presidente di Identità Europea, per la prima volta (fatto non trascurabile) non in maniera unanime, e nel contempo abbiamo cambiato anche il nostro Statuto, la nostra organizzazione interna (ad es. accettando l’abolizione dei nostri Uffici, non tutti a quel tempo inefficienti, e sacrificando quindi alcune nostre “eccellenze”), per reagire ad una sfida profonda: ne andava – e ne va ­del senso, e quindi dell’esistenza dell’ Associazione, e nello stesso tempo dei principi e dei valori per affermare i quali Identità Europea è sorta.

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LA DEMOCRAZIA SOVRANA DI PUTIN. UN MODELLO POLITICO PER I PAESI DELL'UNIONE EUROPEA. di Borgognone Paolo*

Vladimir Vladimirovic Putin, presidente della Federazione russa, è attualmente il politico [...]

SANTA MARTA: “QUELLA PERSECUZIONE ‘EDUCATA’ TRAVESTITA DI MODERNITA' E PROGRESSO”.*

Nella Messa mattutina, il Papa afferma che “le persecuzioni sono pane quotidiano della Chiesa”[...]

SUL PARTITO CATTOLICO. di Francesco Mario Agnoli

Lo riferisce La Croce quotidiana.it., adesso c’è anche un programma, ispirato alla Dottrina soci[...]

LA LEZIONE DI BRUXELLES. di Adolfo Morganti.

A botta calda e fumi ancora in aria. Mentre i canali radio bollono di analisi approssimative e di [...]

CULTURA E POLITICA NEL MONDO MUSULMANO DI OGGI. di Franco Cardini

Altro che “aureo libretto”, come si sarebbe detto una volta. Il libro che vi consiglio di legg[...]

 
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